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Facebook, fondi all’attacco. «Via Zuckerberg dalla presidenza»

di Alberto Annicchiarico


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(Reuters)

2' di lettura

Fondi all’attacco per togliere a Mark Zuckerberg la poltrona di presidente di Facebook. Il nemico numero uno del fondatore è Scott Stringer , comptroller del fondo pensione della città di New York (il quarto degli Stati Uniti), che detiene una quota di Facebook da un miliardo di dollari. Potrebbe sembrare molto, ma per capire la proporzione, la capitalizzazione del social network è pari a 460 miliardi di dollari e Zuckerberg dorme tra due guanciali, visto che detiene circa il 60% dei diritti di voto. Stringer aveva provato a dare una prima spallata ad aprile, sull’onda dello scandalo Cambridge Analytica, noto anche come Datagate, in cui i dati di 87 milioni di iscritti al social network erano stati ceduti per sostenere la corsa alla presidenza di Donal Trump. Ma era rimasto la classica voce che grida nel deserto.

Ora altri fondi pubblici lo seguono, da Illinois, Rhode Island e Pennsylvania. A questi si è unito anche un hedge fund, il Trillium Asset Management. Insieme (il Tesoro della Pennsylvania detiene 38.737 azioni della compagnia, Trillium 53.000 azioni) hanno avanzato la proposta di sostituzione del fondatore con un presidente indipendente visto che, è la loro tesi, Facebook ha dimostrato di non saper gestire sotto la sua guida una serie di scandali ad alto impatto.

La proposta sarà votata in occasione della riunione annuale degli azionisti della società, a maggio 2019. Da Menlo Park, sede del social network, non hanno risposto a una richiesta di commento. «Facebook gioca un ruolo enorme nella nostra società e nella nostra economia, ha il dovere di essere trasparente per ragioni di ordine sociale oltre che finanziario. Ecco perché chiediamo indipendenza e obbligo di rispondere agli azionisti in consiglio di amministrazione», ha commentato Stringer.

Le pressioni su Zuckerberg, quindi, non si allentano a poche settimane dal nuovo scandalo che ha minato la reputazione di Facebook, ovvero il data breach che ha riguardato la sicurezza di 30 milioni di utenti. Un attacco hacker che ha addensato ulteriori e pesanti nubi sulla sicurezza del social network.

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