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Bonus bebè esteso a tutti nel 2020 in attesa dell’assegno unico

Potenziate le misure esistenti in attesa del Family act: esteso a tutti i nati nel 2020, senza soglia Isee, il contributo da 80 a 160 euro per 12 mesi; bonus nido incrementato fino a 3mila euro per i redditi medio-bassi; congedo per i papà esteso fino a 7 giorni. In un secondo momento, con il provvedimento collegato alla manovra, verrà introdotto un assegno universale strutturale per ciascun figlio, dalla nascita all’età adulta, potenziato con il riordino di misure esistenti e nuovi investimenti.

di Michela Finizio e Valentina Melis


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3' di lettura

Doppio binario delle misure per sostenere la famiglia e combattere la denatalità. Il governo sta mettendo a punto un pacchetto da attuare in due step : il primo con la legge di Bilancio 2020 e il secondo tramite un disegno di legge collegato alla manovra, presentato come «Family act» dalla stessa ministra Elena Bonetti. Il primo dispone una serie di novità in arrivo subito, con l’inizio del prossimo anno. Il secondo vuole essere una riforma strutturale del welfare per le famiglie, da approvare e necessariamente poi attuare.

Cosa cambia nel 2020
Fin da subito il governo ha deciso di ritoccare con la manovra questi aiuti alle famiglie:

sarà confermato e potenziato il bonus nido, il contributo da 1.500 euro per tutti i bambini che frequentano l’asilo nido, pubblico o privato, incrementabile fino a 3mila euro per i redditi medio-bassi;

sarà potenziato ed esteso a tutti, per 12 mesi, il bonus bebè per ciascun figlio, un assegno da 80 a 160 euro mensili - graduati in base alla situazione economica del nucleo - per i nati da gennaio 2020;

il congedo obbligatorio per i papà sarà rifinanziato ed esteso fino a sette giorni.

Resteranno in vigore il premio alla nascita (bonus mamma domani) di 800 euro una tantum per le neo-mamme e le altre prestazioni sociali e fiscali in vigore. Le novità inserite in manovra, ovviamente, andranno discusse in Parlamento e potranno subire modifiche. Ma intanto così il governo definisce le coperture finanziarie: dal 2020 verrà costituito un fondo unico per la famiglia da due miliardi di euro, in cui confluiranno, fra le altre, sia le risorse destinate a strumenti attualmente in vigore, sia 575 milioni aggiuntivi, assegnati nel Documento di programmazione finanziaria inviato a Bruxelles. Sul piatto, quindi, ci sono già i 204 milioni di euro del bonus bebè stanziati per il 2020; i 330 milioni di euro annuali impegnati a regime per il bonus nido a partire dal 2020; i 400 milioni annuali del premio alla nascita. Questo fondo, nel disegno del Family act, in un secondo momento andrà potenziato e servirà per finanziare il progetto di un nuovo assegno unico universale.

L’«effetto cumulo» per le famiglie dei nuovi nati nel 2020
Da subito, le famiglie potranno beneficiare del nuovo bonus nido, che attualmente conta 252.133 beneficiari: resta confermato l’aiuto mensile da 136,37 per chi dimostra di frequentare un nido, con la possibilità per chi ha un reddito sotto una certa soglia (da definire) di ottenere un rimborso della retta più elevato, fino a 272 euro. C’è da considerare, comunque, che le famiglie meno abbienti spesso già fruiscono di rette scontate, se non addirittura azzerate.

Per i nuovi nati da gennaio 2020, inoltre, la formula del bonus bebè sarà rivista: viene eliminato il requisito dell’Isee fino a 25mila euro che limitava la platea dei beneficiari e l’assegno mensile sarà fruibile fino a dicembre 2020. Se il trend demografico viene confermato, quindi, i potenziali beneficiari saranno circa 400mila (in linea con i bebè del 2018).

Facendo qualche calcolo, per esempio, i genitori di un bambino nato a gennaio 2020 - salvo impedimenti al cumulo dei benefici - potranno percepire 800 euro di premio alla nascita, 960 euro di bonus bebè (a 80 euro mensili) più, ipotizzando la frequenza di un nido dai tre mesi di età, 1.090 euro di bonus nido. Cifre che, per i nuclei con i redditi più bassi, potrebbero arrivare fino a un totale di 4.896 euro, fruendo della misura massima dei bonus.

IN SINTESI

IN SINTESI

Il secondo tempo della riforma
Il Family act, in un secondo momento, riformerà l’intero welfare familiare con l’obiettivo di introdurre un assegno universale strutturale per ciascun figlio, dalla nascita all’età adulta, potenziato con il riordino di misure esistenti e nuovi investimenti . Il disegno dell’assegno unico, che probabilmente andrà a sostituire le misure esistenti, sarà messo a punto in un disegno di legge collegato alla manovra. Resta da chiarire come questo progetto si concilierà con il già avanzato iter parlamentare del Ddl 687 (primi firmatari Graziano Del Rio e Stefano Lepri, del Pd: si veda anche il pezzo qui sotto) che va nella stessa direzione e approderà alla Camera tra una settimana dopo l’esame in commissione Affari sociali, avvenuto nei mesi scorsi.

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