Scelte di portafoglio

Farmaceutico versus Biotech: ecco quale scegliere

di Lucilla Incorvati

default onloading pic
(Agf)


3' di lettura

Da molti anni ormai il settore farmaceutico, storicamente difensivo (alti dividendi, pochi rischi, grande generazione di cassa) è più volatilite rispetto al passato. Nell’ultimo trienno alcuni gestori sono riusciti a portare a casa buone perfomance. Ma c’è anche chi ha rendimenti negativi. Alcuni fattori macro sembrano aver cambiato le dinamiche. Vediamo quali sono.

Giro di boa nel modello di business. Come spiega Silvio Belletti, principal di BCG ed esperto del settore, in passato il settore viveva principalmente di block-buster in ambito primary care, la cui crescita in termini ricavi e dei margini era fondamentalmente guidata dagli investimenti in sales & marketing. «Questo business model conferiva forte stabilità ai titoli, perché queste aziende avevano in portafoglio farmaci in grado di esprimere ricavi e margini crescenti per diversi anni a venire. Le scadenze brevettuali –spiega l’esperto - il cosiddetto patent cliff – e la difficoltà ad innovare in ambito primary care ha costretto le aziende a cambiare business model». Molti si sono spostati verso cure specifiche e l'oncologia. Per crescere quello che conta è la capacità di registrare nuovi farmaci su diverse indicazioni terapeutice e la capacità di ottenere prezzi di rimborso sufficienti per remunerare gli elevati costi di ricerca e sviluppo connessi. «Da un business model fortemente stabile e prevedibile -aggiunge Belletti - si è quindi passati ad un business model meno stabile e più “binario”».

Il caso Gilead. Le cose possono andare molto bene (ad esempio il caso Gilead che con il lancio di Sovaldi ha triplicato il valore di borsa in 3 anni) oppure male come nel caso dei recenti fallimenti di clinical trials in Alzheimer, che ad alcune biotech hanno costato ribassi dei titoli fino al -75%. Un secondo fenomeno che mette instabilità ai titoli del settore è la pressione sui prezzi posta dai payers: il fenomeno era prima tipicamente europeo. Da quando è diventato anche americano ( in questo senso c’è la dichiarazione di Trump sul taglio dei prezzi di farmaci) la volatilità è aumentata ancora di più, visto che gli Stati Uniti sono il paese dove è più alta la concentrazione di questa industry. Da non trascurare i costi di ricerca e la regolamentazione più stringente che mettono alla prova i grandi gruppi.

I prodotti specializzati venduti in Italia
Loading...

Big versus medie aziende. Nel 2017 sembrano siano andate meglio le medie aziende che le grandi. In generale, la volatilità dei titoli farmaceutici tende a diminuire con il crescere delle dimensioni delle aziende. Quindi, è vero che si osservano in effetti player di medie dimensioni che hanno performato meglio di big pharma, ma è altrettanto vero che ci sono player di medie dimensioni che sono stati penalizzati fortemente da fallimenti di trials. Secondo Belletti, si possono usare due lenti per cercare di capire quali aziende possano avere maggiori chance di battere il mercato nel medio periodo: aziende con forti pipeline concentrata in un disease stonghold ben definito, in cui l'azienda ha già un forte track record, specialmente se legata a tecnologie innovative come l'immuno oncologia o le terapie geniche; oppure, opportunisticamente, aziende americane che potranno beneficiare della riforma fiscale di Trump e che potranno cogliere l'occasione di rimpatriare cassa ad oggi tenuta all'estero ed utilizzarla per operazioni di M&A, che nel 2018 sono attese in forte aumento .

Biotech in pole position. A detta dei più è questo il vero settore destinato a fare meglio anche in Borsa. «Siamo ottimisti sulle prospettive a lungo termine del settore biotech - sottolinea Vinay Thapar, gestore del portafoglio AB International Health Care di AllianceBernstein che a tre anni ha portato a casa una performance vicina al 20% - e ci aspettiamo l'arrivo di innovazioni significative frutto di una comprensione sempre più ampia della biologia delle malattie (attraverso un aumento del sequenziamento dei genomi e dell'analisi dei dati). Le aziende in grado di introdurre cure o sistemi innovativi, abbassando i costi per l'intera sanità, saranno quelle meglio posizionate per sovraperformare nel lungo periodo». Biogen, Intuitive Surgical e Edwards Lifesciences sono i tre titoli preferiti dal gestore.

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti