summit del Sole-24ore

Farmaci e dispositivi, le imprese in coro: «Cambiare i tetti sulla spesa»

Le proposte sulla legge di Bilancio per rivedere il payback e riequilibrare la spesa ospedaliera e territoriale. Le rassicurazioni del viceministro alla Salute Sileri: «I tetti saranno rivisti»

di Marzio Bartoloni e Barbara Gobbi


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(Stefano Capra)

2' di lettura

Bene i 2 miliardi in più per la Sanità come lo stop al superticket dal 1° settembre, ma nella maratona che si è appena aperta in Parlamento sulla manovra il mondo delle imprese - presente a Roma all’VIII Healthcare summit del Sole 24 Ore - chiede al Governo di sciogliere vecchi nodi che si trascinano da anni. Tra tutti quello sui tetti di spesa e il meccanismo del payback che colpisce farmaci e dispositivi medici.

Sanità, cambia il ticket: si paga in base al reddito - GUARDA IL VIDEO

Tetti per farmaci da rimodulare.
«La spesa farmaceutica non è cresciuta negli anni come le altre voci della spesa sanitaria come certifica la Ragioneria dello Stato», avverte il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. Che punta il dito contro i tetti di spesa: «Quello sui farmaci ospedalieri è evidentemente sotto finanziato fin dall’inizio e sarà sforato quest’anno per oltre 2 miliardi, mentre quello della territoriale avrà un avanzo di oltre 800 milioni. È ora che i due tetti siano rimodulati, utilizzando le risorse lì dove servono superando anche il sistema dei payback per il quale le aziende hanno pagato 8,5 miliardi dal 2013, quasi una finanziaria». Anche il presidente di Assogenerici, Enrique Hausermann chiede che «la stagione del payback si chiuda con il 2018, provvedendo a un ribilanciamento dei tetti e reinvestendo nella farmaceutica tutti i risparmi derivanti dall’utilizzo di equivalenti e biosimilari».

Dispositivi, payback da cancellare.
Sulla stessa scia anche Confindustria dispositivi medici: «Va cambiata la governance, ci aspettiamo la cancellazione del payback e il superamento del tetto di spesa del 4,4% basato su calcoli sbagliati», sottolinea la vice presidente Daniela Delledonne. Che lancia un appello sulla plastic tax:«Non va applicata ai dispositivi medici, quelli monouso si possono fare solo con i polimeri sintetici, penso a esempio ai cateteri».
Il vice ministro della Salute Pierpalo Sileri apre alla rimodulazione dei tetti: «Va fatta e le imprese su questo fronte devono stare tranquille, nel contesto di una generale riorganizzazione ed efficientamento della spesa sanitaria pubblica».

Più borse contro la carenza medici.
Il vice ministro ha anche annunciato, sul fronte carenza medici, di voler aumentare il numero delle borse di specializzazione: «L’ideale sarebbe averne 6mila nei prossimi due anni e 2mila già quest’anno. La carenza di specialisti è la prima di tante priorità da affrontare». Mentre boccia l’idea delle Regioni, sostenuta anche dal presidente Fiaso (le aziende sanitarie) Francesco Ripa Di Meana, di ricorrere a medici laureati e abilitati ma non ancora specializzati. Infine Sileri rassicura la presidente dell’Aiop (ospedalità privata) , Barbara Cittadini: «Il contratto fermo da 12 anni sarà rinnovato, senza dubbi». Ma Nino Cartabellotta della Fondazione Gimbe lancia un allarme sul futuro del Ssn ricordando che sulle risorse per il 2022 la manovra tace: «Ci sono 3,5 miliardi fino al 2021 e poi? La coperta per il Servizio sanitario resta sempre corta».

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