approccio graduale

Fase 2, Conte: «Illegittime azioni improvvide enti locali. Valutiamo riapertura nidi e materne. Maxi-detrazioni per edilizia sostenibile»

L’allentamento del lockdown, con la ripresa delle attività produttive, vedrà 4,5 milioni di lavoratori tornare al lavoro

di Nicoletta Cottone

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L’allentamento del lockdown, con la ripresa delle attività produttive, vedrà 4,5 milioni di lavoratori tornare al lavoro


5' di lettura

La fase 2, quella di allentamento del lockdown imposto dall’emergenza coronavirus, con la ripresa delle attività produttive che vedrà 4,5 milioni di lavoratori tornare al lavoro, è protagonista alla Camera dell’informativa urgente del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sulla ripresa attività economiche.

Detrazioni quasi totali per l’edilizia sostenibile
Il premier nel corso del suo intervento ha detto che si conta su un «potenziamento di detrazioni fiscali a favore dell'edilizia e della sostenibilità. Stiamo studiando un meccanismo articolato che consenta ai cittadini di beneficare di sconti pari al costo pressoché totale dei lavori su lavori anti-sismici e di efficientamento energetico».

Siamo ancora dentro la pandemia
«Lo dico in maniera chiara, a costo di apparire impopolare. Il governo non può assicurare in modo immediato il ritorno alla normalità», ha precisato Conte.«Il 4 maggio - ha detto il premier - è il primo passo fondamentale e necessario affinché tutto il Paese possa incamminarsi sulla strada di una conquista di una vita serena: questa fase sarà di convivenza con il virus e non di liberazione dal virus. Siamo ancora dentro la pandemia, non ne siamo usciti». In base ai dati, si procederà «a un ulteriore allentamento delle misure contenitive». «Se nei prossimi giorni la curva dei contagi non dovesse crescere allenteremo ulteriormente le misure assicurando l'apertura in sicurezza del commercio al dettaglio, della ristorazione, dei servizi alla persona».

Si valuta la riapertura di nidi e materne
Conte ha parlato dei bambini, di cui altri premier avevano parlato nei loro discorsi. Molte famiglie sono in difficoltà proprio perché riaprono i posti di lavoro, ma restano chiuse le strutture che accolgono i bambini. «Condivido l’urgenza di ripensare gli spazi educativi in forma dilatata anche con l’utilizzo, dove possibile, degli spazi di prossimità. Occorrerà valutare l’apertura in via sperimentale di asili nido, scuole dell’infanzia, centri estivi e attività dedicate ai nostri bambini», ha detto Conte alla Camera ricordando che va tutelato «il diritto al gioco e all’attività motoria dei minori». La situazione di emergenza inoltre rischia di «amplificare le disuguaglianze sociali», perché «per molti bambini pasto della mensa scolastica è il più completo della giornata. Molti non hanno la possibilità di seguire la didattica a distanza e per alcuni le mura domestiche, che sono luogo di amore e di conforto, possono invece peggiorare situazioni a rischio».

Iniziative improvvide enti locali illegittime
«Non ci sarà un piano rimesso a iniziative improvvide di singoli enti locali ma basato su rilevazioni scientifiche. Iniziative che comportino misure meno restrittive non sono possibili, perché in contrasto con le norme nazionali, quindi sono da considerarsi a tutti gli effetti illegittime».

Imperativo ora è decidere su basi scientifiche
Conte ha sottolineato che il governo «ha adottato da subito un indirizzo di merito e di metodo che prevede un costante confronto con il Cts», il comitato tecnico scientifico, in modo da seguire «un principio di conoscenza scientifica nelle sue decisioni». Il premier ha detto che «è imperativo categorico per un governo che deve proteggere la vita dei cittadini porre a fondamento delle proprie decisioni non già la libere opinioni che si susseguono ma le raccomandazioni di qualificati esponenti del mondo scientifico». Conte ha detto che quello messo in campo «è un modo per far ripartire al meglio la nostra economia senza battute di arresto in futuro. Un approccio non graduale e incauto porterebbe ad una recrudescenza del contagio», ha detto Conte.

