ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa road map della delega

Family act già in vigore? Ecco perché per nuovi congedi e aiuti serviranno altri due anni

Per l’esercizio delle cinque deleghe sono poste scadenze temporali differenti, a seconda dell’oggetto della delega: dal 12 maggio 2023 allo stesso giorno del 2024

di Andrea Carli

Le novità introdotte dall'Assegno Unico Universale INPS

5' di lettura

Una legge delega al Governo affinché metta in campo soluzioni e misure a sostegno delle famiglie, su materie e ambiti diversi. Per l’esercizio delle deleghe (5) sono poste scadenze temporali differenti, a seconda dell’oggetto della delega: si va dal 12 maggio 2023 (riordino e il rafforzamento delle misure di sostegno all’educazione dei figli e promozione responsabilità familiari) alla stessa data del 2024 (riordino e l’armonizzazione della disciplina relativa ai congedi parentali; rafforzamento delle misure volte a incentivare il lavoro femminile e la condivisione della cura e per l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro; sostegno della spesa delle famiglie per la formazione dei figli e il conseguimento dell’autonomia finanziaria da parte dei giovani).

Giovedì 12 maggio è entrato in vigore il Family Act (“Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”, approvato in via definitiva dal Senato il 6 aprile e pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n.97 del 27 aprile, legge 32/2022), la riforma organica per le famiglie italiane che prevede un potenziamento del sistema del welfare. Il 12 maggio è dunque partito il cronometro per dare sostanza, tramite i decreti attuativi, a quello che allo stato attuale è una cornice normativa.

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Mattarella: le misure del Family Act meritano di essere rese esecutive con rapidità

Nel pacchetto delle soluzioni previste rientrano alcune misure già in vigore come l’assegno unico e universale, ma anche il sostegno alle spese per i percorsi educativi dei figli, la revisione dei congedi parentali con la conciliazione dei tempi di lavoro e di cura dei figli per entrambi i genitori, misure di incentivo al lavoro femminile e infine il tema della formazione e della emancipazione giovanile. «Le azioni previste nell’ambito della legge delega 32/2022 - ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio inviato in occasione degli Stati Generali della Natalità - recentemente approvata dal Parlamento, meritano di essere rapidamente rese esecutive, per contribuire alla ripartenza del Paese».

Riordino e rafforzamento delle misure di sostegno all'educazione dei figli

L’articolo 2 delega il Governo ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge (quindi entro il 12 maggio 2023), su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dell’istruzione, con il Ministro della cultura, con il Ministro dell’università e della ricerca, con il Ministro per le disabilità e con il Ministro per le politiche giovanili, uno o più decreti legislativi per il riordino e il rafforzamento delle misure di sostegno all’educazione dei figli.

Disciplina dei congedi parentali, di paternità e di maternità

L’articolo 3 delega il Governo ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro il 12 maggio 2024), su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro per la pubblica amministrazione e con l’Autorità politica delegata per gli affari europei, uno o più decreti legislativi per l’estensione, il riordino e l’armonizzazione della disciplina relativa ai congedi parentali, di paternità e di maternità.

Incentivare la condivisione della cura e l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro

Il Governo è delegato ad adottare (articolo 4 della norma), entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi anche questa volta entro il 12 maggio 2024), su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro per il Sud e la coesione territoriale e con l’Autorità politica delegata per gli affari europei, uno o più decreti legislativi per il riordino e il rafforzamento delle misure volte a incentivare il lavoro femminile e la condivisione della cura e per l’armonizzazione dei tempi di vita e di lavoro.

Sostegno della spesa delle famiglie per la formazione dei figli

L’articolo 5 delega l’esecutivo ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge (quindi entro il 12 maggio 2024), su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia e del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per le politiche giovanili e con il Ministro dell’università e della ricerca, uno o più decreti legislativi per il riordino e il rafforzamento delle misure volte a sostenere la spesa delle famiglie per la formazione dei figli e il conseguimento dell’autonomia finanziaria da parte dei giovani.

Promozione responsabilità familiari

In base all’articolo 6, il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge (12 maggio 2023), su proposta del Ministro per le pari opportunità e la famiglia, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione, con il Ministro della salute e con il Ministro della giustizia, uno o più decreti legislativi per sostenere e promuovere le responsabilità familiari.

La procedura prevista per i decreti attuativi

Gli schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alla Camera e al Senato per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati. Se il termine per l’espressione del parere scade nei trenta giorni che precedono la scadenza del termine previsto per l’adozione dei decreti legislativi o successivamente, quest’ultimo termine è prorogato di novanta giorni. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi e con la procedura previsti dalla legge, il Governo può adottare disposizioni integrative e correttive dei medesimi decreti legislativi.

Assegno unico universale

Nell’iter di approvazione del ddl, l’assegno unico universale è stato scorporato dal Family Act vero e proprio e, per motivi d’urgenza, è stato normato da una legge delega ad hoc (46/2021). Anche se non è più presente la delega specifica sull’assegno unico universale, questo strumento è parte del Family Act. L’assegno unico e universale - che è già in vigore e può essere richiesto dai nuclei familiari di cittadini italiani o con permessi di soggiorno, residenti in Italia, con a carico un figlio minore (a partire dal settimo mese di gravidanza), o un figlio entro i 21 anni di età - sostituisce le detrazioni Irpef sui figli a carico; gli assegni al nucleo per figli minori; gli assegni per le famiglie numerose; il Bonus Bebè ; il premio alla nascita e il fondo natalità per le garanzie sui prestiti, con un’unica prestazione calcolata sulla base dell’Isee. Secondo le indicazioni fornite dall’Inps, nei primi quattro mesi dall’avvio dell’AUU sono stati richiesti in totale assegni per circa 7,5 milioni di figli, di cui circa 600mila relativi a domande pervenute nel mese di aprile, in pagamento a maggio.

Bonetti, con Family Act inizia un percorso lungo

Al di là dell’entrata in vigore, dunque, il percorso che condurrà alle misure di sostegno alle famiglie è ancora lungo. «Il Family Act è l’inizio di un percorso, porterà effetti sul medio e lungo termine» sulla ripresa delle nascite, ha spiegato la ministra per le Pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, in un intervento ai microfoni di Radio 24. «È chiaro - ha aggiunto - che le riforme strutturali non danno un effetto l’anno dopo, danno effetti più avanti. E invece la politica siccome lavora su consenso immediato tende a dare risposte immediate. Credo che l’attivazione di questo processo avrà un effetto moltiplicativo: quando le aziende vedranno che investendo in strumenti che permettono a donne e uomini di diventare genitori ottengono un beneficio, nella qualità produttiva, ci sarà un effetto moltiplicativo che accelererà il processo». Sui ritardi nella gestione dell’assegno unico per le famiglie, in vigore da marzo, Bonetti ha sottolineato che stando agli ultimi dati dell’Inps, di fine aprile, risultano coperti «i tre quarti della platea. Considerando che è uno strumento nuovo e che c’è tempo fino a giugno noi pensiamo che per quella data la copriremo pressoché integralmente».

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