Cassazione

Facebook, all’amministratore comunale si può dire imbroglione ma non ladro

Nell’esimente della critica politica può rientrare l’offesa generica ma non l’accusa specifica di intascarsi i soldi delle tasse

di Patrizia Maciocchi

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Nell’esimente della critica politica può rientrare l’offesa generica ma non l’accusa specifica di intascarsi i soldi delle tasse


2' di lettura

Ai componenti della giunta comunale si può dare degli imbroglioni, ma non si può insinuare che intascano i soldi delle tasse. La Cassazione (sentenza 628) respinge il ricorso contro la condanna per diffamazione aggravata dell’imputato che, su Facebook, aveva definito imbroglioni sia il querelante sia i suoi colleghi di giunta. Insinuando anche che si fossero appropriati del denaro oggetto del prelievo forzoso a carico dei cittadini. Solo quest’ultima accusa era finita nel mirino dei giudici che avevano invece ritenuto “scriminato” in nome del diritto di critica politica, l’uso del termine imbroglioni.

La critica politica - Per l’imputato era una decisione contraddittoria e frutto di un’interpretazione fantasiosa dei giudici. Lui in realtà si era limitato a criticare gli amministratori del Comune e i suoi avversari politici, per non aver rinunciato all’indennità di carica e per non aver abbassato le imposte locali, come annunciato in campagna elettorale. In più il ricorrente contestava il riconoscimento della non punibilità per particolare tenuità del fatto. Ma la Cassazione conferma la coerenza della decisione. Correttamente la Corte d’Appello aveva ritenuto che i messaggi “postati” non contenessero solo un’aspra critica dell’operato della giunta, ma l’accusa di esserci appropriati del denaro pubblico «insinuando che gli stessi si fossero “intascati” le risorse del prelievo fiscale.

La verità del fatto - Per questo i giudici di merito non hanno riconosciuto l’esimente del diritto di critica politica, negando la veridicità del fatto. Conclusione diversa per l’epiteto generico di “imbroglioni” compatibile con l’asprezza che la critica politica può assumere.

Non può passare neppure la richiesta di applicazione dell’articolo 131-bis sulla particolate tenuità del fatto, perché la calunnia è grave e reiterata.

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