Allo studio ingresso temporaneo Cdp in imprese medio grandi
«Per le imprese medio grandi è allo studio un intervento significativo da parte di Cdp, con un ingresso anche temporaneo nel capitale a fronte dell'indebitamento», ha detto Conte nell'informativa urgente. Mentre «per le pmi a di sopra di una certa soglia sono allo studio interventi ad assorbire parzialmente le perdite con capitale pubblico che possa trasformarsi in un sostegno a fondo perduto attraverso erogazioni di liquidità o agevolazioni fiscali». Per quest'ultimo intervento, ha detto, «complessivamente destineremo a questi interventi circa 15 miliardi». Il governo prevederà «ricorso a iter autorizzativi semplificati per un campione di opere, è un’ulteriore direttrice di azione che prenderemo già nei prossimi provvedimenti. Un grande ruolo può essere svolto dal'azione coordinate delle grandi aziende a partecipazione pubblica».

Riconoscimento alle province più colpite
«Daremo anche un riconoscimento per le province più colpite dal Covid-19», ha detto Conte nell'informativa alla Camera parlando delle
misure del prossimo decreto.

Per il sostegno al reddito 25 milioni
«Per il turismo, comparto particolarmente esposto, ci sarà sostegno alle imprese turistiche e alle famiglie sotto alcune soglie di reddito con un bonus da spendere nelle strutture ricettive del Paese», ha detto Conte. Il decreto legge sulle misure economiche «riprenderà tutti i provvedimenti del Cura Italia, li prolungherà e rafforzerà. Ci saranno 25 miliardi per le misure di sostegno al lavoro e sostegno al reddito come cassa integrazione, indennizzi per colf e badanti».

Danni irreversibili da atteggiamenti ondivaghi
«Non possiamo permettere - ha sottolineato Conte - che gli sforzi compiuti risultino vani per imprudenze compiute in questa fase così delicata. Qualsiasi atteggiamento ondivago, come passare dalla politica del «chiudiamo tutto» al «riapriamo tutto», rischierebbe di compromettere in maniera irreversibile questi sforzi».

La polemica sulle mascherine
L’informativa è iniziata con una polemica sull’uso delle mascherine in aula. «Se davanti c’è la distanza giusta si può parlare senza mascherina», ha precisato il presidente della Camera, Roberto Fico, di fronte alle proteste dell’aula perchè il premier non indossava la protezione. Fico ha ricordato la decisione dei capigruppo secondo i quali dai banchi del governo è rispettata la distanza di sicurezza e quindi si può non mettere la mascherina, a differenza di quanto deciso nel caso in cui si parli dai banchi dei deputati. La seduta è stata sospesa per alcuni minuti.

Test sierologici: 150mila a maggio
Nel mese di maggio si procederà a effettuare 150mila test sierologici, ha detto il premier, su un campione verrà selezionato dall'Istat. Dovremo essere pronti, ha detto, «a misure tempestive, anche restrittive in caso di nuova crescita» dei contagi. «Misure che potranno essere mirate su specifici territori».

Mai improvvisato, sempre bilanciato interessi e valori coinvolti
«Il governo ha sempre compreso la gravità del momento e proprio per questo non ha mai inteso procedere per via estemporanea, improvvisata: c'è stato accurato bilanciamento di tutti gli interessi e i valori coinvolti, buona parte dei quali di rango costituzionale», ha detto il premier.

Vivacità del dibattito rileva la forza della nostra democrazia

«Stiamo affrontando un'emergenza che non ha precedenza nella storia repubblica, siamo costretti a riconsiderare modelli di vita, a rimeditare i nostri valori, a ripensare il nostro modello di sviluppo. Sono giorni in cui è vivace il dibattito, anche critico, sulle decisioni assunte. La vivacità rileva la forza e la vitalità del nostro sistema democratico», ha detto il premier Giuseppe Conte.

Per approfondire
Dalla visita alla fidanzata alla casa al mare: 10 domande e risposte sulla fase 2

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