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Facebook perde 50 miliardi in Borsa dopo i conti

L’aumento delle spese e i timori per le nuove regole sulla privacy all’orizzonte hanno fatto cedere oltre il 6% al titolo

dal nostro corrispondente Riccardo Barlaam


Falla sicurezza, online dati 267 milioni utenti Facebook

2' di lettura

NEW YORK - Decisamente una giornata «no» per il gruppo di Mark Zuckerberg. Le azioni di Facebook a Wall Street nella giornata di giovedì 30 gennaio sono arrivate a perdere durante la seduta oltre l’8%, per recuperare parzialmente in chiusura, con un calo comunque del 6,13%, tra i peggiori titoli di giornata nel mercato americano. Uno scivolone causato dai poco convincenti risultati finanziari nel quarto trimestre dell’anno e dai timori per il prossimo futuro sulla società.

50 miliardi bruciati
Il crollo di borsa in poche ore ha cancellato oltre 50 miliardi di dollari dalla capitalizzazione di mercato del gigante del social media. Quello di giovedì è stato il giorno peggiore in borsa per Facebook dal 3 giugno 2019, quando il titolo aveva perso il 7,51%.

Aumento spese del 51%
Facebook ha annunciato nei conti un aumento del 51% delle spese, rispetto all’anno precedente, per i problemi di privacy e sicurezza che la società ha dovuto affrontare dopo lo scandalo di Cambridge Analytica. Aumento di spese che ha coinciso con una riduzione del margine operativo della società, sceso dal 45% nel 2018 al 34% nel 2019.

I paletti sulla privacy
Oltre all’aumento delle spese per privacy e sicurezza hanno pesato sull’andamento del titolo i timori all’orizzonte di cambiamenti regolatori legati proprio alla privacy. Regole più rigide, sia per i sistemi operativi Android di Google adottati dalla maggior parte degli smartphone in commercio, sia sugli iPhone Apple, che potrebbero rendere più complicato per il gruppo di Zuckerberg l’attività di targeting delle pubblicità sul web.

Giù rating e price target
In una nota diffusa ieri agli investitori, Pivotal Research Group ha ridotto il suo rating sulle azioni Facebook da «buy» a «hold» proprio per le preoccupazioni sulle pubblicità più difficili da diffondere. Pivotal ha abbassato anche il target price sul titolo a 215 dollari, da 245 dollari.

Privacy centrale nel 2020
I problemi della privacy sull’advertising potrebbero continuare per tutto il 2020. Nella call con gli analisti Zuckerberg ha detto che la privacy sarà al centro delle preoccupazioni della società. «Ci vorrà tempo, ma nel prossimo decennio io voglio costruire una forte reputazione sulla privacy quanto la stabilità dei servizi che siamo capaci di offrire», ha detto il ceo di Facebook.

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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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