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Family act, per l’assegno unico riordino da 15 miliardi delle misure per i figli

La scommessa per poter dare vita all’assegno unico è ridefinire il pacchetto di misure per le famiglie: oggi sono 15 i miliardi stanziati ogni anno per diversi bonus, assegni e detrazioni

di Michela Finizio e Valentina Melis

Cosa c’è nel Family act: dall’assegno unico per i figli ai congedi papà da 10 giorni

La scommessa per poter dare vita all’assegno unico è ridefinire il pacchetto di misure per le famiglie: oggi sono 15 i miliardi stanziati ogni anno per diversi bonus, assegni e detrazioni


4' di lettura

L’assegno unico per la famiglia, che il Governo intende introdurre dal 2021 con il Family act, parte da una scommessa: rimpiazzare una serie di misure esistenti e ridestinare le risorse a quella nuova, attraverso scelte politiche forti. Il disegno di legge delega, voluto dalla ministra della Famiglia Elena Bonetti, che ha ottenuto il via libera del Consiglio dei ministri prevede:

un assegno mensile universale per tutti i figli fino all’età adulta, da introdurre con un decreto legislativo da adottare entro il 30 novembre di quest’anno, attraverso il riordino delle misure di sostegno attualmente in vigore per le famiglie con figli a carico;

il riordino, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, dei sostegni fiscali per i figli che includa un bonus le rette di nidi e scuole dell’infanzia per tutti gli under 6 anni.

L'assegno universale per i figli

Per come è disegnato dal Ddl del Family act, l’assegno unico mensile è una specie di “bonus bebé” esteso a tutti coloro che hanno figli minorenni. La misura oggi è gia prevista dal settimo mese di gravidanza per 12 mesi a tutti i nuovi nati nel 2020, come deciso con la legge di Bilancio 2020. Nelle previsioni del Governo, l’assegno in futuro verrà corrisposto tramite una somma di denaro o mediante il riconoscimento di un credito d’imposta, da utilizzare in compensazione. Nel caso di figli successivi al primo, l'assegno subirà una maggiorazione del 20%, così anche nel caso di figlia o figlio disabile. L’assegno universale avrà un importo minimo per tutti i nuclei familiari con uno o più figlie o figli, cui viene aggiunta una quota ulteriore e variabile determinata per scaglioni dell’indicatore della situazione economica equivalente (Isee). In pratica l’importo crescerà con il numero dei figli.

Il riordino delle misure esistenti

Per poter dare vita a questo nuovo assegno, però, bisognerà reperire le risorse necessarie e il Ddl - per questo scopo - parla di riordino delle misure esistenti. Tra gli istituti nel mirino ci sono, ad esempio, le detrazioni Irpef per figli a carico che valgono 8,2 miliardi e gli assegni al nucleo familiare per i lavoratori dipendenti per 5,9 miliardi. Non si può sapere oggi quali saranno le misure da riformare, sarà l’iter parlamentare del provvedimento a definire più nel dettaglio le decisioni. Ma solo attingendo da questi fondi, infatti, sarebbe possibile garantire un assegno universale, senza soglie di accesso, dalla nascita all’età adulta dei figli, in via strutturale.

Il piatto delle risorse a cui attingere

L’annuncio governativo si intreccia - e bisognerà vedere in quale modo - con la via finora prospettata dal disegno di legge Delrio-Lepri (Ac 687) il cui iter in Parlamento è già in stato avanzato, essendosi concluso l’esame in Commissione Affari sociali. «È stato raggiunto un accordo perché Family act e assegno unico procedano insieme. Il Family act va oggi in Consiglio dei ministri e l’assegno unico sarà approvato entro la prossima settimana in commissione». La dichiarazione, rilasciata dal capogruppo Pd Graziano Delrio dopo l’approvazione del Family act, lascia intendere che l’attuazione del Ddl delega per quanto concerne l’assegno unico avverrà attraverso l’approvazione di questo disegno di legge, proprio per poter accelerare i tempi.

Cosa prevede il disegno di legge Delrio-Lepri

Il disegno di legge Delrio-Lepre prevede un assegno unico da 240 euro al mese per ciascun figlio minorenne a carico, che diventano 80 euro per il maggiorenne a carico, fino a 26 anni (con un incremento del 40% di ambedue le prestazioni se il figlio ha una disabilità). Anche il Ddl targato Pd prevede la sostituzione delle vecchie misure a favore di questo assegno, eliminando: le detrazioni fiscali per minori a carico; gli assegni al nucleo familiare; l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori; il bonus bebè da 960 euro all’anno per chi ha un Isee fino a 25mila euro; il fondo di sostegno alla natalità per favorire l’accesso al credito dei genitori di bambini fino a tre anni; il premio alla nascita da 800 euro previsto dal 2017.

E si arriva così a 15 miliardi di risparmio: una buona base, certo, ma comunque insufficiente, perchè in base alle stime di spesa emerse durante le audizioni in commissione Affari sociali alla Camera, per finanziare l’assegno unico prospettato nel Ddl sarebbe comunque necessario trovare risorse aggiuntive.

Nel mirino detrazioni per i figli a carico e assegni familiari

I fondi necessari per l’assegno unico dipenderanno comunque da quanto ampia sarà la platea dei beneficiari: bisognerà vedere, cioè, se ci sarà o meno una soglia Isee per accedere o un limite di reddito sopra il quale la prestazione si ridurrà o verrà meno.

Quanto all’eliminazione delle detrazioni per carichi di famiglia, bisogna considerare che si tratta di un beneficio oggi usato da oltre 12 milioni di contribuenti, che hanno uno sconto dell’Irpef da versare, perchè hanno il coniuge o i figli a carico. Per questi contribuenti, quindi, sostanzialmente aumenterebbe l’Irpef, a fronte del nuovo assegno unico. Bisogna verificare se i beneficiari della nuova misura andranno a guadagnarci, nel passaggio dal vecchio al nuovo sistema, oppure no. Non a caso, il disegno di legge Delrio prevede di adottare strumenti di «integrale compensazione» nel caso in cui il beneficio complessivo per la famiglia fosse inferiore rispetto ai benefici complessivi fruiti prima dell’entrata in vigore dell’assegno unico.

Un altro cambiamento, rispetto al passato, potrebbe riguardare gli assegni al nucleo familiare (che oggi riguardano 5,6 milioni di beneficiari tra lavoratori e pensionati). Oggi questi assegni sono finanziati sia dallo Stato, sia da una quota di contributi a carico dei datori di lavoro. Se si abbandonasse questo sistema, la nuova misura potrebbe essere interamente a carico della fiscalità generale.

Le spese attuali

Le voci di spesa per la famiglia che attendono il riordino in vista dell'assegno unico (in mld di euro). (*) per lavoratori dipendenti e pensionati

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