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Faggin sceglie Roboze

L’inventore del chip investe nel produttore di stampanti 3D. Sarà anche advisor tecnologico dell’azienda, che nel 2020 punta a 7 milioni di ricavi

di Luca Orlando

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Federico Faggin (Imagoeconomica)

L’inventore del chip investe nel produttore di stampanti 3D. Sarà anche advisor tecnologico dell’azienda, che nel 2020 punta a 7 milioni di ricavi


2' di lettura

«Per noi è un onore. Ma anche la conferma di essere sulla strada giusta». La soddisfazione di Alessio Lorusso è giustificata. Perché la start-up fondata dal giovane barese, Roboze, riesce a portarsi a bordo uno dei “miti” dell’hi-tech mondiale. Federico Faggin, l’inventore del microchip, ricercatore che ha impresso una svolta all’elettronica mondiale, ha infatti deciso di investire direttamente nel capitale dell’azienda, rilevandone una quota di minoranza e diventandone anche advisor tecnologico.

«Ci siamo conosciuti a Matera - spiega Lorusso - ad un convegno Olivetti in cui eravamo entrambi relatori. E da lì abbiamo avuto altri incontri, anche un pranzo a casa sua, a Vicenza. È sempre stato uno dei miei miti, ha cambiato la storia dell’informatica nel mondo: è davvero splendido che abbia scelto Roboze».

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L’azienda, del resto, ha ormai abbondantemente superato la fase di start-up, con una settantina di addetti impegnati a realizzare stampanti 3D ad altissima precisione. Esito progettuale di un brevetto dello stesso Lorusso, che ha cambiato le regole del business della manifattura additiva nelle superplastiche, inserendo delle trasmissioni meccaniche in grado di replicare con esattezza le caratteristiche di ogni pezzo. E aprendo così la strada non solo ai prototipi in materiali compositi ma anche alla realizzazione di prodotti finiti. Acquistati dai big dell’Oil&Gas, dell’aerospazio, persino della Formula 1, per realizzare in tempo reale ai box nuove parti in materiali compositi, utilizzabili in presa diretta nelle prove o durante il Gran Premio.

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Faggin, classe 1941, trasferitosi nel 1968 negli Stati Uniti, fu capo progetto dell'Intel 4004, considerato il primo microprocessore della storia dell’informatica. Sua anche l’intuizione che ha portato alla nascita dei primi schermi con tecnologia touch. Un mito, insomma.

«Faggin ci potrà aiutare in molti modi - spiega Lorusso -, anzitutto delineando gli sviluppi tecnologici del futuro, interpretando i cambiamenti in atto. E poi in termini di networking, mettendoci in contatto con le realtà della Silicon Valley che ancora non ci conoscono».

La scelta di Faggin cade comunque su una realtà in salute. Perché anche di fronte all’emergenza Covid le prospettive di Roboze restano positive, con un target 2020 di raddoppio dei ricavi 2019 che ancora resta l’ipotesi più probabile, arrivando a 7-8 milioni di euro di fatturato. «A Bari stiamo continuando ad assumere - aggiunge l’imprenditore - e in parallelo continua la nostra espansione internazionale. Meno di un mese fa abbiamo aperto la nuova sede di Monaco, che si aggiunge all’altro avamposto a Houston. E in entrambe le filiali continueremo ad inserire nuove persone».

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    Luca Orlandoinviato-caporedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Inglese

    Argomenti: Imprese, meccanica, innovazione, export, macchinari, Industria 4.0, robot

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