Operazione della Digos

Falsi vaccini, fermati a Palermo leader No Vax e infermiera: 100 euro per una siringa vuota

Tre persone sono indagate per corruzione propria antecedente, falso ideologico in atto pubblico e peculato

Svuotava la siringa prima di fare il vaccino, fermata infermiera: prendeva 100 euro a iniezione

2' di lettura

Indagine della Polizia di Stato su falsi vaccini ai no vax a Palermo. Gli agenti della Digos di Palermo hanno eseguito un decreto di fermo nei confronti di tre persone, indagate per corruzione propria antecedente, falso ideologico in atto pubblico e peculato. I fermati sono Filippo Accetta, leader locale del movimento No Vax e protagonista anche di alcune manifestazioni nazionali, Giuseppe Tomasino e Anna Maria Lo Brano, un’infermiera che lavora all’ospedale Civico e faceva finta di inoculare i vaccini nell’hub della Fiera del Mediterraneo.

Sequestrati 11 green pass falsi

La Digos di Palermo ha sequestrato 11 green pass regolarmente inviati dal sistema sanitario nazionale che riguardavano altrettanti palermitani che avrebbero pagato 400 euro per il finto vaccino fatto nell’hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo a Palermo. Gli undici titolari di green pass, frutto di falsa inoculazione, non sono ancora stati indagati dal procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Sergio Demontis e dal sostituto Felice De Benedittis. La loro posizione è al vaglio dei magistrati, ma per tutti il finto vaccino è stato ripreso dalle telecamere nascoste piazzate dagli inquirenti. Sempre questa mattina la Digo ha effettuato otto perquisizioni domiciliari nelle case dei finti vaccinati e molti documenti sono stati acquisiti.

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100 euro all’infermiera per una siringa vuota

L’infermiera dell’hub vaccinale di Palermo Anna Maria Lo Brano, fermata dalla Polizia di Stato nell’ambito dell’indagine sui falsi vaccinati, agiva sempre nello stesso modo come ricostruito grazie alle immagini dei sistemi di videosorveglianza. Dopo avere svuotato il siero contenuto nella siringa, già precedentemente preparata, in una garza in cotone, inseriva l’ago nel braccio del finto vaccinato senza iniettare alcunché e senza muovere lo stantuffo della siringa. La truffa è evidente, basta guardare le immagine registrate nel corso delle indagini. Gli agenti per giorni hanno intercettato la donna accertando contatti tra l’infermiera e chi si sottoponeva al finto vaccino, disposto a sborsare cento euro pur di ottenere il Green pass. Le indagini svolte hanno escluso il coinvolgimento dei medici che lavorano al centro vaccinale e dei funzionari responsabili.

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