Food

Farmo al nuovo record grazie alla corsa globale degli alimenti gluten free

di Luca Orlando

Ricavi. Nell'anno del Covid ricavi a 20 milioni, +34% rispetto all'anno precedente

3' di lettura

«Abbiamo investito anche nel 2020, oltre 700mila euro. E continueremo a farlo anche ora».

Visti i tempi, scelta non proprio comune quella di Remo Giai. Giustificata però ampiamente dai risultati, che vedono l’azienda da lui presieduta, Farmo, raggiungere proprio nell’anno più duro dal dopoguerra per l’Italia il nuovo record di ricavi, 20 milioni di euro, un progresso del 34% rispetto all’anno precedente.

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Merito del successo globale dei prodotti alimentari senza glutine, core business dell’azienda di Casorezzo che spinge la crescita sia qui in Italia che negli Usa, a Chicago, dove è localizzata l’altra sede di Farmo, in grado di sviluppare lo scorso anno ricavi pari a 12 milioni di dollari.

«L’adeguamento produttivo in realtà viene da lontano - spiega Giai - e se vogliamo quello che abbiamo realizzato lo scorso anno rappresenta solo la coda di un piano di investimenti da quasi venti milioni avviato nel 2010».

Anno di svolta per l’azienda, nata nel 2000 per operare nel settore alimentare ma che proprio nel 2010 decide di concentrarsi completamente su un settore all’epoca ancora poco esplorato e poco conosciuto, soprattutto in Italia. Scommessa vincente, perché da allora la domanda dei prodotti senza glutine è aumentata di anno in anno,”costringendo” Farmo ad ampliare progressivamente la propria capacità produttiva, così come il range di prodotti realizzati.

L’anno 2010 rappresenta dunque la svolta strategica, grazie alla realizzazione del primo sito produttivo, a Casorezzo (Milano); stabilimento dedicato alla produzione dei Prodotti da Forno e Mix di Farine speciali Gluten Free.

Ha così inizio la fase di espansione dell’attività industriale con l’affermazione del marchio Farmo e lo sviluppo del Private Label. Concentrata inizialmente sul mercato Italiano, l’attività si estende poi al business internazionale. Oggi il 50% delle vendite è negli Usa, il 40% in Europa, il restante 10% nei mercati del Far East.

«Il mercato dei prodotti senza glutine - spiega Giai - è decisamente in forte crescita: pensi che nel 2010, quando ci siamo dedicati a tempo pieno a questa attività, il nostro fatturato era pari ad appena tre milioni di euro. Nel 2010 abbiamo costruito il nostro primo stabilimento, a cui è seguito il secondo nel 2015 destinato alla pasta, il terzo due anni dopo, dedicato ai prodotti da forno».

In Italia Farmo occupa 80 addetti, organico destinato a crescere, con un target di 20 persone in più entro il 2022. Ampliamento che va di pari passo con gli investimenti in processi evoluti.

«Investire in tecnologie produttive nel nostro settore è fondamentale - spiega Giai - perché se io inserissi una farina senza glutine in un impianto tradizionale otterrei polenta, non pasta. Ecco perché noi ci siamo focalizzati in modo evidente sul processo, considerandolo l’elemento chiave per il successo della strategia».

L’azienda ogni anno investe in ricerca e sviluppo il 6% del proprio fatturato ma a giocare un ruolo non marginale nel disegnare la strategia è anche l’attività di formazione.

Una volta al mese, presso la sede di Casorezzo, viene proposta la Farmo Gluten Free Academy, corso di cucina professionale senza glutine della durata di un giorno durante il quale i tecnici Farmo illustrano ad addetti ai laboratori, panificatori e professionisti del settore le applicazioni dei mix senza glutine Farmo. Percorso di confront0 che in realtà funziona a due vie, utilizzato anche per raccogliere richieste, esperienze ed esigenze specifiche da parte del mercato.

Il piano di investimenti dell’azienda non è ancora terminato e prevede nell’anno in corso un nuovo impianto di miscelazione di materie prime in Italia (500mila euro), mentre negli Stati Uniti verrà impegnato un altro milione di euro. Investimenti che entro il 2022 arriveranno a cinque milioni di euro, legati anche alla realizzazione di un nuovo polo logistico.

Spinta corroborata anche dai primi dati del 2021, che sono in linea con gli obiettivi di budget, traguardati per l’Italia su 23 milioni di euro di fatturato, un progresso superiore al 10% rispetto a quanto realizzato lo scorso anno.

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