fase 2: regioni versus governo

Fase 2, in Calabria coro di no alla riapertura di bar e ristoranti. Parte la diffida del governo dopo l’ordinanza regionale

Il provvedimento regionale consente da subito la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo dotate di tavoli all’aperto, nel rispetto delle misure minime anti-contagio.

di Donata Marrazzo

Fase 2, Conte in aula parla senza mascherina, bagarre alla Camera

Il provvedimento regionale consente da subito la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo dotate di tavoli all’aperto, nel rispetto delle misure minime anti-contagio.


4' di lettura

«Il ministro Boccia dice di diffidarmi ma io non ritiro la mia ordinanza». così il presidente della Regione Calabria Jole Santelli nel corso della trasmissione “Diritto e rovescio” su Retequattro. «I ristoranti - ha aggiunto Santelli - non li ho aperti io ma il Governo prevedendo la possibilità dell'asporto e l'apertura delle cucine. Se vuole ho aggiunto la possibilità di qualche tavolo fuori che non mi sembra uno scandalo. Ho interpretato estensivamente il provvedimento del Governo? Forse».

In precedenza il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia aveva annunciato ai microfoni del Tg1: «Mi dispiace, ma tra pochi minuti partirà la diffida per l'ordinanza» della Regione Calabria, «se non dovesse essere ritirata l'ordinanza sarà impugnata».
«La fuga in avanti della Calabria non aiuta nessuno e mette a rischio la salute dei calabresi» ha aggiunto. La Regione Calabria ha anticipato la riapertura ma tanti comuni sono restati chiusi. Molti sindaci hanno reagito comunicando sui social che non si sarebbero allineati all’ordinanza emanata dalla governatrice Santelli alle ore 22 di mercoledì 29 aprile: il provvedimento consente da subito la ripresa delle attività di bar, pasticcerie, ristoranti, pizzerie, agriturismo dotate di tavoli all’aperto, nel rispetto delle misure minime anti-contagio. Di fatto, una rivolta contro la fase 2 post coronavirus che precorre i tempi fissati dal governo.

Tutte le ordinanze nulle
Città e borghi, dove con fatica sono stati contenuti i contagi, hanno scelto la prudenza, attenendosi alle disposizioni dell’ultimo decreto del governo. Non sono ammesse, aveva già chiarito nella sua informativa al Senato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, iniziative autonome e improvvide di singoli enti locali, ribadendo che tutte le ordinanze regionali meno restrittive sono illegittime.

Un coro di no contro la riapertura della Regione
Da Reggio Calabria a Corigliano-Rossano è stato un coro di no. E anche qualche cosa di più: «Si tratta di un’ordinanza illegittima. La Calabria è passata dal modello “tutto chiuso” al modello “tutto aperto”, prima del tempo», ha commentato il sindaco di Polistena, Michele Tripodi. La sua dichiarazione fa riferimento alla dura posizione assunta dalla governatrice sul rientro dei giovani fuorisede bloccati al Nord per il lockdown, per i quali invece il premier Conte ha dato il via libera. Anche per questo la decisione di riaprire è parsa a molti irresponsabile e incongruente. Santelli ha alzato la posta: «Firmerò una ordinanza in cui vieterò di rientrare a chi proviene da altre Regioni». Ma Tripodi ha avvertito: «Ricordo ai cittadini, a scanso di equivoci, che a Polistena si applicano le regole in vigore sino al 4 maggio e rinvenibili dai Dpcm del governo e dalle ordinanze sindacali».

Lamezia contro l’ordinanza
L’ordinanza firmata da Jole Santelli - che prevede tra l’altro la ripartenza di mercati all’aperto e ambulanti e autorizza spostamenti in altro comune per lo svolgimento di sport individuali e per raggiungere le imbarcazioni di proprietà - non vale neanche a Lamezia Terme: il sindaco Paolo Mascaro ha dichiarato che « non è ora il momento di operare strappi laceranti rispetto alle indicazioni date dalla comunità scientifica. Il ritorno alla auspicata normalità dovrà avvenire gradualmente. Pertanto, il Comune bloccherà da subito l’applicazione del provvedimento della Regione Calabria».

Reggio Calabria sospende l’ordinanza regionale
Giuseppe Falcomatà, sindaco di Reggio Calabria, ha tagliato corto sulla questione: «La città rispetta le misure del Dcpm Conte». «Quando il vicesindaco mi ha riferito dell’ordinanza - ha aggiunto - pensavo avesse voglia di scherzare. Anche il Prefetto non sapeva nulla». In un video su Facebook, il sindaco ha annunciato la sospensione dell’ordinanza regionale.

I sindaci che si attengono al lockdown
Nel catanzarese sono quasi una trentina i primi cittadini che si sono opposti all’accelerazione della Fase 2 decisa dal governo regionale. È contro perfino Sergio Abramo, sindaco di Catanzaro (come la Santelli di Forza Italia), che ha lasciato tutto com’è fino al 4 maggio. «Stiamo discutendo sui provvedimenti da adottare successivamente».

Stasi: «Ritorno ponderato alla normalità»
«Questo non è il momento di fare confusione. Il ritorno alla quotidianità deve essere ponderato», ha spiegato Flavio Stasi che da un anno guida la città di Corigliano Rossano. «Non me ne vogliano gli operatori commerciali, ma in questa fase restano in vigore le regole del governo centrale. Nella valutazione degli interessi in campo è auspicabile attendere qualche giorno in più piuttosto che rischiare di chiudere per molto tempo dopo», ha affermato il sindaco di Castrovillari Mimmo Lo Polito.

Azioni concomitanti della politica regionale e nazionale
Ovunque si rafforza l’idea che la scelta della Regione, motivata come atto di fiducia nei riguardi dei calabresi, che «hanno dimostrato senso civico e rispetto delle regole» (così scrive la governatrice in un post) sia frutto di una strategia politica. La concomitanza tra la comunicazione del provvedimento regionale e l’occupazione del Parlamento da parte della Lega, in attesa «di risposte chiare, tempi certi anche a nome dei sindaci e degli amministratori locali sul ripristino di tutte le libertà», confermerebbe l’ipotesi. Unanime la condanna del Pd, compresa quella del vicepresidente del Consiglio regionale Nicola Irto: «C’è una schizofrenia delle scelte che genera paura e confusione».

Occhiuto: spazio pubblico gratuito per gli esercenti
L’ha presa bene invece il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto (Forza Italia), di cui Jole Santelli è stata vice nel governo della città. Così ha dichiarato che «ha fatto bene Jole a riaprire subito bar e ristoranti all’aperto, anche perché in Calabria non cambierebbe niente con un mese di chiusura in più. Si aggraverebbe solo di molto la situazione economica. Il Comune di Cosenza darà a tutti gli esercenti, in proporzione alle superfici esistenti, la possibilità di utilizzare gratuitamente ulteriore spazio pubblico per i prossimi mesi». Questa mattina, però, nel centro città, le saracinesche erano tutte abbassate, ad eccezione di due attività: un bar, all’inizio di Corso Mazzini, incerto sul da farsi, attendeva conferme da parte dei vigili. Un altro, sulla centrale via Riccardo Misasi, era organizzato in piena regola: lastre di plexiglas lungo il bancone e, all’esterno, scanner, dispenser per l’igienizzante e tavolini distanziati.

Per approfondire:
Fase 2, Conte: «Valutiamo riapertura nidi e materne. Illegittime azioni improvvide enti locali»
Dalla visita alla fidanzata alla casa al mare: 10 domande e risposte sulla fase 2

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti