Hi-tech alla prova dei conti

Facebook batte le attese ma gli utenti passano meno tempo sui social

di Marco Valsania


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(Afp)

3' di lettura

New York - Si alza il sipario sui bilanci hi-tech e i conti danno spettacolo: Facebook e Microsoft hanno riportato ieri sera brillanti performance nell'ultimo trimestre, battendo le attese. Nel dopo mercato i titoli hanno oscillato nervosamente, lasciando aperta la possibilità che il settore abbia corso troppo a Wall Street, ma le iniziali flessioni sono state poi cancellate da recuperi e nuovi rialzi. Facebook ha riportato profitti netti per 4,23 miliardi, in rialzo del 20% anche se frenati da oneri straordinari per 2,27 miliardi legati alla riforma fiscale americana. Senza gli oneri si sono impennati del 61 per cento. Gli utili per azione, tolte voci una tantum, sono stati pari a 2,21 dollari contro gli 1,96 dollari previsti. Le entrate sono lievitate del 47% a 12,97 miliardi invece dei 12,55 miliardi anticipati. Il titolo, in rialzo del 44% nell'ultimo anno, ha ceduto fino al 4,5% prima di invertire la rotta e salire del 2 per cento.

Microsoft, trainata dai servizi cloud, ha accusato una perdita di 6,3 miliardi provocata interamente da oneri straordinari per la riforma delle tasse di 13,8 miliardi. Senza questa voce, ha messo a segno profitti per 7,5 miliardi, a sua volta in rialzo di un quinto, e entrate per 28,92 miliardi, lievitate del 12% e superiori a previsioni ferme a 28,40 miliardi. Gli utili per azione depurati dagli oneri straordinari sono stati pari a 96 centesimi, surclassando gli 86 centesimi attesi. Il titolo, che ha guadagnato quasi il 50% in dodici mesi, dopo un'altalena è rimasto sostanzialmente invariato. A dare fiducia è stato anzitutto il segmento dell'intelligent cloud, cresciuto nell'insieme del 15% a 7,80 miliardi di fatturato, dove è spiccato Azure: il protagonista nei servizi alle imprese ha messo a segno un incremento delle entrate del 98%, in accelerazione dal 90% dei precedenti tre mesi, ed e' parso guadagnare quote di mercato sulla grande rivale e leader, Amazon Web Services. Amazon riporterà questa notte il bilancio assieme ad altri due colossi tecnologici, Apple e Alphabet.

L'attesa maggiore era però per i numeri di Facebook, al centro di polemiche sulla eccessiva dipendenza degli utenti dal social network e sugli scarsi controlli dei contenuti. L'amministratore delegato Mark Zuckerberg ha fatto sapere che recenti sforzi di riforma del News Feed e di riduzione di video virali hanno portato gli utenti a diminuire complessivamente di 50 milioni di ore al giorno - circa il 5% - il tempo speso su Facebook. Per la prima volta sono inoltre diminuiti gli utenti quotidiani sui redditizi e strategici mercati statunitense e canadese, di 700.000 a 184 milioni. Zuckerberg punta a spingere gli utenti verso «interazioni significative» e passare il tempo «proficuamente» su Facebook - termini ambigui ma che implicano minor agressività nell'espansione e un potenziale indebolimento della sua presa sulla pubblicità digitale. Ma nella conference call l'azienda ha sottolineato che è riuscita a far pagare prezzi più elevati - in media il 43% in più - per le inserzioni, rassicurando gli investitori.

La pubblicità “mobile”, pilastro di Facebook, ha rappresentato l'89% del totale rispetto all'84% dell'anno precedente. Gli utenti mensili medi sono aumentati del 14% a 2,13 miliardi in linea con le previsioni, anche se in frenata rispetto al 16% del trimestre immediatamente precedente. Gli utenti quotidiani sono stati 1,4 miliardi, in aumento di 33 milioni ma leggermente inferiori agli 1,41 miliardi pronosticati.

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