oltre a flat tax e reddito di cittadinanza

Famiglie e aiuti per i figli, in Parlamento la sfida delle priorità

di Vittorio Nuti


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4' di lettura

Reddito di cittadinanza, caro al M5S, e flat tax, punto fermo del centrodestra. Sussidi e tasse, dunque, ma non solo. Tra le priorità della XVIIIma legislatura appena avviata si fa spazio anche la famiglia. O, per meglio dire, il sostegno economico ai nuclei familiari con figli a carico, per battere l'emergenza culle vuote e incrementare le giovani generazioni. Il tema, più volte emerso in campagna elettorale, è considerato centrale un po' da tutti i partiti. E non a caso spunta più volte, in particolare a palazzo Madama, nel “pacchetto” di proposte di legge (oltre 160 al Senato, 377 alla Camera) depositate nei due rami nel primo giorno di seduta, il 23 marzo.

Iadicicco (FdI): fattore famiglia e aiuti per rilanciare la natalità

Centrodestra in pole position
Tra i senatori più tempestivi spicca Antonio De Poli, leader di Noi con l'Italia-Udc (la “quarta gamba” del centrodestra), firmatario insieme ai senatori Paola Binetti e Antonio Saccone di ben due disegni di legge per l'istituzione dell'Autorità garante dei diritti della famiglia (As 109 e 129). Tra le misure previste, soprattutto di tipo fiscale, l'istituzione di un Fondo per le agevolazioni per l'accesso all'abitazione e detrazioni per le famiglie. «Non vogliamo alzare i muri ma al contrario fare delle proposte e cercare di trovare una convergenza sui temi che stanno più a cuore agli italiani: il sostegno alle famiglie - ha chairito De Poli, auspicando un «capovolgimento di prospettiva» che porti ad intendere la famiglia come una impresa sociale. Sempre in area centrodestra, proposte specifiche sono attese anche dalla Lega e soprattutto da Fratelli d'Italia, che nei mesi scorsi ha puntato tutto sul «più grande piano natalità della storia» annunciato dalla leader Giorgia Meloni e da Federico Iadicicco, responsabile nazionale Vita e famiglia del partito (non rieletto). In pillole, le misure vanno dalla rimodulazione della tassazione tenendo conto del numero di figli e anziani a carico ad un “reddito d'infanzia” di 400 euro/mese fino ai 6 anni.

Martina: prima proposta Pd assegno universale per le famiglie con figli
Priorità sostegno alla famigli anche per il Pd, alla ricerca di una bandiera che esprima continuità con la precedente legislatura e permetta di entrare in competizione con le proposte dei partiti vincitori del voto del 4 marzo. Come ha spiegato il segretario reggente Maurizio Martina in una recente intervista, «la prima proposta che sicuramente presenteremo in Parlamento è l'introduzione dell'assegno universale per le famiglie con figli». ll Pd, ha sottolineato, «deve ripartire da queste proposte e dai territori, nella consapevolezza che dobbiamo tornare ad essere umili e audaci, e ascoltare il disagio».

Doppio sì per processo penale e Dl sicurezza

Il mix di misure dem che costano 24 mld
Il riferimento obbligato dei dem, in attesa di una proposta di legge ufficiale, è la proposta del senatore Stefano Lepri (appena rieletto), arenatasi l'anno passato in commissione a palazzo Madama dopo un avvio promettente. la Pdl Lepri prevede in pratica l'introduzione di un'unica misura universalistica per ogni figlio a carico, che prenderebbe il posto della decina di misure di sostegno (in denaro o in busta paga: assegni Inps, bonus, detrazioni Irpef, eccetera) alle famiglie con figli. In pratica, le attuali misure di vantaggio, poco coordinate, verrebbero abolite e i risparmi utilizzati per finanziare (parzialmente) un unico assegno corrisposto mensilmente per ciascun figlio fino alla maggiore età e oltre. Le cifre ipotizzate vanno da 150-200 € al mese per ogni figlio a carico fino a 3 anni, 125-150 euro/mese dai 3 ai 18 anni e 100 euro/mese dai 18 ai 25 anni. L'assegno sarebbe pieno per le famigli con Isee fino a 30mila euro, e ridotto per isee fino a 50mila euro. Beneficio escluso oltre tale cifra. I costi? Il Pdl Lepri ipotizza un totale di 24 miliardi: 16 che arriverebbero dal riordino-abolizione delle misure di sostegno in essere e altri 8 aggiuntivi totalmente da finanziare.

Per il M5S “modello Francia” da 17 mld
Si attendono testi ufficiali (a differenza del Reddito di cittadinanza, dove il testo base sul tavolo è l'As 1148 della XVIIma legislatura a firma Nunzia Catalfo) anche dal Movimento 5 stelle, che ha comunque dedicato uno dei 20 punti del suo Programma politico proprio alle famiglie con figli. Il modello ispiratore è dichiaratamente quello applicato in Francia, dove le nascite sono incentivate con un ampio programma di assistenza alla natalità e alla genitorialità (finanziato con il 2,5% del Pil) esaltato in molti studi sul welfare. La proposta pentastellata prevede in sintesi uno stanziamento di 17 miliardi di euro annui per finanziare le famiglie con figli sotto forma di rimborsi per i costi degli asili nido, dei pannolini (vedi Iva agevolata sui prodotti neonatali, per l'infanzia e per la terza età) e di assegno di istruzione. Strade diverse per un solo obiettivo: dare fiato alle famiglie in affanno e “invogliare” i genitori a mettre in cantiere un figlio. E un problema comune: trovare le coperture, scalando la lista delle priorità del Governo che verrà.

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