Trimestrali tech

Facebook frena la corsa e crolla in Borsa. Microsoft, exploit nel cloud

La crescita c’è stata ma non ha entusiasmato: nel dopo mercato il titolo ha perso il 7 per cento. Il gruppo di Satya Nadella conferma il market cap

di Marco Valsania


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(AFP)

4' di lettura

NEW YORK - Facebook batte le previsioni di bilancio grazie a una continua e solida raccolta pubblicitaria sui suoi social network. Ma le supera di poco, non abbastanza per entusiasmare gli investitori e nel dopo mercato il titolo ha ceduto il 7 per cento. Microsoft si lascia invece nettamente alla spalle i pronostici, trainata dalla sua espansione nei servizi cloud con i quali insidia il leader della «nuvola» Amazon. Fa segnare nuovi record di fatturato e conferma la propria poltrona nel ristrettissimo club delle società da oltre mille miliardi di capitalizzazione di mercato. Nell’after hours a Wall Street le sue azioni si sono impennate del 4 per cento.

Bene gli utenti attivi
Per il quarto trimestre del 2019 Facebook ha messo a segno profitti aumentati del 7% a 7,35 miliardi, pari a utili per azione di 2,56 dollari contro i 2,53 previsti. Il giro d’affari lievitato del 25% a 21,08 miliardi rispetto ad attese di 20,89 miliardi, concludendo un anno nel quale i ricavi saliti del 27 per cento. Anche gli utenti attivi hanno sorpreso positivamente: 2,5 miliardi quelli mensili invece dei 2,49 miliardi anticipati; 1,66 miliardi (+9%) anziché 1,65 miliardi quelli quotidiani. È stato però anche il quarto trimestre consecutivo di crescita inferiore al 30%, anzi la più debole da quando l’azienda è quotata. E le spese sono aumentate comprimendo i margini operativi al 42% dal 46% dell’anno precedente. Nel dopo mercato il titolo, che viaggiava su livelli record e aveva chiuso la seduta in rialzo del 2,5%, ha ceduto oltre il 6 per cento. Nell’ultimo anno ha tuttavia guadagnato oltre il 50% dai minimi dell’ultimo anno.

Pubblicità al +25%
Mark Zurckerberg, co-fondatore e chief executive, ha rivendicato un «buon trimestre e una robusta conclusione dell’anno mentre il nostro business continua a crescere». L’intera «famiglia» di app del social network vanta oggi 2,89 miliardi di utenti contro i 2,8 miliardi del periodo precedente. Le entrate pubblicitarie, cuore del business, sono lievitate del 25% a 20,74 miliardi, meglio dei 20,56 miliardi ipotizzati.

La grana regolamentazione
Facebook fa tuttavia tuttora i conti con bufere politiche e di regolamentazione, oltre a dubbi sul suo modello di business. La sua iniziativa nelle cripto-valute, Libra, è parsa arenarsi tra l’opposizione delle autorità e lo scetticismo dei partner iniziali. Polemiche continuano soprattutto a scuotere il gruppo sugli inadeguati controlli del contenuto e i rischi di consentire e perpetrare manipolazioni dell’informazione, oltre che su violazioni della privacy nei dati personali. Questo nonostante lo scorso luglio l’azienda abbia pagato una ingente sanzione da 5 miliardi di dollari per lo scandalo di Cambridge Analytica, dove irregolarità nella gestione dei dati avevano aiutato la campagna del 2016 di Donald Trump, e promesso riforme. Ancora di recente, inoltre, i costi legali sono saliti, gonfiati da un accordo extragiudiziale di massima da 550 milioni in Illinois in un caso di abuso nell’uso di immagini fotografiche proli riconoscimento facciale. Facebook è anche nel mirino di molteplici indagini Antitrust e alcuni dei candidati democratici alle primarie presidenziali Usa hanno apertamente chiesto una separazione delle sue principali attività, che cancelli le sue grandi acquisizioni in anni recenti.

Un anno «intenso»
«Sarà un anno intenso con le elezioni e con la realizzazione di alcune delle nostre scommesse tecnologiche», ha ammesso Zuckerberg. Che ha però scelto toni di sfida nei confronti dei critici, rivendicando le proprie strategie di crescita e espansione: «Il mio obiettivo nel prossimo decennio non è quello di essere amato ma di essere compreso», ha detto. Ha difeso quello che ha definito il diritto degli utenti di associarsi con gruppi di loro scelta (un fenomeno accusato dai critici di promuovere troppo facilmente tribalismo e estremismo anche violento). Ha sottolineato il valore della pubblicità mirata e del modello di offrire servizi di comunicazione gratuita (secondo gli scettici pagati in realtà a caro prezzo dal pubblico attraverso una «vendita» degli utenti agli inserzionisti). E ha insistito su integrazione e convergenza dei suoi prodotti e servizi di punta, un progetto sospettato di voler rendere improponibile qualunque azione antitrust che voglia scorporarli.

Microsoft, entrate in rialzo del 14%
Un altro colosso tech - Microsoft seconda per market cap soltanto a Apple con un valore di borsa di quasi 1.300 miliardi - ha battuto in maniera assai più convincente le attese di bilancio, senza dover pagare lo scotto delle controversie che oggi scuotono i leader dei social media. Nell’ultimo trimestre, il secondo fiscale per l’azienda, il gruppo ormai ringiovanito dal chief executive Satya Nadella ha riportato entrate in rialzo del 14% alla cifra record di 36,9 miliardi contro i 35,7 miliardi previsti, affiancate da profitti per 11,6 miliardi pari a utili per azione di 1,51 dollari rispetto agli 1,32 anticipati. Il segmento Intelligent cloud, che comprende tutti i servizi cloud e relativi server e dove è in concorrenza a spada tratta con Amazon, ha visto i ricavi lievitare del 27% a 11,87 miliardi, oltre gli 11,43 miliardi pronosticati.

Azure in crescita del 62%
Azure, che racchiude più propriamente il cuore dei servizi cloud, ha registrato incrementi del 62%, migliorando il 59% riportato nei tre mesi immediatamente precedenti anche se la crescita è rimasta al di sotto di ritmi passati. Amazon è oggi il leader nei servizi cloud con la divisione Aws, ma secondo alcuni analisti Microsoft potrebbe essere ben posizionata per sorpassarla quando si tratta di innovazioni future. Nei mesi scorsi ha battuto Amazon nella gara per un cruciale contratto cloud da dieci miliardi del Pentagono, nonostante sia ancora in atto un ricorso della rivale. La divisione More Personal Computing, che comprende tra l’altro Windows, i computer surface e la console di videogiochi Xbox, ha a sua volta messo a segno un aumento del fatturato seppur più limitato, del 2% a 13,2 miliardi. Productivity and Business Processes, che ingloba i programmi Office e il social network per professionisti LinkedIn, è cresciuta del 17% a 11,8 miliardi.

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