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«Famiglie Storiche»: il 2021 dell’Amarone si chiude a +17% sui livelli pre pandemia

Le 13 cantine riunite nell’associazione hanno venduto 2,3 milioni di bottiglie a un prezzo medio intorno ai 35 euro, per il 67% destinate ai mercati internazionali.

di Emiliano Sgambato

Aggiornato il 5 dicembre alle ore 11.45

Ottimo 2021 per l’Amarone (AdobeStock)

2' di lettura

“Famiglie storiche”, tredici cantine produttrici di Amarone riunite in un’associazione da oltre 10 anni, celebra con un docufilm la ripartenza che ha segnato un 2021 in cui sono state vendute 2,3 milioni di bottiglie dei loro pregiati vini (prezzo medio intorno ai 35 euro), per il 67% destinate ai mercati internazionali.

In questi primi 10 mesi del 2021 le vendite di Amarone hanno dato un forte segnale di ripresa: in Italia +56% sul 2020 e +17% sul 2019, e anche sull'export i valori sono positivi: +48% sul 2020 e +31% sul 2019. Le principali destinazioni sono Canada, Usa, Svizzera e i Paesi Scandinavi. I dati sono stati ricordati in occasione di un evento tenuto a Roma per la presentazione del docufilm ’”Le Famiglie Storiche - Un racconto sull'Amarone”, che aveva già “debuttato” a Verona a settembre.

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«Durante la pandemia, anche grazie all’e-commerce – ha sottolineato il presidente Alberto Zenato in molti hanno voluto accompagnare i pasti tra le mure domestiche con vini di certificata qualità e l’Amarone è stato scoperto anche da giovani generazioni. A due mesi dal 2022 ci sono dunque tutte le premesse per chiudere l’anno con numeri confortanti rispetto alle restrizioni di mercato create dalla pandemia».

Le 13 case vinicole associate – Allegrini, Begali, Brigaldara, Guerrieri Rizzardi, Masi, Musella, Speri, Tedeschi, Tenuta Sant'Antonio, Tommasi, Torre D'Orti, Venturini e Zenato – «mettono a frutto un patrimonio consolidato da ciascuna nel tempo e un impegno costante verso la qualità per testimoniare questo grande vino che è l'Amarone, fondano tutte le proprie radici nei valori di storicità e artigianalità, espresse in ogni accezione. Il loro operato è volto a far conoscere e preservare non solo i loro vini, ma anche una delle più strategiche zone di produzione vitivinicole italiane, la Valpolicella».

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