FIUME DI DENARO

Facebook con Libra vuole cancellare i money transfer. Business da 700 miliardi

Libra, la moneta globale annunciata da Facebook, punta dritta al business delle rimesse. E non fa nulla per nasconderlo. A tremare per il debutto della valuta non sono (solo) le banche ma soprattutto gli operatori di money transfer

di R. Galullo, A. Mincuzzi e L. Tremolada


Facebook con Libra punta al business delle rimesse: 689 miliardi di dollari all’anno

9' di lettura

Libra, la moneta globale annunciata da Facebook, punta dritta al business delle rimesse. E non fa nulla per nasconderlo. A tremare per il debutto della valuta non sono (solo) le banche ma soprattutto gli operatori di money transfer che, complessivamente e incluso il canale postale, secondo il report di aprile 2019 della Banca Mondiale, nel 2018 hanno movimentato un giro di rimesse nel mondo pari a 689,404 miliardi di dollari (rispetto ai 633 del 2017).

La stessa Banca stima che i flussi annuali di rimesse ufficiali registrati nei Paesi a basso e medio reddito abbiano raggiunto 529 miliardi di dollari nel 2018, con un incremento del 9,6% rispetto al precedente massimo record di 483 miliardi nel 2017. In questo calcolo rientra anche la Cina. Se la si escludesse, le rimesse verso i Paesi a reddito medio-basso (462 miliardi di dollari circa) sono state significativamente più alte dei flussi di investimenti diretti esteri, in quegli stessi Paesi (344 miliardi di dollari nel 2018).

SCOPRI DI PIU’ / Libra, per la sede di Ginevra nessun obbligo di trasparenza

Nel 2019, i flussi di rimesse verso i Paesi a basso e medio reddito, secondo le proiezioni della Banca Mondiale dovrebbero raggiungere 550 miliardi di dollari e diventare ancor più la principale fonte di finanziamento esterno. Nel 2020, sempre previsioni alla mano, la cifra toccherà 574 miliardi di dollari e gli incrementi maggiori, il prossimo anno, saranno di casa nell'Africa Sub-Sahariana (+5,6% sul 2019) e Asia (mediamente intorno al 4,6%).

LEGGI ANCHE / Libra, la prima truffa sulla valuta di Facebook

    Nero su bianco
    Ed è proprio nelle nazioni in via di sviluppo di Africa e Asia che Mark Zuckerberg punta per far decollare l'app che dai telefonini sarà in grado di muovere in un battito di ciglia i soldi degli emigrati da una parte all'altra del pianeta.

    Libra Association – l'associazione no profit con base legale a Ginevra che governerà la moneta virtuale – non fa mistero di puntare dritta al cuore del business miliardario. E lo fa, nel comunicato che ha diffuso nel sito (www.libra.org), con un paragrafo intitolato: “Per consentire alle persone di inviare denaro a chiunque, da qualsiasi luogo a un prezzo basso ...”.

    Per Zuckerberg e i 28 soci che al momento sono entrati tra i soci fondatori (senza aver finora sborsato neppure un cent) questo non sarà un problema ma una risorsa. In media, infatti, secondo Knomad – il network mondiale sulle migrazioni il cui segretariato è ospitato a Washington nel quartier generale della Banca Mondiale – nel 2018 trasferire 200 dollari attraverso le frontiere ha avuto un costo medio del 7,1%, con punte del 9,4% nell'Africa Sub-Sahariana, vale a dire in un'area dove ogni anno piovono rimesse da tutto il mondo. L'Unesco, nell'ultimo Report sull'Educazione globale, ha stimato in 25 miliardi di dollari il costo complessivo per i migranti.

