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Farmacosmo: «La Borsa scelta per crescere. Portiamo la farmacia digitale nelle città con un’impronta Esg»

Il fondatore e ceo, Fabio de Concilio, racconta il piano di sviluppo e i progetti di crescita per linee interne e M&A

di Alessandra Capozzi

(IMAGOECONOMICA)

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La scelta della Borsa per accelerare il piano di sviluppo attraverso una crescita per linee interne e M&A e proseguire il percorso digitale, con uno sguardo anche al mondo del pet. Perché, come spiega Fabio de Concilio, fondatore e ceo di Farmacosmo, l'ecosistema nativo digitale, che offre oltre 65.000 prodotti di 4.000 brand specializzati in salute e benessere, le potenzialità offerte dal mercato italiano sono enormi: ad un tasso di penetrazione digitale decisamente più basso rispetto agli altri mercati europei corrispondono livelli di crescita a doppia cifra. L'obiettivo, racconta de Concilio a SustainEconomy.24, report de Il Sole 24 Ore Radiocor e Luiss Business School, è portare la farmacia del futuro (ma in genere l'ecosistema del benessere e della bellezza) nelle grandi città. E, forte di essere una società Esg compliant, con una impronta Esg: dal packaging ecosostenibile, alla logistica all'impegno per la riforestazione, all'ultimo miglio elettrico e alla riduzione di CO2.

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Poco meno di un mese fa il debutto in Borsa. Perché questa scelta e quali le prospettive?

«Farmacosmo è passata da circa 6 milioni di revenue a più di 60 milioni nel giro di 5 anni e si è affacciata al mercato pubblico senza debito, crescendo esclusivamente con le proprie forze. Siamo partiti in cinque soci, che avevano precedentemente condiviso un'esperienza di successo sempre nell'e-commerce, con prezzoforte.it, e abbiamo deciso di investire capitale e competenze; oggi abbiamo un organico di oltre 50 talenti e la capacità di generare mezzo milione di ordini all'anno, con numeri che rappresentano un'eccellenza assoluta del settore. Ma la dimensione che abbiamo raggiunto ci ha fatto interrogare sul futuro. Il mercato in cui operiamo, anche se in Italia è ancora poco affollato, ha visto aumentare il numero di player. E Farmacosmo necessitava di rafforzarsi. Noi siamo nativi digitali, abbiamo ebitda e revenue sempre positivi dalla nascita e abbiamo deciso, invece, di approcciare un investimento con un private equity, di intraprendere la strada più in salita, un'Ipo da che ha raccolto complessivamente 23 milioni di euro in questo particolare momento geopolitico. Perché? Abbiamo raccolto capitali per continuare a perseguire la strada digitale e tenerci fuori dall'arena competitiva della grande aggregazione delle farmacie. Ci siamo presentati al mercato spiegando agli investitori che le risorse dell'Ipo consentiranno di accelerare il raggiungimento dei nostri obiettivi strategici: il consulto telemedicale (che attiveremo a breve sulla nostra app, real time 24/7), delle camere virtuali con i farmacisti e stiamo aggregando una piccola rete di farmacie e parafarmacie per poter continuare a perseguire il mondo dell'omnicanalità con il nuovo modello meglio noto come Qcommerce (quick commerce). Vogliamo portare la farmacia del futuro nei centri storici. In questa fase ogni punto fisico rappresenterà un nuovo nodo della nostra rete logistica, che ci consentirà di evolvere la nostra offerta in Q-commerce, di ricevere sulla nostra piattaforma un ordine la mattina e consegnarlo nel 'same day'».

Il Covid ha spinto l'e-commerce e le abitudini sono cambiate. Cosa vi aspettate?

«Quello che è successo negli ultimi 2 anni ci ha dimostrato quanto la cultura italiana sta evolvendo verso il digitale. E le potenzialità offerte dal mercato domestico sono enormi. L'Italia ha un tasso di penetrazione nel pharma & beauty che è il più basso d'Europa. Noi siamo al 4% mentre il mercato più maturo è la Germania che sfiora il 20%, con un giro d'affari che va dai 500-700 milioni in Italia contro i 13 miliardi tedeschi. Ma, ad un tasso di penetrazione decisamente più basso rispetto agli altri mercati europei corrispondono livelli di crescita a doppia cifra. E con il mercato italiano che vale 22 miliardi siamo convinti che esista una prateria da percorrere, consapevoli di uno scenario fortemente competitivo in cui l'orientamento alla qualità del servizio si consolida come driver di preferenza del consumatore».

Cosa c'è nel futuro di Farmacosmo? Guardate a M&A?

«Stiamo guardando delle operazioni di M&A e, in quanto e-commerce del benessere, siamo anche titolari di un dominio, profumeriaonline.it, che sarà lanciato entro 3 mesi, con tutti i brand di lusso della profumeria che ci consentirà di ampliare ulteriormente la nostra offerta. E poi abbiamo un'attenzione particolare sul pet, che anche in questo caso intendiamo nella duplice accezione di benessere e tecnologia».

Siete una società Esg compliant. Quanto è importante? E in cosa si traduce il vostro impegno?

«E' una cultura che abbiamo profondamente dentro di noi. Giovanni De Stefano che è il nostro marketing manager si è fatto carico in questa fase intermedia di traghettare Farmacosmo verso un adeguato posizionamento Esg. Nel 2021 abbiamo approvato il bilancio di sostenibilità e ci siamo dedicati a quello che impattasse di più in relazione a quello che è il nostro lavoro: la logistica. Così abbiamo cercato di ottimizzare i nostri processi logistici rendendoli più efficienti soprattutto dal punto di vista dell'utilizzo della plastica: abbiamo un accordo con i nostri fornitori che ci portano delle ceste che sono tutte riutilizzabili. Utilizziamo un packaging che è totalmente eco sostenibile fatto per il 100% da carta riciclata per quanto riguarda i colli e il materiale di riempimento e ha un nastro in carta semi crespata tutto in gomma naturale fatto da resine idrocarburiche. Abbiamo poi una minimizzazione dei resi che, grazie anche ai software che abbiamo sviluppato, sono solo lo 0,05%. Da novembre, infine, abbiamo un accordo con Treedom per la realizzazione di quella che abbiamo definito ‘foresta Farmacosmo' dove ci impegniamo nei prossimi anni a piantare migliaia di alberi, con un impegno sia sociale che di riduzione di C02. Abbiamo, poi, un accordo con un primario operatore di shipping per la riduzione delle emissioni. Guardando infine a Farmacosmo il nostro ambiente di lavoro possono assicurare quindi non ci sono differenze di genere e la società ha istituito un bonus per i dipendenti per le nuove nascite.

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