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Famiglia «allargata», la Cassazione ammette l’adozione e due papà

Secondo la Suprema corte, l’estensione della responsabilità genitoriale porta un vantaggio (economico) al minore

di Patrizia Maciocchi

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2' di lettura

Il nuovo marito può adottare la figlia della moglie anche se il padre biologico è vivo e la vede regolarmente. La strada indicata dalla Cassazione (sentenza 10989) è quella della cosiddetta adozione in casi particolari. Ed è stata scelta, anche in considerazioni delle difficoltà economiche del padre biologico, che gli impedivano di mantenere adeguatamente la figlia che vedeva due volte alla settimana con la quale aveva uno stretto legame affettivo. La Suprema corte accoglie il ricorso dell’aspirante secondo genitore, al quale sia il Tribunale dei minori, sia la Corte d’Appello avevano negato l’adozione.

Responsabilità genitoriale a tre persone

Un no motivato dall’assenza dei presupposti per l’adozione non legittimante. Un istituto che scatta, in genere, nell’ipotesi di bambini orfani, di decadenza della responsabilità genitoriale, di ragazzi disabili o per i figli nati da coppie omosessuali con la procreazione medicalmente assistita. Nulla di tutto questo c’era nel caso esaminato. La bambina chiamava papà il genitore biologico e per nome il marito della madre con la quale viveva. Per i giudici di merito le difficoltà economiche del padre biologico si potevano risolvere con altri rimedi di legge, mentre con il via libera all’adozione si sarebbe verificato il trasferimento della responsabilità genitoriale in capo a tre persone.

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La decisione della Consulta sull’impossibilità genitoriale

La Suprema corte sceglie proprio la via negata in prima e seconda istanza considerandola nell’interesse preminente della minore. Una decisione presa valorizzando la recentissima sentenza della Consulta (n. 79 del 28 marzo scorso) con la quale i giudici delle leggi hanno passato un colpo di spugna sull’impossibilità, prevista dalla legge sull’adozione in casi particolari, per gli adottati di instaurare un legame giuridico con la famiglia dell’adottante.

La forza della famiglia «allargata»

La Consulta - sottolinea la Cassazione - ha smentito l’idea che si possa avere una sola famiglia, come dimostrano la riforma della filiazione e le doppie famiglie dei figli nati fuori dal matrimonio. Partendo dunque dalla forza, anche economica, che può dare una famiglia «allargata», i giudici di legittimità considerano il no all’adozione «in contrasto con il preminente interesse del minore nella cornice di diritto delineatasi con la predetta sentenza della Corte costituzionale».

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