LA FINE DEL LOCKDOWN

Fase due, Crimi: commissariamento Lombardia è un’ipotesi. Fontana: «In atto un attacco a noi»

Scontro sulle Rsa. Il governatore della Lombardia: «Il Lazio ha adottato una delibera simile alla nostra». La replica: «Non mistifichi»

Coronavirus: la babele delle task force

Scontro sulle Rsa. Il governatore della Lombardia: «Il Lazio ha adottato una delibera simile alla nostra». La replica: «Non mistifichi»


4' di lettura

Ancora polemiche tra Governo e Regioni e tra regioni del Nord e regioni del Sud sulla fase due, ovvero la riapertura dopo la fine del lockdown, ad oggi prevista per il 3 maggio. Nella maggioranza il leader politico M5s Vito Crimi in un’intervista al Quotidiano nazionale delinea l’ipotesi di un commissariamento della Lombardia, per «le troppe cose che non hanno funzionato».

«Avrei pensato che ci sarebbe stato un po’ più di buon gusto, aspettare almeno fino alla fine della tempesta». Il presidente della Lombardia Attilio Fontana commenta così le richieste di commissariamento e le polemiche politiche. «È in atto un attacco contro di noi», osserva. «A 5Stelle e Pd non basta l'abbuffata di poltrone in corso nelle aziende di Stato: ora pensano addirittura di commissariare la Regione. Giù le mani dalla Lombardia!», rincara il presidente dei senatori leghisti Massimiliano Romeo.

Sull’altro filone, dopo la minaccia del presidente della Giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca (ma sulla stessa linea sono Calabria e Sicilia) di chiudere i confini della regione nel timore di una nuova ondata di contagi che potrebbe scaturire dalla riapertura delle attività produttive al Nord il presidente del Veneto commenta: «Se alcuni presidenti chiudono i confini regionali allora fanno loro l’autonomia, non è Nord contro Sud, è Sud contro Nord».

Il presidente della Lombardia Attilio Fontana confida di non credere nella riapertura di alcune regioni prima delle altre, in particolare prima della Lombardia, anche se su questo si rimette a quello che diranno i tecnici. «Le decisioni saranno prese tutti insieme sulla base delle valutazioni dei tecnici a tutela della salute ma - continua il governatore della Lombardia - non credo che si possa arrivare a quello perché l’Italia potrebbe rimanere zoppa». Intanto sulle Rsa va in scena uno scambio di accuse tra Lombardia e Lazio.

Intanto Conte prepara per mercoledì 22 una nuova riunione della cabina di regia che prepara il piano per l’avvio della Fase2 e lavora a proposte di allentamento per convivere con il virus nei prossimi mesi in sicurezza.

Rsa, Fontana attacca. Il Lazio: «Non mistifichi»

Nell’attesa, prevale lo scontro politico tra le Regioni. Fontana, al centro delle polemiche per i decessi avvenuti nelle Residenze sanitarie assistenziali per anziani, va al contrattacco e mette sotto la lente la Regione Lazio, gestita dal segretario del Pd Nicola Zingaretti. «Una delibera simile a quella della Lombardia sulle Rsa - dice a Radio Padania il governatore lombardo, leghista - «era stata presa dal Lazio. Ma al governatore del Lazio non è stato fatto alcun tipo di contestazione». Secondo Fontana, dunque, «si cerca di attaccare l’organizzazione lombarda. C’è un attacco nel confronto mio in quanto rappresentante di una certa parte politica. Si sta facendo quel fuoco incrociato - aggiunge - che è sempre stato fatto quando al governo c’era un rappresentante del centrodestra. Qui al governo c’è un rappresentante non del centrodestra, ma in Lombardia c’è un rappresentante del centrodestra». «Fontana non si permetta di mistificare - è la replica a stretto giro dell’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato - nel Lazio si sono create Rsa esclusivamente Covid per pazienti positivi che secondo le indicazioni cliniche non necessitano di ricovero ospedaliero. Lunedì ne apriremo una interamente pubblica a Genzano di Roma».

Conte: a giorni un piano più chiaro per la ripartenza

In un’intervista al Giornale il giorno dopo la cabina di regia tra Governo, Regioni, Comuni e Province il presidente del Cosiglio Giuseppe Conte ha delineato la strategia per la ripartenza: la riapertura dal 4 maggio, con una forte dose di smart working, e un primo parziale allentamento del lockdown. Nella cabina di regia anche i governi locali, e un piano con linee guida omogenee per tutte le Regioni. Conte spiega che si lavora a proposte di allentamento per convivere con il virus nei prossimi mesi in sicurezza: nei prossimi giorni un piano chiaro. Il Governo è al lavoro per implementare Covid hospital, assistenza territoriale e usare al meglio applicazioni tecnologiche e test per rendere efficiente prevenzione e controllo contagio.

Zingaretti, presto linee nazionali per dare certezza

«È importante che ora Governo e Regioni, con la comunità scientifica, lavorino insieme con un obiettivo comune: riaprire nei tempi giusti, in piena sicurezza. È possibile farlo, senza polemiche. Come deciso ieri (18 aprile, ndr) nella cabina di regia, ora occorrono presto le linee guida nazionali su “come” riaprire per permettere alle Regioni di dare a famiglie e imprese certezze su comportamenti e provvedimenti da adottare. Un altro passo avanti da fare insieme come sistema Paese per organizzare la rinascita». Lo scrive su Fb Nicola Zingaretti.

Toti: chiesto margine autonomia per Regioni in fase 2

Al Governo «abbiamo chiesto di avere alcune peculiarità regionali riconosciute all’interno delle linee guida nazionali» per la fase 2, spiega il presidente Regione Liguria Giovanni Toti. «Abbiamo chiesto linee guida nazionali perché l’Italia è una, ma anche un margine di autonomia: è evidente che le esigenze sono diverse e non si può pensare di gestire in ugual modo dalle funivie della Valle d'Aosta ai vigneti di Pantelleria».

Ricciardi (Oms): presto per fase due

Gli scienziati frenano sull’ipotesi di riaprire. Walter Ricciardi, del comitato esecutivo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) e consulente del ministro della Salute, frena sull’ipotesi di riaprire. «È assolutamente troppo presto per iniziare la Fase 2 - dice in un intervento a Sky Tg24 -: i numeri, soprattutto in alcune Regioni, sono ancora pieni di una fase 1 che deve ancora finire. È assolutamente importante non affrettare e continuare». L’uscita non piace al segretario della Lega Matteo Salvini, che chiede all’esecutivo di mandarlo via.
«Litiga coi colleghi medici e coi governatori, insulta pubblicamente il presidente americano, diceva che le mascherine non servivano a niente... Cosa aspetta il governo a liberarsi di questo signore?», attacca Salvini.

Faro Copasir su app tracciamento “Immuni”

Per quando riguarda le applicazioni tecnologiche, il Copasir intende «approfondire la questione dell’App “Immuni” sia per gli aspetti di architettura societaria sia per quanto riguarda le forme scelte dal Commissario Arcuri per l’affidamento e la conseguente gestione dell’applicazione, non escludendo l’audizione dello stesso Arcuri ritenendo che si tratti di materia afferente alla sicurezza nazionale». Lo fa sapere il presidente del Comitato, Raffaele Volpi. Il comitato annuncia anche audizioni sul sistema bancario-assicurativo, puntando a verificare se si intravedano azioni internazionali per il controllo proprietario di Borsa Italiana.

Per approfondire:

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