patrimonio artistico

Fai: appuntamento con la bellezza per le «Giornate di Primavera»

di Marco Carminati


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Pontremoli MS, Palazzo Negri Dosi Foto di REONstudio © FAI - Fondo Ambiente Italiano

4' di lettura

La gioiosa macchina da guerra organizzativa del FAI (Fondo Ambiente Italiano) è pronta. Vertici, delegazioni, aderenti e volontari sono ai blocchi di partenza per celebrare la 27ª edizione delle “Giornate Fai di Primavera”, l'evento nazionale di partecipazione attiva al patrimonio italiano e di raccolta pubblica di fondi a favore del FAI, in programma sabato 23 e domenica 24 marzo prossimi.

La manifestazione si è trasformata negli anni in una grande festa di pubblico, che attende ogni anno di partecipare a questo appuntamento irripetibile del nostro panorama culturale, che a partire dal 1993 ha appassionato quasi 11 milioni di visitatori.

L'edizione 2019 vedrà protagonisti 1.100 luoghi aperti in 430 località in tutte le nostre regioni, grazie alla spinta organizzativa dei 325 gruppi di delegati sparsi in tutto il territorio (Delegazioni regionali, provinciali e Gruppi Giovani) e grazie ai 40mila Apprendisti Ciceroni. Con centinaia di siti e migliaia di persone il FAI accompagna gli italiani a specchiarsi nella stupefacente varietà del loro Paese, aprendo luoghi spesso inaccessibili ed eccezionalmente visitabili in questo weekend, durante il quale è possibile sostenere la Fondazione con un contributo facoltativo o con l'iscrizione al FAI.

Per il quinto anno consecutivo le “Giornate FAI di Primavera” coincidono con la “Settimana Rai per i beni culturali”. Dal 18 al 24 marzo, la Rai racconterà luoghi e storie che testimoniano varietà, bellezza e unicità del nostro Paese: una maratona televisiva e radiofonica di raccolta fondi a sostegno del FAI, per sensibilizzare sempre più italiani sul valore del nostro straordinario patrimonio artistico e paesaggistico e per promuoverne la partecipazione attiva.

La “Settimana Rai per i beni culturali” è realizzata con il Patrocinio di Rai - Responsabilità Sociale e con la Media Partnership di TG1, RAINEWS24, RAI TGR e RADIO1 che assicureranno ampia informazione e una copertura capillare.
Per il 2019, la novità sarà “FAI ponte tra culture”, il progetto che si propone di raccontare le diverse influenze culturali straniere disseminate nei beni aperti in tutta Italia. Molti di questi luoghi testimoniano la ricchezza derivata dall'incontro e dalla fusione tra la nostra tradizione e quella dei paesi europei, asiatici, americani e africani.

    Fai: le giornate di primavera

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    Ecco perché in alcuni di questi siti e in alcuni Beni FAI le visite saranno curate da oltre un centinaio di volontari di origine straniera che racconteranno gli aspetti storici, artistici e architettonici tipici della loro cultura di provenienza che, a contatto con la nostra, ha contribuito a dar vita al nostro patrimonio.
    Ne sono un esempio la Biblioteca Carlo Viganò dell'Università Cattolica a Brescia, un “viaggio” tra le lingue latina, greca, araba e volgare attraverso manoscritti, cinquecentine e opere a stampa che documentano lo sviluppo dell'algebra, dell'astronomia, della fisica e di altre scienze; oppure Piazza Sett'Angeli a Palermo, un libro aperto dove leggere la storia millenaria della città; o ancora il Gabinetto Cinese di Palazzo Reale a Torino, rivestito con pannelli di lacche provenienti dalla Cina; per arrivare fino a Venezia, con la Scuola Dalmata dei Santi Giorgio e Trifone, che ancora oggi mantiene vivo il legame spirituale e culturale tra i Dalmati e Venezia.
    Il catalogo dei beni visitabili durante le Giornate FAI di Primavera raccoglie una proposta così varia e originale che è impossibile da sintetizzare. Ne segnaliamo alcuni. A Roma è possibile accedere allo spettacolare Palazzo della Consulta, sede della Corte Costituzionale dal 1955 (solitamente inaccessibile), edificato nella prima metà del Settecento e importante luogo istituzionale nella storia d'Italia. In via eccezionale si accederà anche a Palazzo della Rovere, costruito tra il 1475 e il 1490, oggi sede dell'Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, che custodisce al piano nobile il Soffitto dei Semidei, capolavoro del Pinturicchio. E ancora, la Chiesa di San Silvestro al Quirinale, risalente al X secolo circa e ricostruita nel Cinquecento per volere dei Domenicani della Congregazione di San Marco, scrigno di tesori come la Cappella Bandini.
    A Melegnano (Milano) si potrà visitare il castello cinquecentesco di fondazione medioevale, di proprietà dei Medici di Marignano, che conserva eccezionali affreschi. Torino propone la “Passeggiata del Re”, un percorso all'interno di Palazzo Reale, di solito non accessibile per intero, attraverso sontuosi appartamenti. Matera, capitale Europea della Cultura 2019, si svelerà attraverso percorsi insoliti, mentre a Napoli apre il teatrale Palazzo Donn'Anna (affacciato sul mare) e a Venezia il seicentesco Palazzo Pisani (sede del Conservatorio Benedetto Marcello).
    Ma anche tanti altri i luoghi “insoliti” saranno aperti a tutti: lo stadio comunale Artemio Franchi di Firenze, capolavoro dell'ingegner Pier Luigi Nervi; il Cinema Teatro Odeon a Udine, progettato da Ettore Gilberti (oggi dismesso e inutilizzato); il Bastione di Saint Remy a Cagliari, dove verranno aperti in via eccezionale la “passeggiata coperta” e il percorso archeologico delle mura; il Castello di Saint-Pierre (AO), accessibile straordinariamente dopo un complesso restauro e riallestimento. E, infine, piccoli musei come il Museo Onda Rossa a Caronno Pertusella (VA), che ospita all'interno di un ex calzificio circa 40 modelli di vetture sportive italiane, e il Museo degli Alberghieri ad Armeno (NO), una raccolta unica di oggetti appartenuti a grandi chef, camerieri, maître e portieri di tutto il mondo.
    Per l'elenco completo delle 1.100 aperture è necessario consultare il sito www.giornatefai.it o telefonare al numero 02/467615399.

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