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Facebook ridimensiona la sua criptovaluta: Libra ci prova con valute nazionali

Pronta a offrire stablecoin legate a singole valute nazionali: avviato il negoziato con l’authority svizzera Finma per valutare il progetto

di Pierangelo Soldavini

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AFP

Pronta a offrire stablecoin legate a singole valute nazionali: avviato il negoziato con l’authority svizzera Finma per valutare il progetto


2' di lettura

Nata con l'ambizione di diventare l'architrave di un nuovo sistema finanziario globale, Libra si dovrà accontentare per il momento di

diventare una sorta di copia digitale delle valute tradizionali. Facebook ha dovuto ridimensionare di gran lunga il suo progetto di criptovaluta basata su un paniere di monete che ne facesse l'espressione dell'economia globale.

A far recedere Mark Zuckerberg dal progetto di trasformare il social network in una sorta di Banca centrale dando vita non solo a un nuovo strumento di pagamento, ma a un vero e proprio sistema finanziario con basi nuove è stata la dura opposizione di Governi e autorità finanziarie di tutto il mondo.

Il progetto, lanciato lo scorso giugno, aveva perso i pezzi più autorevoli, a partire dai colossi finanziari come Visa, Mastercard e PayPal, lo scorso autunno, ancora prima che vedesse la luce la Libra Association che avrebbe dovuto garantire la governance della blockchain che avrebbe fatto da base per la criptovaluta.

Ora invece l'associazione ha apportato delle modifiche al white paper di Libra, ridimensionando il suo ruolo. Ora potrà offrire stablecoin legate a una singola valuta oltre a quella garantita da un basket di valute e titoli del debito, che a questo punto sembra più lontana che mai.

Il nuovo progetto partirà proprio dalla Svizzera. La Libra Association, con sede a Ginevra, ha infatti annunciato di aver avviato il processo di approvazione presso la Finma, l'Autorità di controllo dei mercati finanziari svizzeri, parlando del passaggio a «una fase più operativa del proprio progetto». Il quale, nelle intenzioni, dovrebbe essere realizzato entro la fine dell'anno, come indicato originariamente.

La Finma sta lavorando di concerto con le authority di una ventina di paesi per verificare che il progetto di stablecoin con valute nazionali sia accettabile a livello regolamentare.

Matthew Dive, manager di Kiva e uno dei cinque membri del board di Libra association, ha sottolineato al New York Times come l'emergenza sanitaria abbia enfatizzato la necessità di un sistema di pagamento più efficiente e digitalizzato che permetta di pagare da remoto, anche chiuso dentro casa, senza dover passare dal sistema finanziario tradizionale.

Lo stesso Zuckerberg, nel corso di un'audizione davanti al Congresso, aveva garantito che Facebook avrebbe agito soltanto con il consenso delle autorità regolamentari e che il progetto voleva essere complementare e non alternativo a quello delle valute nazionali.

Di fatto il progetto aveva prodotto un'accelerazione dei progetti di valute digitali di Banche centrali da parte di diversi Paesi, con in testa la Cina, che sembrava pronta a lanciare il suo yuan digitale all'inizio del 2020. Ma non aveva fatto i conti con il coronavirus.

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