Il report Farmindustria 2020

Bonomi: «Senza imprese del farmaco il mondo non avrebbe vinto»

Il valore della produzione nel 2020 è stato di oltre 34 miliardi

di Nicoletta Cottone

Recovery, Farmindustria: in farmaceutica 4,5 mld investimenti

4' di lettura

«La filiera del farmaco è uscita vincente dalla lotta contro la pandemia grazie a uno sforzo straordinario, visto che le vostre imprese sono quelle che più investono in innovazione puntando molto sui giovani. Senza le vostre imprese il mondo non avrebbe mai vinto la sfida al Covid», lo ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che ha consluso con il suo intervento l’Assemblea pubblica di Farmindustria a Roma. Il costo di produzione dei farmaci, ha ricordato, «è raddoppiato negli ultimi 20 anni e oggi ci vuole un miliardo per produrre un farmaco mentre ci vogliono 8 anni per ammortizzare gli investimenti nella ricerca su un nuovo medicinale». Tuttavia, ha precisato, «l’industria farmaceutica è l’unica a scontare il carico del ripiano dello sfondamento della spesa farmaceutica».

Pronti al contributo sull’attuazione del Pnrr

«A ricerca e filiera del farmaco la missione 6 del Piano nazionale di ripresa e resilienza destina 8,6 miliardi: se l’obiettivo è quello dichiarato di una guida verso un modello Long Life Care, un confronto con i privati è necessario e noi abbiamo proposte su ciascun capitolo», ha detto il presidente di Confindustria Bonomi. «Ma il decollo del settore Life Science - ha aggiunto Bonomi - dipende da come sarà organizzata la regia dell’attuazione del Pnrr e da come saranno scritte le gare necessarie a mobilitare tutti i soggetti interessati. Alla proposta di un Patto per l’Italia lanciata dal ministro della Salute Speranza diciamo che noi da tempo siamo pronti, perché siamo convinti che con il nostro apporto si promuova la transizione alla sostenibilità sociale e sanitaria. In ogni attività è la passione a risolvere le difficoltà e noi di passione ne abbiamo veramente tanta».

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Valore della produzione 2020 a 34 miliardi di euro

Più di 34 miliardi di euro. È questo il valore della produzione nel 2020 dell'industria farmaceutica in Italia, che emerge dal report presentato all’assemblea di Farmindustria. L’Italia, dunque, è ai primi posti nell'Unione Europea, con Francia e Germania. «Un podio - sottolinea il report - ai vertici della Ue raggiunto - anche quest'anno - grazie alla capacità delle aziende di coniugare alti livelli qualitativi, innovazione, produzione di valore aggiunto e di attrarre rilevanti investimenti nazionali ed esteri. La crescita della produzione è interamente legata all'export, +74% tra il 2015 e il 2020, e all'aumento dei valori medi dei farmaci esportati (+50%). Mentre il mercato interno è compresso e in calo nel 2020.

Il mondo investirà 1.500 miliardi dollari entro il 2026

«Sono 1.500 i miliardi di dollari pronti a essere investiti in ricerca nel mondo dal 2020 al 2026. Il valore di quasi 7 Pnrr. Credo che si debba avvertire tutta la responsabilità di attirarli il più possibile nel nostro Paese», ha detto Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, durante il discorso in occasione dell’Assemblea pubblica dell’associazione in corso a Roma. «L'Italia può farcela - ha detto - perché è un giacimento di risorse ed eccellenze nelle Life Sciences con realtà industriali poco note o addirittura sconosciute talvolta anche agli addetti ai lavori. Non dimentichiamo che siamo coinvolti nelle fasi produttive di diversi vaccini anti-Covid. Abbiamo progetti di eccellenza per gli anticorpi monoclonali da imprese italiane, multinazionali e in partnership tra loro».

Italia sede di ricerca e produzione

Scaccabarozzi ha ricordato che il Paese «fa parte della rete internazionale di produzione di antivirali ed è all'avanguardia nelle pubblicazioni biomediche, nei test rapidi e negli studi clinici. Ed è anche sede di ricerca e produzione, con veri e propri centri di eccellenza globali per molte patologie: oncologia, antibiotici di nuova generazione, plasmaderivati, prodotti coperti da brevetto che hanno consentito di riportare in Italia tutta la filiera, immunoterapie, farmaci orfani, tecnologie mRna, insulina e antidiabetici innovativi, prodotti iniettivi e sterili, farmaci innovativi contro lo scompenso cardiaco o antiepatite, vaccini non covid resi più efficaci dagli adiuvanti, farmaci in asepsi, principi attivi innovativi».

Investiti 3 miliardi di euro in Italia

Imprese del farmaco che nel 2020 hanno investito nel Paese 3 miliardi di euro: 1,6 in R&S (+14% dal 2015 al 2020) e 1,4 in produzione. Che stanno assumendo sempre più giovani, +16% negli ultimi 5 anni, e che hanno una spiccata componente femminile (43% del totale, 52% nella sola R&S). Senza dimenticare i molti investimenti in tecnologie digitali e l'attenzione crescente alla sostenibilità ambientale.


Scaccabarozzi: «Non c’è economia senza salute, non c’è futuro senza salute»

«La pandemia ha confermato in maniera evidente quanto sia importante la salute, per le singole persone, per la comunità e per l'intero sistema. Non c'è economia senza salute e non c'è futuro senza salute. Ecco perché deve rappresentare un investimento, non un costo», sottolinea Massimo Scaccabarozzi, presidente Farmindustria, nel corso dell'Assemblea pubblica a Roma, presso l'Auditorium della Conciliazione.«Le aziende farmaceutiche – continua – hanno dato il proprio contributo. Sono pronte a investire in Italia 4,6 miliardi aggiuntivi in tre anni, in produzione e ricerca, con progetti facilmente cantierabili che potrebbero portare 8.000 nuovi posti di lavoro solo nelle nostre imprese».

Undici miliardi di dosi di vaccino prodotte

«A fine 2021 saranno 11 miliardi le dosi di vaccino Covid prodotte. Una cifra impensabile per una malattia sconosciuta fino a poco più di un anno fa, che oggi rappresenta invece un traguardo realistico», dice il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. «In questi mesi abbiamo assistito a un importante balzo in avanti nella velocizzazione dell’iter di approvazione con la rolling review, ora si tratta di guardare a questa esperienza anche in chiave di semplificazione italiana e, per quanto riguarda la disponibilità di vaccini, di aumentare la condivisione delle dosi e di portarle in tutto il mondo».


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