CONCORRENZA SLEALE

Fabbri vince battaglia legale in Cina: il decoro a fiori bianco e blu non può essere imitato

L’azienda bolognese si è vista riconoscere dal tribunale di Shanghai “l’alta reputazione” del packaging con grafica floreale che caratterizza i suoi prodotti

di Silvia Marzialetti

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Il decoro Fabbri copiato da due aziende cinesi

L’azienda bolognese si è vista riconoscere dal tribunale di Shanghai “l’alta reputazione” del packaging con grafica floreale che caratterizza i suoi prodotti


2' di lettura

Vittoria giudiziaria in Cina per Fabbri, l'azienda di Bologna specializzata nel settore dolciario e del beverage, celebre per la sua Amarena in sciroppo, di cui detiene una quota di mercato dell'83% sul largo consumo. In un contenzioso con due aziende cinesi, la Corte del Popolo del Distretto di Shanghai Yangpu ha riconosciuto l' “alta reputazione” del packaging caratterizzato dal tradizionale decoro bianco e blu, tipico della ceramica faentina. «Questa sentenza è la riprova che il lavoro compiuto da imprenditori determinati, affiancati dalle diplomazie italiana e cinese può raggiungere risultati positivi e che oggi anche in Cina i marchi internazionali e il nostro made in Italy sono equamente tutelati», spiega Nicola Fabbri, presidente di Fabbri China, che ha seguito di persona la questione legale coadiuvato dall'avvocato Lara Gualdi del Foro di Bologna e dallo studio HFG Law Firm in Cina.

L’azienda bolognese opera in Cina dal 2009

La decisione della Corte di Pechino chiude un contenzioso legale avviato nel novembre 2019, quando Fabbri (Shanghai) Food Trading Co. ha avviato una controversia civile contro Yi Pai Chocolate (Tianjin) Co. e Beijing Jin Mai Xing Long Food Co, invocando la violazione dell'articolo 6.1 della legge sulla concorrenza sleale, a causa di un'imitazione del suo famoso pack (la controversia faceva riferimento in particolare alle confezioni dei preparati per gelato).Fabbri opera in Cina dal 2009 e da allora ha costantemente presidiato il mercato cinese con le linee gelateria, pasticceria, linea beverage e - da qualche mese - i prodotti per il largo consumo. La corte cinese ha ritenuto che, a causa della promozione a lungo termine e ampia di Fabbri Shanghai, nonché di un gran numero di attività di marketing e vendita, il packaging Fabbri godesse di una certa influenza e che essendo la confezione del prodotto Yipa simile alla confezione del prodotto Fabbri Shanghai, il pubblico di riferimento potesse credere in modo confuso che ci fossero collegamenti tra le due aziende cinesi e Fabbri Shanghai.

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Un precedente giuridico che farà giurisprudenza

”Vale la pena ricordare che un tipico collo di bottiglia in questo genere di casi è la difficoltà di ottenere il riconoscimento da parte della Corte che l'imballaggio è ampiamente noto ai consumatori”, si legge in una nota dello studio HFG che ha seguito la causa. “La normativa precedente (in vigore fino al 2017) prevedeva che l'oggetto di protezione fosse famoso. Nell'attuale legislazione la parola “famoso” è stata sostituita con la frase “godere di una certa (alta) reputazione” e per dimostrare una reputazione così alta, è necessario fornire al tribunale una grande quantità di prove dell'uso”, prosegue la nota.Il pronunciamento delle istituzioni a favore di un'azienda straniera, in passato inusuale nella practice cinese, costituisce un'importante precedente giuridico.

Con dieci filiali nel mondo, distribuzione in 110 Paesi, 165 dipendenti in Italia e un centinaio all'estero, due stabilimenti a Bologna (Anzola dell'Emilia) e Buenos Aires, Fabbri produce su 17 linee. Ha chiuso il fatturato 2019 a quota 85 milioni. Da sempre il barattolo bianco porcellana con i decori blu di stile floreale che si rifà ai decori dell'Estremo Oriente rappresenta un oggetto cult del Food. Ideato da Riccardo Gatti di Faenza è stato esposto anche al Moma di New York.


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