vini & truffe

Falso Sassicaia per 2 milioni di euro. Sgominata banda tra Toscana e Lombardia

Sgominata organizzazione che vendeva false bottiglie di vino con la celebre etichetta “DOC Bolgheri Sassicaia” relative a diverse annate tra il 2010 e il 2015

di Giorgio dell'Orefice

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(ANSA)

Sgominata organizzazione che vendeva false bottiglie di vino con la celebre etichetta “DOC Bolgheri Sassicaia” relative a diverse annate tra il 2010 e il 2015


2' di lettura

Una falsa “verticale” di Sassicaia con annate comprese tra il 2010 e la celebratissima vintage 2015. E‘ stata sgominata tra la Toscana e la Lombardia una vera e propria banda che metteva in commercio falso vino Sassicaia per un giro d'affari di 2 milioni di euro.

Nei giorni scorsi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze, a conclusione di una complessa ed articolata indagine di polizia giudiziaria ed eseguendo un'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Firenze, Giampaolo Boninsegna su richiesta della procura di Firenze, hanno arrestato due persone residenti in provincia di Milano che avevano organizzato una sofisticata e accurata falsificazione di bottiglie di vino con la celebre etichetta “DOC Bolgheri Sassicaia” relative a diverse annate tra il 2010 e il 2015, con la contraffazione della relativa indicazione geografica.

Va ricordato che proprio l'annata 2015 del Sassicaia fu contrassegnata dalla rivista Wine Spectator nel 2018 come “il miglior vino del mondo”.Nell'ordinanza emessa dal G.I.P., si rileva che “sussiste anche l'aggravante della organizzazione stabile, considerato le attività osservate sono state effettuate in maniera sistematica, cioè con carattere stabile e non occasionale, nonché in maniera organizzata, con preordinata pianificazione di medio termine e nella prospettiva di un ulteriore sviluppo, per il futuro, per l'esito positivo conseguito”.In realtà è stato accertato che il vino acquistato e commercializzato con l'etichetta di uno dei più celebri vini made in Italy era acquistato in Sicilia, le bottiglie invece provenivano dalla Turchia e la produzione di etichette, tappi, casse e carta velina era incentrata in Bulgaria.

Le bottiglie di vino contraffatte riproducevano falsamente gli ologrammi e i segni distintivi originali e venivano vendute a livello internazionale.Nel corso delle indagini, svolte per oltre un anno dai militari della Compagnia di Empoli, a fine settembre sono stati sequestrati nella provincia di Milano circa 80mila pezzi contraffatti tra etichette, bottiglie, tappi, casse di legno utilizzabili per confezionare circa 1.100 casse di vino “Sassicaia 2015”, per un totale di 6.600 bottiglie, il cui valore di mercato, laddove il prodotto fosse stato originale, si sarebbe avvicinato ai 2 milioni di euro. La tempestività dell'intervento ha consentito, tra l'altro, di intercettare la consegna di un ordine di 41 casse di “Sassicaia 2015” già confezionate e pronte per essere vendute.

Da quanto emerso, la produzione e vendita del mercato illecito parallelo si attestava su circa 700 casse di vino contraffatto al mese, per un totale di 4.200 bottiglie, con un introito illecito stimato che si aggirava sui 400mila euro.Secondo le ricostruzioni investigative, diversi clienti tra cui, in particolare, coreani, cinesi e russi avevano già fatto ordini per un migliaio di casse mentre una piccola parte sarebbe stata destinata al territorio nazionale.All'interno del magazzino utilizzato per l'attività illecita – secondo quanto accertato dai militari della Gdo - i due arrestati si occupavano dell'imbottigliamento, dell'etichettatura e della carta velina sulle bottiglie nonché del successivo assemblaggio della cassa.Complessivamente risultano indagate 11 persone che, a vario titolo e in vario modo, si ritiene abbiano preso parte alla produzione e commercializzazione del vino contraffatto.

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