    Il costo delle rimesse
    Questa cifra – 25 miliardi di dollari, destinata a crescere negli anni, alla luce del trend in ascesa delle rimesse stimato puntualmente proprio dalla Banca Mondiale – fa gola a quanti (28 oggi, 100 entro metà 2020) si riuniranno intorno al focolare di Libra. In realtà la somma è sottostimata perché la giungla delle tariffe, soprattutto quelle attuate dai soggetti più piccoli, molti dei quali operano solo all'interno di un singolo Paese o di Paesi contigui, rende il calcolo complesso.

    Tra i Paesi, i primi destinatari delle rimesse sono stati l'India con 79 miliardi di dollari, seguita dalla Cina (67 miliardi), Messico (36 miliardi), Filippine (34 miliardi) ed Egitto (29 miliardi).


    LEGGI ANCHE / Il mistero di Libra: il palazzo di Ginevra è una scatola vuota

    Ridurre i costi delle rimesse al 3% entro il 2030 è un obiettivo globale nell'ambito dell'obiettivo di sviluppo sostenibile ma, nel aspettando che i sogni si avverino, la tariffa media delle banche nel primo quadrimestre 2019 è stata dell'11%, quella degli uffici postali oltre il 7%. Le spese di rimessa tendono a includere un premio quando gli uffici postali nazionali hanno una partnership esclusiva con un operatore di money transfer. Questo premio, nell'ultimo trimestre del 2018, è stato in media dell'1,5% nel mondo e il 4% in alcuni Paesi come l'India.

    Dilip Ratha, a capo di Knomad, ha dichiarato che «le rimesse sono sulla buona strada per diventare la principale fonte di finanziamento esterno nei paesi in via di sviluppo ma gli alti costi dei trasferimenti di denaro riducono i benefici della migrazione. La rinegoziazione di partnership esclusive e l'attivazione di nuovi operatori attraverso uffici postali, banche e società di telecomunicazioni nazionali aumenteranno la concorrenza e abbasseranno i prezzi delle rimesse».

    «Milioni di lavoratori migranti poco qualificati sono vulnerabili alle pratiche scorrette di reclutamento, compresi i costi di reclutamento esorbitanti. Dobbiamo potenziare gli sforzi per creare posti di lavoro nei paesi in via di sviluppo e monitorare e ridurre i costi di reclutamento pagati da questi lavoratori», ha affermato Michal Rutkowski, direttore senior dell'Unità globale per la protezione sociale e l'occupazione presso la Banca mondiale.

    Il trend delle rimesse per area
    Le rimesse verso la regione dell'Asia orientale e del Pacifico sono cresciute di circa il 7% fino a 143 miliardi di dollari nel 2018. Le rimesse verso le Filippine sono salite a 34 miliardi e i flussi verso l'Indonesia sono aumentati del 25% percento nello stesso anno.

    Dopo aver registrato una crescita del 22% nel 2017, le rimesse verso l'Europa e l'Asia centrale sono aumentate dell'11% , toccando 59 miliardi di dollari nel 2018. La continua crescita dell'attività economica ha aumentato le rimesse in uscita da Polonia, Russia, Spagna e Stati Uniti, principali fonti di rimesse verso questa regione.

    I più piccoli Paesi che dipendono in larga parte dalle rimesse nella regione, come la Repubblica del Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan, hanno beneficiato del prolungato stato di crescita dell'attività economica in Russia. L'Ucraina, il maggior destinatario di rimesse della regione, ha fissato un nuovo record con oltre 14 miliardi nel 2018, circa il 19% in più rispetto al 2017.

    Il trasferimento di rimesse verso l'America Latina e i Caraibi è cresciuto del 10%, toccando 88 miliardi di dollari nel 2018. Il Messico ha continuato a ricevere il maggior numero di rimesse nella regione, registrando circa 36 miliardi nel 2018, in aumento dell'11% rispetto al 2017. La Colombia e l'Ecuador, che hanno immigrati soprattutto in Spagna, hanno registrato rispettivamente una crescita del 16% e dell'8%. Altri tre Paesi della regione hanno registrato una crescita a due cifre: Guatemala (13%), Repubblica Dominicana e Honduras (entrambi il 10%), che ricevono solide rimesse in uscita dagli Stati Uniti.

