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Facebook: dalle ceneri di Libra nasce Diem, legata al dollaro

La ripensata valuta digitale indipendente sponsorizzata da Fb potrebbe debuttare a gennaio. E sui mercati è fame di cryptocurency, con Bitcoin record

di Marco Valsania

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La ripensata valuta digitale indipendente sponsorizzata da Fb potrebbe debuttare a gennaio. E sui mercati è fame di cryptocurency, con Bitcoin record


3' di lettura

Da ora in avanti chiamatela Diem, invece di Libra. Facebook mantiene la passione per il latino quando si tratta di criptovalute. Ma cambia marchio, nello sforzo di enfatizzare l'indipendenza e trasparenza del suo travagliato progetto di divisa digitale. Che, da quanto trapelato, potrebbe debuttare da gennaio, anche se in forma ridotta e se avrà ottenuto tutti i via libera necessari: una sola versione di Diem ancorata al dollaro, con un rapporto di uno a uno. Il, neanche a dirlo, Diem Dollar.

Il rilancio della divisa ideata da Fb avviene, non a caso, in un clima di rinnovato interesse dei mercati per le crytpocurrencies. Dopo tre anni la più nota, Bitcoin, che al contrario del disegno di Diem è sganciata da ogni valuta nazionale e si comporta spesso come un asset speculativo, è tornata a valori record: 19.920 dollari, stando a CoinDesk. Da inizio anno la divisa è salita del 170%, del 90% solo da settembre. Ai minimi era scesa sotto quota 3.300 dollari.

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La riscossa delle criptovalute

L'interesse per le criptovalute, affermano alcuni operatori, potrebbe essere ora più solido che in passato. La stessa Bitcoin sarebbe trattata come un bene rifugio secondo gli analisti anzichè come asset speculativo. Altri indicano che a sospingere le quotazioni è la maggior propensione al rischio, davanti a maxi-aiuti delle banche centrali sulle piazze finanziarie, a rendimenti ai minimi di altri asset e all'arrivo sul mercato di nuovi investitori. Con lo spettro in agguato quindi di sempre elevata volatilità.

Nuovi investitori istituzionali

Di certo, un ventaglio di investitori istituzionali si sono di recente espressi a favore di fondi esposti alla valuta. Guggenheim Partners nei giorni scorsi ha annunciato che potrebbe iniettare 530 milioni in un investment trust legato a Bitcoin. PayPal ha inoltre aperto la sua piattaforma alla compravendita di Bitcoin in ottobre. Abbastanza perché i riflettori siano nuovamente puntati con forza sull'avanzata delle criptovalute. Compresa quella targata Fb.

Il progetto di una stablecoin

Il piano originale che ha portato a Diem era stato varato l'anno scorso dall'associazione sponsorizzata da Facebook, che ora ha a sua volta cambiato nome in Diem Association. Anche il Digital Wallet di Facebook, il sistema di pagamenti connesso ad un uso di Diem attraverso una nuova app o le esistenti Facebook Messanger e WhatsApp, aveva cambiato nome fin dallo scorso maggio: si è sbarazzato di Calibra e ha scelto Novi Financial. Novi, tra i 27 membri di Diem, è la modalità con la quale Facebook intende in futuro “monetizzare”, vale a dire trasformare in business redditizio, la sua criptovaluta indipendente. Nelle intenzioni, il progetto di Diem-Libra prevedeva il lancio di molteplici cosiddette “stablecoin”, ovvero garantite da grandi valute, oltre al dollaro anche l'euro e la sterlina e un paniere di divise. Diem ha quali partner, tra gli altri, Andreessen Horowitz, Coinbase, Spotify, Lyft e Uber.

Una divisa “matura”

Il nuovo battesimo a scartamento ridotto ora previsto, ha detto Diem, “segnala la crescente maturità e indipendenza del progetto”. Alle spalle, rimane l'idea di tutte le criptovalute: facilitare e rendere sicuro l'invio di soldi ovunque nel mondo per consumatori e aziende. Con, come ricordato, una differenza significativa: al contrario di Bitcoin e simili strumenti, la cryptocurrency targata Facebook e alleati combatterebbe rischi di volatilità e di spinte speculative grazie, appunto, allo stretto legame con divise governative, vale a dire di fatto equivalenti.

Il rebranding

Forte del rebranding, Facebook si augura adesso di spianare la strada all'approvazione da parte delle autorità di regolamentazione. Le preoccupazioni di banche centrali e altre authority su scala globale si erano fatte sentire nonostante le assicurazioni offerta dal gruppo di Mark Zuckerberg. Avevano sollevato, a cominciare dalla scorsa primavera, spettri di instabilità finanziaria, di erosione di controllo della politica monetaria, di rischi per la privacy e di scandali di riciclaggio di denaro. Ostacoli riconosciuti da Diem.Il nome iniziale, ha ammesso l'associazione, “era collegato a una versione del progetto che aveva ricevuto una difficile accoglienza da parte dei regulators. Abbiamo cambiato significativamente quella proposta”. Un primo via libera per procedere, ha continuato, lo attende dalle autorità di supervisione dei mercati svizzere, dove l'associazione Diem ha sede. Il rapporto con Facebook resta essenziale, ma il progetto ha promesso autonomia dal colosso di social media e Internet e dal suo business. Con controllo dei partecipanti al network e lo sviluppo a applicazione di politiche per contrastare riciclaggio, finanziamenti che finiscano in mano a gruppi terroristi, reati finanziari e rispetto di sanzioni internazionali.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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