ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùmedia

Facebook, un miliardo di dollari in tre anni per gli editori di tutto il mondo

Facebook si è impegnata a pagare almeno un miliardo di dollari nei prossimi tre anni. Una dichiarazione che arriva dopo il bailamme che ha portato al blocco della pagine news in Australia in dissidio con il governo, ora in via di risoluzione

di Andrea Biondi

Facebook si impegna a investire un miliardo nell'informazione

3' di lettura

Facebook si è impegnata a pagare 1 miliardo di dollari nei prossimi tre anni ai media di tutto il mondo per l'uso dei suoi contenuti di notizie. A dirlo in un lungo post è il vicepresidente di Facebook per gli affari globali, Nick Clegg, spiegando che il social network è «più che disposto» a collaborare con gli editori di media. «Riconosciamo pienamente che il giornalismo di qualità è il cuore di come funzionano le società aperte: informare e dare potere ai cittadini e controllare i potenti».

Scontro di visioni

Si aggiunge un nuovo tassello alla puntata della saga che vede impegnati, su versanti opposti, editori e i colossi del tech come Facebook e Google, su cui il mondo dei media tradizionali da tempo punta l’indice per la mancanza di pagamenti a fronte dell’uso dei contenuti, attraverso il search o nelle pagine del social di Menlo Park. E di sicuro è da rimarcare il timing, con il bailamme causato dalla scelta di Facebook di porre divieti ai suoi utenti in Australia in vista dell’approvazione di una legge che impone meccanismi di corresponsione ai Big tech. Un accordo dopo qualche giorno di negoziazioni ha fatto rientrare la situazione. Ma oggi arriva quest’ultima mossa su uno scacchiere sul quale Google e Facebook sembrano rispondere più che fare la prima mossa

Loading...

Il caso Australia

Riguardo all’Australia, spiega Clegg, «Molte persone si sono giustamente chieste: che cosa è successo? Secondo Facebook, al centro di tutto questo c'è stato un malinteso di fondo sul rapporto tra Facebook e gli editori. Sono gli editori stessi che scelgono di condividere le loro storie sui social media, o di renderle disponibili affinché vengano condivise da altri, perché traggono valore nel farlo. Ecco perché hanno pulsanti sui loro siti che incoraggiano i lettori a condividerli».

Il contributo di Facebook

«Con questa modalità, lo scorso anno Facebook ha generato circa 5,1 miliardi di referral gratuiti agli editori australiani per un valore stimato di 407 milioni di dollari australiani a favore dell'industria delle notizie», ha aggiunto Clegg ricordando che Facebook ha già contribuito con 600 milioni di dollari tra il 2018 e il 2020 per sostenere il giornalismo, mentre i piani per i prossimi tre anni, tra il 2021 e il 2023, salgono a 1.000 milioni di dollari.

L’accordo con Canberra

Il vicepresidente della società tecnologica ha valutato positivamente gli emendamenti che il governo australiano intende includere nella legislazione recentemente approvata sull'uso delle notizie dei media da parte dei motori di ricerca e delle reti sociali. Di fronte all'approvazione di questo regolamento, che avrebbe costretto Facebook a pagare tutti i media per l'apparizione dei loro link sul social network, la società ha deciso di limitare completamente la pubblicazione di notizie. Come risultato di questa misura, Facebook ha riconosciuto di aver bloccato molti contenuti in modo inappropriato, anche se ha dichiarato che molti di questi errori sono già stati corretti.

L’attività con gli editori

«Il mese scorso - aggiunge Clegg nel suo post – Facebook ha annunciato accordi con The Guardian, Telegraph Media Group, Financial Times, Daily Mail Group, Sky News e molti altri, compresi editori locali, regionali e di lifestyle, per pagare i contenuti all'interno del suo prodotto Facebook News nel Regno Unito – una nuova tab dove è possibile trovare titoli e storie accanto a notizie personalizzate secondo i propri interessi. Accordi simili sono stati raggiunti con gli editori negli Stati Uniti, e Facebook è in trattative anche con altri editori in Germania e Francia». E tutto fa capire che la strada per trovare un bilanciamento fra le esigenze di editori e giganti del web sui cosiddetti diritti connessi è ancora molto lunga.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti