I RISCHI DI VOLARE  A BASSO COSTO

Fallimento della low cost Primera Air, passeggeri a terra e senza rimborso

di Biagio Simonetta

Ap

3' di lettura

Primera Air si è arresa. La low cost ha portato i libri in tribunale, dichiarando fallimento e lasciando a terra migliaia di passeggeri che fino a due giorni fa avevano acquistato biglietti sul sito ufficiale o dai vari tour operator. La compagnia aerea, di proprietà islandese ma con sede a Copenaghen, ha cessato ogni attività a partire dalla mezzanotte del primo ottobre, dopo 15

anni fra alti e bassi. Dall'esordio, nel 2003, Primera Air ha servito 97 destinazioni in più di 20 paesi, compresa l'Italia. Oggi paga a caro prezzo la scelta del lungo raggio e alcuni ritardi nella consegna di nuovi vettori. La compagnia, infatti, è stata fra le prime low cost a proporre collegamenti transoceanici a prezzi ridotti. E solo il mese scorso aveva annunciato nuove rotte da Madrid a New York, Boston e Toronto ad un prezzo di lancio di 149 euro. Nelle ultime ore, invece, si è vista costretta ad annunciare il fallimento, con disagi per migliaia di passeggeri rimasti a terra. I problemi maggiori, secondo quanto appreso, riguarderebbero l'aeroporto londinese di Stansted, scalo aeroportuale molto utilizzato dalla compagnia scandinava.

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Una storia aziendale turbolenta
C'è da dire che il percorso di Primera Air, negli ultimi anni, ha vissuto momenti abbastanza critici. Qualche tempo fa finì nell'occhio del ciclone per aver utilizzato, per rotte transoceaniche, un Boeing 757 vecchia di circa trent'anni. Ciononostante, la compagnia scandinava era fra le low cost più interessanti.

E non solo perché offriva collegamenti Europa - Stati Uniti, ma anche per la collaborazione con i costruttori di aerei Airbus e Boeing. Entrambe le aziende, infatti, avevano usato Primera Air come vetrina per nuove strategie progettate per utilizzare l'analisi dei dati per aiutare le compagnie aeree a funzionare senza intoppi ed espandere i propri ricavi da servizi ad alto margine di profitto. La stessa compagnia scandinava era stata al centro di una battaglia tra i giganti dell'industria aerea per espandere la gamma e le prestazioni dei loro jet a corridoio singolo più venduti, attirando nuovi attori nel redditizio mercato transatlantico. Ed era uno dei clienti di lancio per il nuovo Airbus A321LR. Fonti vicine all'azienda, tuttavia, fanno trapelare che proprio i ritardi nel ricevere gli Airbus A321 (bloccati da alcuni problemi di produzione) sono fra le cause del fallimento. La compagnia danese, che insieme a Norwegian ha tentato di ribaltare l'attuale mercato delle rotte transatlantiche con voli a basso costo, pare sia stata costretta a pagare costi eccessivi di leasing in aerei per coprire il ritardo nelle consegne dello del nuovo Airbus A321neos. «Questo è un giorno triste per tutti i dipendenti e i passeggeri di Primera Air. – ha fatto sapere il Cda dell'azienda - La compagnia ha lavorato senza sosta negli ultimi mesi per assicurare il finanziamento a lungo termine della compagnia aerea. Non essendo in grado di raggiungere un accordo con la nostra banca per un finanziamento, non abbiamo avuto altra scelta che presentare istanza di fallimento».

Lamezia Terme unico aeroporto italiano
Primera Air lavorava anche in Italia. Alcuni suoi voli charter, infatti, collegavano l'aeroporto calabrese di Lamezia Terme con Stoccolma, Gotheborg e Malmo. E appena qualche giorno fa, sul sito della compagnia, erano stati messi in vendita i biglietti per la rotta Billund (Danimarca) – Lamezia Terme, previsto dal 14 maggio 2019 con cadenza settimanale.

I passeggeri rimasti a terra senza rimborso
L'annuncio della bancarotta, come detto, è arrivato all'improvviso. E ha lasciato a terra migliaia di passeggeri che adesso avranno il difficile compito di ottenere un rimborso. In soccorso, è arrivata una nota di AirHelp che spiega chi potrà ottenere il risarcimento. Secondo il sito, i passeggeri possono avere diritto a un rimborso se: la prenotazione è avvenuta attraverso un'agenzia di viaggi o una compagnia aerea partner. In questi casi, il volo può essere assicurato e coperto a seconda delle assicurazioni di viaggio stipulate durante la prenotazione; la prenotazione è stata effettuata attraverso Primera Air, scegliendo come opzione di pagamento la modalità con carta di credito. Il pagamento può essere bloccato prima di essere accreditato alla compagnia aerea; per avvalersi di questa modalità di rimborso è necessario inviare un documento all'istituto bancario di riferimento che certifichi che il pagamento non è andato a buon fine. La nota di AirHelp, però, si chiude in modo abbastanza chiaro: «Purtroppo, i passeggeri che hanno subito ritardi o cancellazione con Primera Air non potranno più avere un risarcimento, a meno che il loro volo non sia stato effettuato da un'altra compagnia aerea».

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