zuckerberg dopo la trimestrale

Facebook ha 2 problemi: la saturazione del mercato e la pubblicità nelle stories

di Luca Salvioli

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Foto AP


3' di lettura

La lunga call che ha accompagnato la presentazione dei risultati finanziari di Facebook, riferiti al terzo trimestre, è stata ricca di dettagli sul business della piattaforma gestita da Mark Zuckerberg. Il feed, le storie, Instagram, Facebook, WhatsApp. È parso evidente che sia un momento chiave della storia del social network. E le indicazioni di Zuckerberg e del cfo David Wehner hanno a tratti preoccupato e a tratti dato fiducia agli investitori - il titolo nell’after hours prima è salito, poi drasticamente sceso, poi si è risollevato. Vediamo i punti principali che sono emersi.

TERZO TRIMESTRE: Facebook aumenta i profitti ma frena la crescita.

La sfida: monetizzare le stories
Facebook ha davanti una enorme sfida pubblicitaria: il passaggio dal modello di adv basato nel newsfeed, che tanto ha dato soddisfazione all’azienda negli ultimi anni, a uno basato sulle stories. Ovvero i video che spariscono entro 24 ore che sono stati introdotti su Instagram e Facebook, decisamente ispirati a Snapchat, che è stato surclassato. «Ci vorrà tempo» ha detto Zuckerberg per trovare il giusto modello di business. Il ceo ha aggiunto che fino a oggi si sono deliberatamente trattenuti nel campo delle stories, per valorizzare la condivisioni tra utenti mentre guardano i video.

I nuovi competitor: YouTube
Le stories hanno un limite intrinseco, ovvero la scarsa durata - un giorno. Per questo il lancio di Facebook Watch e Instagram IGTV sono dedicati ai filmati lunghi. Zuckerberg ha detto un paio di cose interessanti: la prima è che «siamo molto indietro rispetto a YoTube», la seconda «le pubblicità nei video stanno facendo meno soldi per secondo rispetto alle ads nel feed di Facebook. Non è dunque scontato che questa trasformazione porti marginalità, anzi per il momento richiede investimenti, che infatti aumenteranno nel 2019.

Gli utenti in calo in Europa, di nuovo
Anche perché Facebook si confronta con il vero tema, ovvero la «saturazione» del suo mercato, parola più volte pronunciata da Zuckerberg. Ha 2,3 miliardi di utenti unici mensili nel mondo. L’Europa sembra aver dato tutto il possibile: per il secondo trimestre gli utenti calano. Di un milione. E se tre mesi fa poteva essersi fatto sentire l’effetto Gdpr, la nuova normativa sulla privacy che ha chiesto una serie di via libera agli utenti, oggi questa spiegazione è meno convincente. Nel nord America la crescita è ferma. E nelle altre parti del mondo i dollari per utente generati sono molto meno, come sottolineato dal CFO.

Le altre risorse: chat e messaggi (contro Apple)
Oltre alle stories, sfida principali per i futuri ricavi, Facebook può contare sulla messaggistica, dove il competitor, ha detto Zuckerberg, è iMessage di Apple. In particolare negli Stati Uniti dove iOS è largamente dominante rispetto ad Android. Facebook può contare su Messanger e WhatsApp: 100 miliardi di messaggi scambiati ogni giorno nel mondo. È la prima volta che Zuckerberg cita in maniera così chiara dei competitor (YouTube, iMessage) e nel caso di Apple, che vuole distinguersi nella tutela della privacy e non ha fatto mancare attacchi a Google e Facebook su questo, è significativo che Zuckerberg abbia detto: «Vale la pena notare che uno dei motivi principali per cui le persone preferiscono i nostri servizi, in particolare WhatsApp, è dovuto alla tutela della privacy con crittografia end to end suo record più forte sulla privacy».

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