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Falso allarme bomba: inchiesta per lesioni plurime, procura indaga anche su «omissioni»

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4' di lettura

È stato aperto per lesioni plurime «anche gravissime» un procedimento penale, in procura a Torino, su quanto avvenuto sabato sera in piazza San Carlo. L'iniziativa fa seguito a una informativa della Digos. Il fascicolo è a carico di ignoti.«Allo stato attuale non ci sono né indagati né ipotesi di reato». Il procedimento avviato formalmente dalla procura riguarda anche possibili «omissioni». Il titolo di reato si riferisce anche al comma 2 dell'articolo 40 del codice penale, in base al quale «non impedire un evento che si ha l'obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo».

Stamattina il procuratore di Torino, Armando Spataro, aveva spiegato che «Prima di tutto è necessario ricostruire la dinamica precisa dei fatti».
«Il comitato di sicurezza valuti i permessi» e «l'uso di luoghi alternativi alle piazze» per le manifestazioni a rischio, ha detto la sindaca di Torino, Chiara Appendino, nelle comunicazioni al consiglio comunale sui fatti di sabato. Ma l'ex primo cittadino Piero Fassino accusa: a piazza San Carlo «gestione superficiale, solo prassi». E il ministro dell'Interno Marco Minniti annuncia lo «stop a eventi senza massima sicurezza».

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Oltre 1.500 feriti
È di 1.527 feriti il bilancio della calca scatenata dalla psicosi attentato tra le migliaia di persone davanti ai maxischermi in piazza San Carlo a Torino per la finale di Champions; 3 in codice rosso, grave un bimbo. Si cerca chi o cosa abbia scatenato il panico, forse con un petardo o un falso allarme bomba. «Sui fatti di Torino aspettiamo gli inquirenti, questo non è il momento di strumentalizzare i fatti in chiave politica» ha detto il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio, a margine di un convegno sull’innovazione al Senato.

Lieve miglioramento bambino ferito
Sono in «lieve miglioramento» le condizioni di Kelvin, il bambino di sette anni ricoverato all’ospedale Regina Margherita per le ferite riportate sabato sera
in piazza San Carlo. Lo si apprende da fonti sanitarie. I medici del reparto di rianimazione proveranno in giornata a risvegliarlo. Sono invece stabili, pur nella loro gravità, le condizioni delle due donne ricoverate alle Molinette. Ancora ricoverata al Cto una ragazza con trauma toracico, una frattura del bacino, e due pazienti con lesioni alle mani che sono stati operati ieri. Tutti gli altri pazienti ricoverati fino a ieri al Cto sono stati invece dimessi. Resta in prognosi riservata il paziente ricoverato al Mauriziano. Le sue condizioni, riferiscono i sanitari, sono però in miglioramento.

Scagionato giovane a torso nudo
La Digos e il pm Antonio Rinaudo cercano di fare luce sulle cause e sulle eventuali responsabilità dell’accaduto attraverso l’interrogatorio di decine di testimoni, i rapporti delle forze dell’ordine, la raccolta degli atti amministrativi. Sono finiti all’attenzione degli investigatori i video, realizzati in presa diretta da alcuni giornalisti, che mostrano un giovane fermo in mezzo al fuggi fuggi, a torso nudo, con uno zainetto nero in spalla e le braccia allargate come in croce, mentre la gente gli fa il vuoto attorno. Il goffo atteggiamento ripreso dalle telecamere aveva fatto pensare potesse essere stato lui a scatenare il panico. Ma la visione integrale del filmato da parte degli inquirenti e l'interrogatorio, lo hanno scagionato del tutto. Il giovane, sempre secondo quanto si apprende da fonti investigative, era ubriaco. E voleva tranquillizzare la folla.

Questore Torino: ordinanza antivetro? È incostituzionale
Sotto accusa c'è l’abbondante presenza di alcolici e di bottiglie in vetro (sono stati i cocci a ferire la stragrande maggioranza dei fuggitivi). Il questore di Torino, Angelo Sanna, in merito alle polemiche sulla presenza
delle bottiglie di vetro sabato sera in piazza San Carlo in occasione della proiezione della finale Champions ha spiegato però che l’ordinanza antivetro «è stata dichiarata incostituzionale».

Minniti: stop eventi senza massima sicurezza
«Di fronte ai feriti di Torino e a chi è ancora in ospedale, l'impegno che dobbiamo prendere tutti è che le istituzioni devono coralmente creare le condizioni perché certi fatti non succedano più. Se non ci sono i requisiti non si farà l'evento» lo ha detto in ministro dell'Interno Marco Minniti, spiegando che «se l'evento non garantisce il livello massimo di sicurezza è chiaro che non può farsi. Il nostro obiettivo è permettere tutti i 1700 eventi in programma per l'estate in un contesto di tranquillità». Minniti, intervenuto sui fatti di Torino all'evento #terrazza Pd con Matteo Renzi, ha detto in Piazza San Carlo «è evidente che non ha funzionato qualcosa» e ha spiegato che «ci vuole un principio di responsabilità e cooperazione con le realtà locali e ci deve essere una collaborazione tra il privato, tra chi organizza l'evento, e lo Stato».

Appendino: valutare uso luoghi alternativi
Il Comune di Torino «sta valutando l'ipotesi di autorizzare in sede di Comitato Provinciale per la Sicurezza tutte quelle manifestazioni di piazza che per le loro caratteristiche possono costituire un luogo nel quale possa
generarsi un pericolo per la sicurezza - ha detto la sindaca Appendino - e, dunque, in quella sede valutare eventuali prescrizioni aggiuntive necessarie». Nelle sue comunicazioni al consiglio comunale la prima cittadina ha spiegato che «pur non volendo per alcun motivo rinunciare alla fruizione delle pubbliche piazze, sarà necessario tenere in considerazione l'utilizzo anche di altri luoghi consoni ad ospitare questo tipo di eventi». E «in questa analisi» ha aggiunto «saranno coinvolti anche gli organizzatori e le società sportive interessate, chiedendo loro la disponibilità anche degli impianti di loro proprietà». Appendino ha quindi spiegato che la piaga dei venditori abusivi «è un grave problema che può essere affrontato solo grazie a ulteriori azioni di prevenzione e repressione, che devono necessariamente essere condivise da tutte le forze dell'ordine».

Fassino: «Gestione superficiale»
La gestione di piazza San Carlo per la diretta della finale di Champions «è stata affrontata con superficialità, richiamandosi solo all'ordinarietà della prassi, quando invece erano necessarie misure straordinarie» ha dichiarato Fassino, ex sindaco e ora consigliere comunale del Pd, durante il dibattito in Sala Rossa dopo le comunicazioni di Chiara Appendino. «È ora - ha aggiunto - che la sindaca Appendino si assuma le responsabilità che competono al suo ruolo, che talvolta sono anche più grandi di quelle dovute».


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