Famiglie, giovani, professionisti, imprese: chi vince e chi perde con la manovra 2020

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(Mint Images RF / AGF)

CHI VINCE
Consumatori

Scongiurato il rincaro dell'Iva dal 2020, con un intervento che assorbe il grosse delle risorse stanziate dal Governo: 23,1 miliardi sui 30 complessivi della manovra.

Senza contromisure, l'aliquota ordinaria sarebbe passata dal 22% al 25,2% e quella ridotta dal 10% al 13%, con un aggravio di 541 euro all'anno sul budget familiare (45 euro in più al mese su una spesa media di 1.982 euro).

Chi fa figli nel 2020 e ha redditi bassi
Il bonus bebè viene esteso a tutti i nuovi nati (o adottati) da gennaio 2020, senza soglie di reddito. Verrà erogato per 12 mensilità, modulato da 80 a 160 euro in base all'Isee del nucelo familiare.

Chi manda i figli al nido e ha redditi bassi
Potenziato il bonus nido da gennaio 2020 per tutti i frequentanti asili nido: rispetto agli attuali 1.500 euro annui crescerà fino a 3mila euro in base all'Isee del nucleo. Resta però sulla carta l'annuncio «asili nido gratis per tutti», ribadito nel discorso di insediamento del Governo Conte-bis. Infatti, l'aumento del bonus a 3mila euro esclude le famiglie con redditi medio-alti e si rivolge a un target cui spesso già sono destinate rette comunali agevolate o misure regionali di sostegno.

I neo-papà del 2020
Rifinanziato (ma solo per il 2020) il congedo obbligatorio per i neo-papà, che viene esteso da 5 a 7 giorni lavorativi.

Anziani e over 75 a basso reddito
La soglia entro la quale viene garantita la piena indicizzazione della pensione al costo della vita viene alzata da tre a quattro volte il minimo (da 1.539,03 a 2.052,04 euro). Secondo stime sindacali (Spi-Cgil), l'effetto è di circa 3 euro l'anno per 2,8 milioni di pensionati. Introdotta anche l'esenzione del canone Rai per gli over 75 con reddito proprio e del coniuge non superiore in tutto a 8mila euro.

Stop al superticket dal 1° settembre 2020
Viene abolito il superticket, ossia la quota introdotta nel 2011 (pari a 10 euro) di partecipazione al costo per le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati. Ogni Regione ha avuto finora la facoltà di applicare il prelievo in modo differente.

CHI PERDE
Famiglie con minori nati prima del 2020

Rinviato l'assegno unico per le famiglie con figli minori, nati prima del 2020. Si dovrà aspettare l'approvazione del Family act collegato alla manovra oppure del Ddl 687 in commissione Affari sociali alla Camera. Al nuovo assegno la manovra destina il nuovo Fondo universale e servizi alla famiglia (con una dotazione di 1,04 miliardi per il 2021 e 1,24 miliardi annui dal 2022). Servirà comunque l'ok Parlamento, per riordinare le spese esistenti e attivare nuovi investimenti.

Genitori autonomi o partite Iva
In attesa dell'assegno unico che verrà erogato per ciascun figlio fino alla maggiore età, gli autonomi continuano a essere esclusi dagli assegni al nucleo familiare.

Chi lascia i figli piccoli con la baby sitter
Rinviata l'introduzione di una dote servizi (“card bambini”) da circa 400 euro mensili per le famiglie con figli piccoli da utilizzare sia per pagare i servizi all'infanzia sia la baby sitter. Anche in questo caso bisognerà attendere il riordino annunciato con il Family act.

Chi ha redditi oltre i 120mila euro
Per le persone fisiche con un reddito complessivo superiore a 120mila euro annui (lo 0,7% dei contribuenti), scatta una riduzione progressiva delle detrazioni al 19%, poi azzerate oltre i 240mila euro. Interessate soprattutto le agevolazioni su polizze vita (121mila beneficiari, sconto medio di 82 euro), spese scolastiche (40mila beneficiari, 132 euro), rette universitarie (40mila, 437 euro) e attività sportive dei ragazzi (38mila, 48 euro). Il taglio non interessa la detrazione sugli interessi del mutuo prima casa e delle spese sanitarie per patologie esenti da ticket.

Chi consuma bevande con zuccheri aggiunti
Dopo due mesi dall'approvazione della legge di Bilancio enterà in vigore l'imposta sul consumo di bevande analcoliche edulcorate (oltre una certa soglia) pari a 10 euro per ettolitro per i prodotti finiti e a 0,25 euro per kg, per i prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione. La relazione illustrativa stima un aumento del prezzo al consumatore pari ad almeno il 20 per cento.

Chi fuma
L'aumento dell'accisa sulle sigarette (e su tutti i tabacchi lavorati) porterà i produttori a richiedere incrementi di prezzo stimabili intorno a 0,10 euro per pacchetto (5 euro per kg). Introdotta anche una nuova imposta di consumo sugli accessori , come filtrini e cartine, pari a 0,0036 euro il pezzo contenuto nella confezione destinata alla vendita.

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