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Faber trasforma le cappe di cucina in tecnologie 4.0 per battere l’inquinamento

di Ilaria Vesentini


3' di lettura

Dopo aver creato la prima cappa aspirante da cucina, aver conquistato la leadership di mercato e aver superato la crisi che ha travolto la gran parte del distretto del bianco fabrianese, Faber rilancia il suo ruolo di pioniere dell'innovazione e porta le sue tecnologie per purificare l'aria in tutti gli ambienti di casa in nome della salute e del benessere: istituti di ricerca calcolano infatti che oltre 90mila morti in Europa ogni anno siano dovuti all'inquinamento indoor e che la qualità dell'aria sia pessima in oltre il 10% delle case nel vecchio continente.

«La nostra presenza globale ci aiuta a diversificare i rischi sostenendo la crescita così come continuiamo a credere che l'innovazione sia strategica per lo sviluppo. Per questo destiniamo a R&S il 5% del fatturato ogni anno puntando su soluzioni sempre più evolute per trattare l'aria di tutti gli ambienti domestici, con tecnologie come le innovative cappe K-Air e P-Air che attivano automaticamente i sistemi di purificazione quando i sensori di monitoraggio rilevano nelle stanze condizioni fuori norma», spiega Riccardo Remedi, managing director di Faber Spa e di tutta la divisione Cappe del gruppo svizzero Franke, che nel 2005 ha rilevato la società fondata mezzo secolo prima dalla famiglia Galassi.

Presente oggi in quattro continenti, con stabilimenti in 8 Paesi (Italia, Svezia, Francia, Argentina, Turchia, India, Russia e Messico, oltre a una sede commerciale negli Usa), Faber Spa ha fatto del know-how fabrianese nelle cappe il cuore della multinazionale svizzera leader nel kitchen system: «Siamo l'epicentro di una divisione mondiale di 2.100 persone e 340 milioni di franchi svizzeri che per il 95% vive di export. Lo stabilimento di Sassoferrato – continua Remedi - è la fabbrica modello per tutto il gruppo (ci lavorano 500 dipendenti sui 650 di Faber Spa in Italia e fattura 135 milioni di euro l'anno) e ci sono competenze diffuse e profili professionali sul territorio che sono ancora il valore aggiunto del restare qui nelle Marche a fare manifattura».

I numeri lo confermano: sia la società italiana sia la divisione globale sono cresciute del 7,5% lo scorso anno, «e anche se la nostra capacità di fare previsioni è sempre più minata dall'instabilità dei mercati, siamo molto ottimisti anche per il 2019, se il buongiorno si vede dal mattino», ammette l'ad. A tenere alte le prospettive sono in particolare il Nord America, Gran Bretagna e Spagna, Est Europa ma anche la Russia, dove nel 2017 Franke ha acquisito la quota di maggioranza di Elikor LLC, azienda leader nel mercato russo delle cappe da cucina «dove stiamo lavorando per posizionare il marchio nel medio-alto di gamma», precisa Remedi. Il fronte M&A è sempre aperto e guarda a Est: ora è la Cina il mercato dove Faber è grande assente e dove la crescita per acquisizioni potrebbe essere la più veloce per conquistare quote di clientela.

Se K-Air è apripista delle cappe intelligenti 4.0 di Faber che tra schermi touch, sensori e app tengono sotto controllo temperatura,umidità e presenza di compostiorganici volatili inquinanti (come anidride carbonica, ossidodi azoto e metano), ora è pronto a debuttare sul mercato P-Air, il purificatore d'aria che declina in modo flessibile la tecnologia K-Air in tutti gli ambienti di casa per controllare i livelli di inquinamento indoor. La World Health Organization ha stimato che l'80% delle persone che vivono in un'areaurbanaè esposta ai rischi legati all'inquinamento domestico, tra agenti chimici, fisici e biologici che compromettono la qualità dell'aria che respiriamo per molte ore al giorno. E il Royal College of Physicians and Royal College of Pediatrics ha stimato che oltre90milamorti in Europa ogni anno siano riconducibili all'inquinamento indoor e che, a seconda delle zone europee e della tipologia distabile,dal 10%al 50% delle case abbiano una cattiva qualità dell'aria, a causa sia dei materiali usati nella costruzione, nelle vernici alle pareti e nei mobili sia dei sistemi di riscaldamento e condizionamento nonché per i prodotti chimici usati quotidianamente nella pulizia e i fumi della cottura di cibi.

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