inchiesta dei carabinieri

False opere d’arte, anche Sgarbi tra gli indagati. Il critico: «Tutte vere»


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(Ansa)

2' di lettura

Vittorio Sgarbi è tra i 23 indagati di un'inchiesta condotta dai carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Artistico su una presunta associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione e commercializzazione di opere d'arte contraffatte. Due persone sono finite agli arresti domiciliari.
Secondo gli investigatori, sul mercato lecito dell'arte contemporanea sarebbero state immesse numerose opere d'arte contraffatte, corredandole di fraudolente certificazioni di autenticità, attribuite al celebre artista marchigiano Gino De Dominicis -riconosciuto come uno degli autori più importanti dell'arte italiana del secondo dopoguerra con quotazioni sempre più in rialzo sul mercato - e, in misura minore, ad altri maestri dell'arte contemporanea.

La replica del critico e politico non si è fatta attendere: «Pirandelliano e grottesco. Siamo al livello più basso della capacità di un organo di garanzia e di tutela culturale, quelle opere sono tutte vere» è la reazione riportata dal Corriere.it. Secondo Sgarbi l’inchiesta è stata condotta con «dilettantismo e pressapochismo. Per me, quelle sono tutte opere originali. I carabinieri hanno sequestrato opere vere senza individuare un falsario e c'è un magistrato che gli ha dato corda».

La vicenda ruota attorno alla fondazione Archivio Gino De Dominicis di Roma, presieduta da Vittorio Sgarbi. Gli indagati sono accusati a vario titolo di associazione per delinquere, contraffazione di opere d'arte e ricettazione. I carabinieri hanno effettuato 4 provvedimenti di misura cautelare: 2 arresti e 2 divieti temporanei di esercizio dall'attività professionale. Nel corso dell'indagine sono state sequestrate 250 opere contraffatte ed è stato individuato il locale adibito a laboratorio dove sono state trovate opere con tutto il materiale idoneo alla produzione di falsi. I provvedimenti restrittivi hanno riguardato il vicepresidente della Fondazioni e chi materialmente è sospettato dei falsi, ai finiti ai domiciliari. Per due galleristi è scattata l'interdizione all'esercizio della professione.

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