INNOVAZIONE

Farmaci, il Lazio traina l’export. Più produzione e investimenti

La regione è leader del settore sui mercati esteri con una quota del 42% e 60 aziende Janssen punta sul polo produttivo di Latina altri 58 milioni, AbbVie potenzia il sito con 130 milioni

di Ernesto Diffidenti


4' di lettura

Il Lazio è primo in classifica nell’export di farmaci. Innovazione, ricerca, giovani e donne sono i punti di forza di imprese che hanno dimostrato in questi anni di far leva sul territorio per costruire la leadership economica e sociale. Una progressione di investimenti che si è tradotta in numeri vincenti: +50% è il dato di Farmindustria che conferma il boom dell’export farmaceutico nel periodo gennaio-settembre 2019 (rispetto allo stesso periodo del 2018) con una media manifatturiera che si ferma al pur significativo +21%. E se l’Italia nel suo complesso presidia da leader il mercato europeo dei farmaci grazie a una produzione che in valore supera i 32 miliardi di euro, il 42% dell’export parte proprio dal Lazio con punte a Latina (80%), Rieti (69%) e Frosinone (56%).

LA MAPPA DELLA FARMACEUTICA LAZIALE

LA MAPPA DELLA FARMACEUTICA LAZIALE

«Il Lazio aumenta la propria propensione verso i mercati esteri e valorizza sempre più la propria vocazione internazionale», commenta il presidente della Regione, Nicola Zingaretti sottolineando il traino dei settori più innovativi, a partire dalla farmaceutica, «che in questi anni abbiamo aiutato a crescere mettendo a disposizione fondi europei e regionali come non era mai stato fatto prima». Ma ora, per Zingaretti, «è il momento di accelerare» proiettando le imprese verso l’esterno e attraendo investimenti. «In primo luogo – spiega il governatore - dovremo sfruttare tutte le potenzialità del Piano per l’internazionalizzazione, con cui la Regione per il 2020 mette a disposizione delle aziende del Lazio 7,5 milioni di euro; dall’altra, mettendo a regime l’Unità di sviluppo “Invest in Lazio”, per dare supporto a multinazionali e investitori stranieri».

L’industria farmaceutica è pronta a raccogliere la sfida. Janssen Italia è tra le principali industrie farmaceutiche attive nel Lazio. A Latina è situato lo stabilimento che quest’anno ha battuto il suo record di produzione, arrivando a 4 miliardi di pillole grazie a investimenti di 115 milioni dal 2012 al 2017 cui ne saranno aggiunti altri 58 milioni dal 2018 al 2021.

«Due anni fa abbiamo esteso la superficie del nostro stabilimento di Latina a 136 mila metri quadri ed ogni giorno lavoriamo per esser sempre più competitivi – afferma Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen Italia – . Vogliamo continuare ad essere un polo produttivo di eccellenza mondiale mettendo a frutto le competenze italiane. Il nostro intento è quello di arrivare a produrre cinque miliardi di compresse nel 2021, puntando sempre più sull’export, fino ad arrivare a quota 95% sul totale della produzione nostrana».

Lo stabilimento della multinazionale AbbVie è situato poco distante. Presente nel nostro paese dal 1949, dapprima come Abbott, l’azienda in Italia conta circa 1.500 persone, di cui 900 impegnate nel sito produttivo di Campoverde di Aprilia (Lt) che si estende su una superficie di 270mila mq ed esporta oltre l’80% della suoi prodotti in oltre 110 paesi.

«Prendendo le mosse da una storia che parte da lontano, AbbVie rafforza il forte legame con il paese attraverso la costante crescita del polo produttivo – osserva l’amministratore delegato di AbbVie Italia Fabrizio Greco - grazie a nuovi investimenti (130 milioni in totale) e all’offerta di trattamenti innovativi per rispondere a esigenze terapeutiche non soddisfatte». Per sostenere questo sforzo Greco auspica «una nuova governance del settore che, nel rispetto della sostenibilità dell'intero sistema, riconosca il valore della ricerca e garantisca una più efficiente assegnazione delle risorse in modo da assicurare il tempestivo ed appropriato accesso alle cure da parte dei pazienti».

Il business healthcare di Merck in Italia è rappresentato da Merck Serono spa (1,32 miliardi di ricavi nel 2018), con circa 900 dipendenti, che nel Lazio ha gli uffici direzionali di Via Casilina a Roma e il centro di ricerca di Guidonia Montecelio, centro di eccellenza biotech sul quale il gruppo ha investito 11 milioni nel 2018 realizzando 24.500 mq di laboratori con 385 addetti per il 66% laureati o in possesso di un PhD.

«L’industria farmaceutica rappresenta una grande ricchezza per il nostro Paese – rileva Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia – mentre gli stabilimenti di ricerca e sviluppo costituiscono un inarrestabile motore di innovazione ed uno strumento essenziale di valorizzazione del nostro capitale umano. Da questo punto di vista lo stabilimento Merck di Guidonia Montecelio è una vera eccellenza».

Lo stabilimento di produzione Takeda di Rieti, invece, è un sito di frazionamento del plasma dedicato alla produzione di emoderivati. I dipendenti (circa 500 nel 2019), ed i volumi produttivi (2,7 milioni di litri di plasma nel 2019) si sono più che quadruplicati in meno di 10 e grazie a un nuovo stanziamento di 50 milioni, la capacità produttiva salirà a 4 milioni di litri di plasma l'anno entro il 2023.

«Il 2019 ci ha visto impegnati nel processo di integrazione locale con Shire – sottolinea Rita Cataldo, amministratore delegato Takeda Italia – che ci accingiamo a chiudere nei primi mesi del 2020. La nuova Takeda Italia amplia le prospettive di cura con trattamenti innovativi ». Ma dovrà essere cura delle istituzioni «attuare quanto prima una governance farmaceutica che tenga il passo con questo momento di profonda e velocissima trasformazione delle scienze della vita».

Angelini Fine Chemicals è la divisione Chimica di Angelini Spa con un impianto produttivo localizzato ad Aprilia di circa 70mila metri quadri dove produce sia principi attivi commerciali sia per sviluppo R&D con una capacità produttiva annuale di circa 140mila litri sostenuta da circa 180 dipendenti. «Il 2019 si è chiuso, per il secondo anno consecutivo, con un miglioramento dell’Ebit della divisione – sottolinea il Gruppo – e con un piano triennale che porterà ad un continuo miglioramento grazie a nuovi contratti firmati».

La presenza di Alfasigma (1,1 miliardi di fatturato), oltre allo stabilimento di Alanno in provincia di Pescara, vede nel Lazio la maggiore concentrazione di forza lavoro e superfici, articolati su due siti: Pomezia, nello storico insediamento della ex Sigma-Tau, e Sermoneta, in provincia di Latina, nello stabilimento di BioSint. A Pomezia, dove è subentrato dal 1° gennaio il nuovo capo del network di produzione, Giuseppe Allocca, si producono farmaci solidi e orali esportati in oltre novanta Paesi e presto sarà inaugurato il Centro di sviluppo tecnologico Labio 4.0.

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