Famiglie e studenti

Farmaci, decollano i progetti scuola-lavoro

di Claudio Tucci

3' di lettura

Dieci scuole superiori di Lazio, Emilia Romagna e Lombardia, oltre 200 studenti, più di 700 ore di formazione “on the job”, con il coinvolgimento di un centinaio di esperti aziendali e 35 imprese big del farmaco. Sono i numeri del progetto, innovativo e “di filiera”, di scuola-lavoro nel settore farmaceutico, messo in campo da Farmindustria, insieme alle aziende del settore, sindacati, Usr, associazioni confindustriali territoriali. L'iniziativa è durata tre anni, si è conclusa ieri, e non si è fermata mai neppure durante la pandemia, puntando su modalità didattiche innovative con project work da remoto e visite virtuali agli stabilimenti con moderne tecnologie digitali. Con il nuovo anno scolastico il progetto si allargherà anche a Toscana e Puglia, coinvolgendo in tutto una decina di istituti. “Con il nostro progetto di alternanza - ha sottolineato il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi - speriamo di essere riusciti a far conoscere agli studenti il mondo del lavoro nel settore farmaceutico, dove competenza, professionalità e dedizione sono gli elementi imprescindibili per raggiungere l'obiettivo comune di tutte le imprese del settore: la salute dei pazienti. E speriamo anche di essere riusciti a trasmettere un altro messaggio - ha aggiunto Scaccabarozzi -. Certamente sono necessarie le nozioni, ma per i futuri professionisti sarà sempre più importante essere curiosi e “imparare ad imparare”, oltre ad essere perseveranti per fronteggiare le difficoltà e le sfide che non mancano in un percorso universitario e lavorativo. Il mondo è sempre più “aperto” e “veloce”, e tanti nuovi profili professionali emergeranno proprio quando gli studenti di oggi si affacceranno al mondo del lavoro”.
Il percorso di scuola-lavoro appena concluso ha toccato argomenti core e attualissimi: da come nasce e si sviluppa un farmaco a come, una volta prodotto, questo arriva al paziente; da com'è organizzata un'azienda farmaceutica, a come si lavora al suo interno e quali competenze e profili professionali sono richiesti; fino ad arrivare al funzionamento dei vaccini contro il Covid-19. Le aziende partner sono state come sempre numerose: Angelini, Allergan, Alfasigma, Astrazeneca, Bayer, Boehringer Ingelheim, Bracco, BMS, Dompé, Eisai, Italfarmaco, Janssen, Lundbeck, Lusofarmaco, Merck Serono, MSD, Neopharmed Gentili, Novartis, Recipharm, Sanofi.
I project work organizzati per gli studenti hanno spaziato dagli aspetti regolatori e medico scientifici relativi ai vaccini alla farmacovigilanza, salute e sicurezza e lean manufacturing; dalla R&S, controllo e qualità negli stabilimenti farmaceutici alla costruzione di una campagna di comunicazione sul tema della prevenzione, solo per fare alcuni esempi.
Il punto è che l'attività delle imprese del farmaco richiede eccellenza in tutte le fasi. Per questo, raccontano dal settore, sono fondamentali qualità, formazione e competenze delle risorse; tutti elementi che, a detta delle stesse aziende, rappresentano il primo motivo per investire in Italia. E per di più rappresentano fattori che, insieme agli investimenti, determinano una produttività doppia rispetto alla media manifatturiera e la leadership nella classifica Istat della competitività. Il settore farmaceutico è altamente tecnologico, occupa 67mila addetti, il 90% laureato o diplomato, con una presenza femminile del 43% donne (42% di queste in ruoli apicali). E sta puntando molto sui giovani: negli ultimi 5 anni è registrata una crescita del 16% degli under 35, i cui contratti di lavoro nell'80% dei casi sono a tempo indeterminato, indice di un virtuoso ricambio generazionale.

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