    Le rimesse verso il Medio Oriente e il Nord Africa sono cresciute del 9%, raggiungendo quota 62 miliardi nel 2018. La crescita è stata guidata dalla rapida crescita delle rimesse in Egitto di circa il 17%. Oltre il 2018, la crescita delle rimesse verso la regione dovrebbe continuare, sebbene a un ritmo più lento di circa il 3% nel 2019 .

    LEGGI ANCHE / Libra, rischio evasione e riciclaggio

    Le rimesse verso l'Asia meridionale sono cresciute del 12%, a quota 131 miliardi nel 2018, superando la crescita del 6% del 2017. L'espansione è stata trainata dal rafforzamento delle condizioni economiche negli Stati Uniti e da una ripresa dei prezzi del petrolio, che ha avuto un impatto positivo sulle rimesse verso l'esterno. Le rimesse sono cresciute di oltre il 14% in India, dove un disastro provocato dalle inondazioni in Kerala ha probabilmente incrementato l'aiuto finanziario che i migranti hanno inviato alle famiglie. In Pakistan, la crescita delle rimesse è stata moderata (7%), a causa del calo significativo degli afflussi dall'Arabia Saudita, la sua più grande fonte di rimesse. In Bangladesh, le rimesse hanno mostrato un rapido aumento nel 2018 (15%).

    Le rimesse verso l'Africa sub-sahariana sono cresciute di quasi il 10%, raggiungendo i 46 miliardi di dollari nel 2018.

    La percentuale sul Pil
    Considerando le rimesse come una quota del Pil, il record si registra a Tonga, il regno polinesiano costituito da oltre 170 isole nel Pacifico del sud. I 165 miliardi lì trasferiti lo scorso anno rappresentano il 35,2% del Prodotto interno lordo.

    A seguire la Repubblica del Kirghizistan (33,6%), Tajikistan (31%), Haiti (30,7%), Nepal (28%). El Salvador (21,1%), Honduras (19,9%), le Isole Comore (19,1%), Cisgiordania e Gaza (17,7%) e via via decrescendo fino alle percentuali minime toccate da Svizzera, Irlanda, Regno Unito, Finlandia, Canada, dove le rimesse non superano mai lo 0,4%.

    Curiosità: anche l'Italia vanta una quota di rimesse dall'estero, che nel 2018 hanno toccato la cifra (decrescente nell'ultimo quinquennio) di 9,6 miliardi, pari allo 0,5 del Pil. Curiosità per curiosità, il motore dell'Europa, vale a dire la Germania, lo scorso anno ha ricevuto rimesse per 17,3 miliardi (qui il trend dal 2014 è invece crescente), pari allo 0,4% del Pil.

    Nessuna rimessa è stata contabilizzata in Paesi come l'Isola di Man, Virgin Island, Saint Martin, Guam che sono considerati veri e propri paradisi fiscali. Immune da rimesse, sempre secondo il calcolo della Banca Mondiale, anche il Principato di Monaco.

    LEGGI ANCHE / I miliardi inghiottiti dal buco nero dei money transfer

    Largo ai telefoni cellulari
    “E sfruttando la crescente adozione della banda larga mobile e di Internet ...”: così si intitola il paragrafo del comunicato stampa con il quale il 18 giugno Facebook ha comunicato al mondo la nascita di Libra.
    E qui si trova l'altra leva che permetterà, secondo le intenzioni dei partners, di scardinare il potere nelle mani degli operatori di money transfer. E da qui parte l'assalto a quegli 1,7 miliardi di persone (pari al 31% della popolazione mondiale) che, secondo la stima del multimiliardario statunitense, non godono di servizi bancari. In realtà, da questa stima, bisogna depennare circa 200 milioni di cinesi i quali non possono avere accesso né a Facebbok né agli altri social occidentali. Per loro vigono circuiti interni, molti dei quali efficientissimi.

