La svolta

Facebook e Gucci uniti nella lotta alla contraffazione

La società guidata da Mark Zuckerberg – che controlla anche Instagram – e la maison del lusso hanno fatto causa insieme per un caso di violazione online di proprietà intellettuale

di Giulia Crivelli

3' di lettura

La contraffazione è uno dei problemi più gravi e più difficili da risolvere per i marchi della moda e del lusso. Causa un danno economico e soprattutto di immagine. La rivoluzione digitale ha favorito la contraffazione, perché su internet è ancora più facile, rispetto al mondo reale, vendere prodotti falsi e ancora più difficile punire i responsabili. Non stupisce allora che Facebook e Gucci uniscano le forze contro la contraffazione: il social network di Mark Zuckerberg, che controlla anche Instagram, ha ormai più interesse ad apparire corretto e rispettoso delle leggi che non “semplicemente”, ad attirare traffico su pagine o siti che, ad esempio, vendono prodotti falsi.

La causa in California

La maison del lusso e Facebook hanno avviato una causa congiunta contro una persona fisica per violazione dei termini di servizio e delle condizioni d’uso di Facebook e Instagram, nonché per violazione dei diritti di proprietà intellettuale di Gucci, contraffazione dei marchi Gucci e concorrenza sleale (nella foto in alto, un’immagine della collaborazione con Doraemon, una delle molte instaurate dal direttore creativo della maison Alessandro Michele per capsule collections). La causa è stata intentata negli Stati Uniti, per la precisione presso il tribunale distrettuale nord della California. Il soggetto ha utilizzato diversi account Facebook e Instagram per eludere le precedenti azioni e gli accertamenti di Facebook e per continuare a promuovere la sua attività online, vendendo prodotti Gucci contraffatti e violando i termini di servizio di Facebook e Instagram.

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I termini di servizio dei due social

«Facebook e Instagram prendono sul serio le questioni relative alla proprietà intellettuale e in particolare quelle relative alla contraffazione. I loro termini di servizio vietano rigorosamente la violazione dei diritti di proprietà intellettuale, compresa la vendita o la promozione di prodotti contraffatti», si legge in una nota appena diffusa. La collaborazione con brand come Gucci ha aiutato Facebook e Instagram a sviluppare un solido programma di protezione della proprietà intellettuale, che include, tra le altre cose, una procedura globale di notifica e rimozione.

I precedenti

Nel 2020, Facebook ha rimosso più di un milione di contenuti sulla base di migliaia di segnalazioni da parte di vari brand, tra i quali Gucci: la maison si è mossa, si legge sempre nella nota, «all’interno di un solido piano strategico mirato al rispetto della proprietà intellettuale, messo in atto da Gucci per contrastare la violazione dei propri diritti sia online che offline ad ogni livello, partendo dalla produzione e distribuzione fino alla promozione e vendita».

L’impegno di Gucci

Nell’ambito di questa strategia, Gucci coopera e collabora attivamente con le dogane e altre forze dell’ordine in tutto il mondo per identificare e contrastare casi di contraffazione. L’impegno del team di Gucci dedicato alla proprietà intellettuale ha portato, solo nel 2020, alla rimozione di oltre 4 milioni di annunci di prodotti contraffatti online su varie piattaforme, al sequestro di 4,1 milioni di prodotti contraffatti offline e alla disattivazione di 45 000 siti web, accounts e pagine sui social media. «Tali sforzi sono volti a preservare il patrimonio creativo di Gucci e al tempo stesso a tutelare i clienti, che devono essere messi nelle condizioni di avere certezza dell’autenticità dei prodotti Gucci e non rischiare di acquistare prodotti contraffatti».

Possibile svolta

Quest’azione legale - la prima congiunta per Facebook e Gucci - rappresenta una naturale evoluzione della collaborazione e permetterà ai due player di unire le rispettive risorse e competenze allo scopo di rendere le piattaforme Facebook più sicure per i consumatori e le aziende consentendo così di connettersi, condividere, comprare e vendere online in maggior sicurezza. L’azione legale avrà anche lo scopo di lanciare un forte messaggio a tutti gli utenti che promuovono e vendono prodotti contraffatti online che tali comportamenti illeciti non saranno tollerati. La causa è stata sì presentata presso un tribunale della California, ma potrebbe essere l’inizio di una nuova era di collaborazione tra protagonisti della old e della new economy.

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