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Facebook, una criptovaluta per un vero sistema di pagamenti. E ci pensa anche Samsung

di Pierangelo Soldavini


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Afp

2' di lettura

La criptovaluta che Facebook sta studiando nel segreto di Menlo Park potrebbe essere più ambiziosa di quanto ci si aspettasse finora. Stando alle ultime indiscrezioni il social network sta parlando con colossi finanziari, Visa e Mastercard in testa, e diversi siti di ecommerce per arrivare a lanciare un sistema più ampio di pagamenti basato su blockchain.

Finora si era parlato dell’ingresso di Facebook nel criptomondo, allo studio in un building separato sotto la guida dell’ex presidente di PayPal David Marcus, in una logica di pagamenti peer-to-peer, limitato allo scambio di denaro tra gli utenti di WhatsApp, potenzialmente allargabile a tutte le piattaforma del gruppo, in procinto di esser unificate. Ma pur sempre all’interno dei membri del colosso di Mark Zuckerberg.

L’idea rimane quella di una criptovaluta sul modello di bitcoin, con la differenza di essere una stablecoin, in grado di sfidare l’altissima volatilità delle altre valute digitali mediante l’agganciamento a monete fisiche, come il dollaro o, più probabilmente nel caso del FaceCoin, di un paniere di valute. Si tratta di un progetto che potrebbe contare su investimenti per un totale di un miliardo di dollari.

La funzionalità rimane per gli utenti quella di mandare e ricevere denaro, ma, secondo quanto pubblicato dal Wall Street Journal, la criptovaluta potrà essere utilizzata anche al di fuori dei confini di Facebook, essendo accettata anche dai siti di ecommerce. Alla stessa stregua di come oggi si può fare log-in via Facebook a siti o app esterni, domani potrebbe essere possibile pagare in FaceCoin. D’altra parte è innegabile che i 2,3 miliardi di utenti del social network rappresentino un potenziale enorme per qualsiasi merchant online.

Il vantaggio di mettere in piedi una blockchain apposita è senza dubbio quella di eliminare le commissioni connesse ai pagamenti, disintermediando e rendendoli automatici.

Ma allo stesso tempo, secondo il Wsj, Facebook utilizzerebbe la cirptovaluta anche come una sorta di tessera fedeltà: gli utenti potrebbero essere pagati per la visione delle pubblicità, per l’interazione e l’acquisto dai merchant. Allo stesso tempo i negozi potrebbero essere ricompensati con FaceCoin per avere più pubblicità. Alla fine Facebook potrebbe quindi utilizzare il sistema per invertire il sistema arrivando a pagare gli utenti per l’utilizzo dei suoi servizi.

Il progetto di Zuckerberg potrebbe essere davvero quello che farà diventare la blockchain mainstream, portando una massa enorme di persone a famliarizzare con le criptovalute.

Ma potrebbe non essere il solo. Oltre a Jp Morgan, che sta valutando una sua criuptovaluta per le transazioni tra clienti, anche un colosso come Samsung che, secondo recenti indiscrezioni dalla Corea, starebbe studiando un Samsung Coin basato su Ethereum. D’altra parte a Barcellona, lo scorso febbraio, il produttore coreano ha svelato il nuovo Galaxy S10, che supporterà nativamente un wallet Ethereum. Le sperimentazioni sarebbero già iniziate, anche qui in gran segreto, anche se non sarebbe ancora ben chiaro la finalità del progetto.

Anche in questo caso potrebbe essere una piattaforma per il supporto digitale dei pagamenti, integrato con il servizio di Samsung Pay. Se il progetto è basato su Ethereum, non è però escluso che possa essere centrato sulla gestione delle forniture e della logistica con il supporto degli smart contract.

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