    Secondo Zukerberg e soci, infatti, i telefoni cellulari e Internet offrono enormi opportunità per un maggiore accesso: a livello globale, un miliardo sono gli adulti che sono sì esclusi dal punto di vista finanziario ma possiedono un telefono cellulare e di questi circa 480 milioni hanno accesso a Internet (Rapporto mondiale Findex 2017)

    C'è stato, inoltre, un significativo aumento nell'uso dei telefoni cellulari e di Internet per condurre operazioni e transazioni finanziarie. Tra il 2014 e il 2017 questo ha contribuito ad aumentare la quota di proprietari di conti bancari che inviano o ricevono pagamenti digitalmente: dal 67% al 76% a livello mondiale e dal 57% al 70% nei Paesi in via di sviluppo (Database Findex 2017).

    E aumentando l'accesso ai servizi finanziari, ben 3,7 trilioni di dollari (il 6% del Pil) potrebbero essere aggiunti entro il 2025 alle economie dei Paesi in via di sviluppo (McKinsey Global Institute, 2016) .

    Rimesse sempre “in linea”
    Infodata ha provato a misurare l'impatto di Libra sul singolo telefonino. Per definirlo, i numeri dei soggetti che operano le rimesse sono stati incrociati con quelli relativi al numero di smartphone attivi in ogni Paese, censiti dall'International Telecommunications Union. I dati fanno riferimento al 2017 e misurano quanti soldi riceverebbe ogni possessore di smartphone se le rimesse venissero distribuite a pioggia tramite un'applicazione. Ovviamente non è così che va in realtà, ciascuno i propri soldi li distribuisce come crede, ma è parso un modo efficace per determinare cosa succederà con l'avvento di Libra.

    Di default la mappa mostra la situazione relativa all'Europa (per spostarsi basta usare il filtro in alto) perché è qui che si concentrano i casi in cui le somme ricevute sarebbero più alte. Anche se il record spetta alle Bermuda dove, nell'improbabile caso in cui l'ipotesi alla base di questo articolo si verificasse, ogni possessore di smartphone riceverebbe qualcosa come 23mila dollari.

    Sui telefoni dei belgi arriverebbero 890 dollari, 586 su quelli bosniaci, 576 su quelli croati, 513 su quelli lettoni. E su quelli italiani? Appena 116 dollari a testa. È ovvio che una cifra bassa indica o poche rimesse, circostanza più probabile in Paesi più ricchi, o tanti smartphone tra cui dividerli. Al contrario, una cifra alta indica rimesse elevate oppure pochi smartphone.

    Un'altra zona in cui si registrano trasferimenti elevati sui singoli smartphone è rappresentata dall'America centrale. In Repubblica Dominicana si arriva a 704 dollari a telefono, in Guatemala a 525, a El Salvador a 506. Cifre, queste, decisamente più alte di quelle che si registrano in Africa. Dove, con la sola eccezione di Lesotho (253,2 dollari a smartphone), Egitto (240,3) e Sud Sudan (227,3), le rimesse che arriverebbero sugli smartphone non sono molto consistenti.

    In Angola si tocca il punto più basso con appena dieci centesimi a telefono. Più in generale, si potrebbe dire contro intuitivamente, le rimesse più alte arriverebbero dalle zone più ricche del pianeta.

    La somma pro smartphone più consistente riguarda l'Europa, con 206,2 dollari, mentre in fondo alla classifica c'è l'America del Sud con 35,5 dollari. Segno che o le rimesse sono poche oppure sono tanti gli smartphone sui quali andrebbero distribuite. Ovviamente, sempre per la finzione per cui le rimesse debbano essere suddivise a pioggia sui tutti i telefoni di un Paese. Non è così ma, in attesa che diventi utilizzabile, questo indicatore permette di valutare dove Libra potrebbe avere un impatto più significativo.

    Brand connect

    Loading...

    Newsletter

    Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

    Iscriviti
    Loading...