lE CURE IN TEMPI DI CRISI

Farmacie e ambulatori di strada: ecco la Sanità solidale che cura oltre 500mila famiglie

Le prestazioni rappresentano una risposta al bisogno terapeutico di chi, ancheper motivi economici, è costretto a limitare le spese per visite, accertamenti e farmaci (1 italiano su 5), o a indebitarsi per pagare le cure mediche.

di Donata Marrazzo


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4' di lettura

Una rete di medici, infermieri e operatori argina il fenomeno della povertà sanitaria. Ambulatori di strada e associazioni di volontari, attivi nelle periferie cittadine o in aree marginali del nostro Paese, erogano servizi gratuiti a chi vive nell'indigenza assoluta e rinuncia del tutto alle cure: 539 mila famiglie secondo le stime più recenti. Prestazioni che rappresentano una risposta anche al bisogno terapeutico di chi, per motivi economici, è costretto a limitare le spese per visite, accertamenti e farmaci (1 italiano su 5), o a indebitarsi per pagare le cure mediche.

L’emergenza riguarda soprattutto il centro-sud con il 43,5% delle famiglie. Alla quale cercano di dare risposte 1.722 enti caritativi. In alcuni casi propongono soluzioni che fanno scuola, obbligando anche a ipotizzare nuove forme di sanità integrativa.

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I presidi romani di Medicina Solidale
Nell’ultimo anno, a Roma, 40 medici volontari, due ostetriche, tre infermieri, una mediatrice culturale e tre operatori dedicati all'accoglienza, hanno visitato nei 5 ambulatori cittadini dell’Istituto di Medicina Solidale oltre 15 mila persone. Donne, uomini e 2000 bambini che vivono ai margini delle periferie (insediamenti anomali, occupazioni, baraccopoli) e che spesso hanno la necessità anche di un sostegno psicologico e alimentare. Operativo principalmente nelle borgate, l'Istituto gestisce il presidio sanitario polifunzionale aperto sotto il colonnato di San Pietro, che si rivolge a persone in difficoltà e senzatetto. Venerdì scorso, fra i malati, c’era anche Papa Francesco.

Prestazioni mediche sotto il colonnato di San Pietro
Nella struttura, aperta qualche anno fa con il supporto della Elemosineria apostolica, vengono offerte prestazioni mediche varie, dalle analisi cliniche alla dermatologia, dalla cardiologia alla ginecologia, dall'oculistica all'ecografia, alla podologia, alla reumatologia. Compresa l'infettivologia e la diabetologia che raccolgono casi spesso allarmanti. A lavorare nel presidio, c'è anche un'équipe di giovani medici neolaureati o specializzandi dell'università di Tor Vergata.

Farmacie di strada
La responsabile sanitaria è Lucia Ercoli, immunovirologa, che dopo gli studi sui campioni dell'Hiv, ha deciso di dedicarsi più concretamente agli ammalati: «Così ho iniziato a occuparmi di assistenza sanitaria e sociale diretta, quella che non contempla adempimenti burocratici, che molte volte riguarda persone non iscritte al sistema sanitario nazionale. Negli anni l'utenza è raddoppiata, in qualche caso triplicata». Medicina solidale collabora anche con il Banco farmaceutico (raccoglie e recupera farmaci, da donatori e aziende, per consegnarli a migliaia di strutture caritative) e con Assogenerici: un anno fa è stata inaugurata la farmacia di strada a Trastevere, con 88mila euro di farmaci per gli indigenti.

Ercoli, «Il Ssn prenda esempio»
I costi complessivi della rete romana sono contenuti: circa 70 mila euro l'anno. Gran parte dei fondi arriva dall'8 per mille della chiesa Valdese. Il resto sono donazioni o microprogetti finanziati da privati. «E poi abbiamo la grande risorsa dei nostri volontari, molti sono medici in pensione. Con la loro attività sosteniamo iniziative che riducono gli accessi in ospedale. Il servizio sanitario nazionale dovrebbe fare una riflessione sul nostro modello», sottolinea Lucia Ercoli.

Ambulatori gratuiti in convenzione con Auser
A Borgomanero, in provincia di Novara, nell'ambulatorio sociale di Auser (associazione di volontariato e di promozione sociale), 23 primari in pensione visitano gratuitamente poveri e immigrati. Inseriti nello staff psicologi e infermieri. Fra le specialità mediche, la cardiologia, l'ortopedia, la pediatria, la medicina interna, la neurologia, la dermatologia, l'otorinolaringoiatra. Comprese ecografie ed ecodoppler, Ecg holter. Da qualche anno funziona anche un ambulatorio odontoiatrico diffuso. Come dall'altra parte dell'Italia, a Cosenza, dove un dentista convenzionato con Auser ha eseguito 15mila prestazioni. Nel centro storico della città, il medico di base Valerio Formisani con sua figlia Eleonora, medico e attivista per i diritti delle donne, un'ematologa, uno psichiatra, un ortopedico, un oculista e un cardiologo, hanno aperto un ambulatorio popolare e costituito una équipe multidisciplinare. Sono a disposizione degli abitanti (residenti, neocomunitari, rifugiati) per visite mediche e richiesta di farmaci, massaggi, consulenze psicologiche. Anche per l'emersione dalla tortura dei migranti.

Il Programma Italia di Emergency
A Palermo, a Marghera, a Polistena, Napoli, Sassari, Castel Volturno, dal 2006 si realizza il Programma Italia di Emergency, rivolto ai migranti e alle persone disagiate. A Marghera, ad esempio, circa un paziente su cinque è italiano. A Polistena, nel 2018, sono stati registrati 750 nuovi accessi. Ambulatori fissi e mobili offrono gratuitamente cure di base e specialistiche, prestazioni infermieristiche, servizi di supporto psicologico ed educazione sanitaria. Assistenza anche ai braccianti del ragusano. «Nei nostri ambulatori agevoliamo la presa in carico dei pazienti da parte del Ssn, aiutandoli a conoscere e far valere i loro diritti», spiegano gli operatori.

Istituti caritatevoli e sportelli popolari
Garantire il diritto alla salute è anche la mission dei frati dell'Opera San Francesco a Milano: nel loro poliambulatorio operano 200 medici volontari e 20 infermieri con apparecchiature moderne. Otto sale per le visite e le medicazioni, 3 studi dentistici, uno sportello per i farmaci prescritti (più di 60mila confezioni distribuite nel 2018). Oltre 37.000 le visite ai bisognosi. Si contrasta la povertà sanitaria anche con gli sportelli medici popolari di Molfetta, Salerno e Napoli, dove, ad esempio, all'interno'Ex Opg occupato, nel rione Materdei, in un anno sono state eseguite 1400 visite mediche. Le best practice contro le diseguaglianze sanitarie funzionano anche a Reggio Calabria: l'ambulatorio di Medicina Solidale di Pellaro, fondato da Lino Caserta, presidente dell'associazione Calabrese di Epatologia, consente ai pazienti (20mila) di pagare in base alle proprie disponibilità economiche.

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