emergenza coronavirus

Fase 2, in Veneto ok a take away e ripartono i lavori pubblici

Chi ha un orto o una barca in darsena può uscire dal comune in cui risiede. La nuova ordinanza firmata dal governatore Luca Zaia in vigore il 24 aprile fino al 3 maggio

di Andrea Gagliardi

In Veneto 18 punti per ritornare al mare

3' di lettura

Il Veneto avvia i motori. In attesa del piano nazionale che detterà le regole per la ripartenza dal 4 maggio, il governatore Luca Zaia ha deciso di dare una lieve accelerata sulla riapertura delle attività economiche e allentare i vincoli su alcuni spazi commerciali. Lo ha fatto con un'ordinanza entrata in vigore il 24 aprile (fino al 3 maggio compreso), che a detta del presidente della Regione rientra nelle pieghe delle normative nazionali, «senza contrapposizioni». Una misura presa anche in virtù dei dati positivi che giungono sull'epidemia coronavirus in regione, dove scendono sotto quota 10 mila i positivi, e prosegue l'allentamento della pressione su ospedali e terapie intensive.

Cade il divieto di uscire dal Comune
Anche se Zaia sostiene che «per la riapertura vera e propria restiamo in attesa delle determinazioni del Governo», un cambio di passo c’è, perché l’ordinanza sfonda alcune limitazioni imposte fino a questo momento: il divieto di uscire dal comune di residenza, per esempio. «Chi ha un orto può uscire dal comune in cui risiede, chi ha una barca in darsena pure», ha detto Zaia.

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Via libera al cibo da asporto
L’elemento più evidente dell'ordinanza, la numero 42 del 2020, è il via libera alla vendita di cibo da asporto, la cosiddetta modalità “take away”, (attivata peraltro anche in altre regioni) su ordinazione online o telefonica. Oltre alla consegna a domicilio, dunque, il cliente potrà recarsi di persona al negozio, acquistare e portare a casa da mangiare. Ovviamente, il tutto con l'uso di mascherine, guanti o gel per le mani, e un cliente per volta. Non è permesso invece sostare per il consumo nelle vicinanze dell'esercizio commerciale. Tutto l'asporto e il take away funziona, comprese gelaterie e pasticcerie. Attivi anche i bar. «Ora possono fare asporto. I clienti vadano in loco, si prendano il panino o l'aperitivo e poi vadano a mangiare o a bere a casa. Ora i locali possono aprire le porte e ricevere i clienti», ha specificato Zaia.

Librerie senza obbligo di apertura per due giorni a settimana
Altro punto dell'ordinanza è la revoca dell'obbligo di apertura due giorni a settimana per abbigliamento bimbi, cartolerie e librerie. Viene revocato anche il distanziamento di due metri tra le persone, che torna a un metro su tutto il territorio regionale. Negli spazi pubblici o aperti al pubblico, confermato l’obbligo di utilizzare mascherina e guanti o garantendo l'igiene delle mani con idoneo prodotto igienizzante. Sono tolti i vincoli all'accesso ai cimiteri, sempre con obbligo di distanziamento tra le persone.

Ripartono i lavori pubblici
Per le opere pubbliche i lavori vengono ammessi non più in base ai codici Ateco delle aziende, ma per categorie (a condizione che l’appaltatore sia in possesso della qualificazione SOA). «Opere di pubblica utilità» ha specificato Zaia, in questi settori: strade, autostrade, ponti, viadotti, ferrovie, linee tranviarie, metropolitane, funicolari, e piste aeroportuali, e relative opere complementari; opere nel sottosuolo; dighe; acquedotti, gasdotti, oleodotti, opere di irrigazione e di evacuazione; opere marittime e lavori di dragaggio; opere fluviali, di difesa, di sistemazione idraulica e di bonifica; opere di ingegneria naturalistica.

Consentita l’attività edilizia sul patrimonio esistente
L’attività edilizia sul patrimonio esistente viene permessa secondo il regime della comunicazione e della comunicazione asseverata. «Ciò significa che saranno consentiti interventi sulle proprie proprietà. Non si tratta di tirare su una casa da zero ma altri lavori edilizi, quelli sono consentiti», ha evidenziato Zaia.

Sì alla cura dell'orto, anche se fuori dal comune di residenza
Consentita la coltivazione del terreno per uso agricolo per autoconsumo, anche in orti urbani e comunali, nel rispetto di distanziamento e delle norme igieniche. A prescindere da dove si trova l'orto. Non c'è limite comunale. E questa è la vera novità del giorno, perché la cura di un orto consente di aggirare il divieto di uscire dai confini comunali.

Via libera alla manutenzione delle imbarcazioni
Sì al taglio dei boschi anche per autoconsumo in presenza di una effettiva situazione di necessità. È consentita la vendita in fiorerie di prodotti florovivaistici, quali a titolo di esempio semi, piante, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti. Infine, vengono sbloccate le manutenzioni a bordo delle imbarcazioni da diporto, prove, collaudo e consegna e la sistemazione delle darsene. Anche in questo caso, va da sé, si può uscire dal proprio comune.

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