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Fallisce Adria Airways, subentra Lufthansa. Chi sarà il prossimo?

È la terza compagnia aerea che salta in un mese insieme alle francesi Aigle Azur e XL Airways, oltre al collasso del tour operator Thomas Cook’s, che si è trascinato il vettore tedesco Condor

di Mara Monti


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(Reuters)

3' di lettura

Adria Airways, la compagnia nazionale della Slovenia, è definitivamente in bancarotta. Il Tribunale ha avviato la procedura fallimentare nei confronti del vettore che vanta un debito di 90 milioni di euro, dopo la presentazione dell’istanza di fallimento da parte del gruppo dirigente e la sospensione di tutti i voli, 400 collegamenti, 15mila passeggeri coinvolti e 550 dipendenti. È la terza compagnia aerea fallita in un mese insieme alle francesi Aigle Azur e XL Airways oltre al collasso del tour operator Thomas Cook che si è trascinato il vettore tedesco Condor.

Per l’aeroporto di Lubiana, la chiusura del principale vettore del paese significa una drastica riduzione dei voli verso le principali capitali europee, un gap che per il momento sarà colmato da altre compagnie europee. A cominciare da Lufthansa che con Adria aveva un accordo di fideraggio sui voli da Monaco e Francoforte per Lubiana. Ora sarà la compagnia tedesca ad operare i collegamenti dalla Germania attraverso la compagnia regionale CityLine a partire dal prossimo 27 ottobre. Coinvolti anche gli altri vettori del gruppo come Swiss che volerà sulla capitale slovenia da Zurigo mentre Brussels Airlines ha annunciato che inizierà ad operare direttamente tra Lubiana e Bruxelles dal 4 novembre. Il vettore sloveno operava anche tra Zurigo e Lugano e tra Vienna e Klagenfurt, collegamenti che saranno effettuati dai vettori dei rispettivi paesi.

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Da ex compagnia statale, Adria Airways è diventata privata nel 2016 dopo la sua cessione al fondo di private equity tedesco 4K Invest. Il vettore, secondo le informazioni del sito web, opera con una quindicina di aerei tra cui 3 Airbus A319 e sei Saab 2000 turboprop per coprire 25 destinazioni in Europa. È membro di Star Alliance dal 2004 e ha accordi di code sharing con numerosi vettori. Il ministro dell’economia della Slovenia, Zravko Pocivalsek non ha escluso il lancio di una nuova compagnia nazionale per coprire le destinazioni internazionali. Nessun intervento statale è al momento previsto per salvare il vettore.

Il collasso di quattro compagnie aeree in poche settimane non è un fatto casuale: già nel 2017 si era assistito al fallimento della britannica Monarch e della tedesca Air Berlin oltre all'amministrazione straordinaria di Alitalia, mentre lo scorso anno è stata la volta di Cobalt e Primera. Un trend che non si arresta confermato quest’anno quando il mercato ha dato l'addio a Germania, Flybmi e a Wow Air. C'è poi il caso di della compagnia britannica Flybe salvata all’ultimo momento da un consorzio di investitori guidato da Virgin Atlantic.

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Chi raccoglierà l’eredità è presto per dirlo. Il direttore generale di Air France-KLM, Ben Smith alla domanda se il gruppo possa essere interessato a rilevare XL Airways ha risposto che «la compagnia non è pronta ad incorporare un nuovo vettore come XL Airways senza creare tensioni sindacali». Per gli investitori la parte più interessante è rappresentata dagli slot dei principali aeroporti. Come nel caso della francese Aigle Azur: per gli slot su Parigi Orly si sono fatti avanti Iag e Air France. Meno interesse per gli aerei i queli spesso sono in leasing. Da tempo si parla di un consolidamento del trasporto aereo in Europa. Il chair di Ryanair, Michael O’Leary continua a ripetere che prima del consolidamento in Europa ci saranno altri fallimenti e al termine di questo processo soltanto i grandi gruppi come IAG (British Airways e Iberia), Lufthansa, Air France-KLM e le grandi low cost controlleranno i cieli europei.

La guerra tariffaria, l’aumento dei costi del carburante destinato a salire a causa delle recenti tensioni, sta mettendo a dura prova i piccoli vettori che devono competere con colossi low cost come easyJet e Ryanair e i grandi vettori che in questi anni hanno creato conglomerati in grado di competere su diversi fronti. La stagione invernale alle porte certamente non aiuta, il periodo in genere più difficile per il settore, così come l’euro debole dal momento che carburante e leasing sono espressi in dollari. Lo spettro della Brexit aggiunge incertezza in particolare per le compagnie britanniche quanto basta per chiedersi: chi sarà il prossimo?

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