L’EMERGENZA CORONAVIRUS 

Fase due: ipotesi riapertura dal 27 aprile per automotive, moda e cantieri

La task force guidata da Vittorio Colao sta lavorando alla suddivisione delle attività produttive a seconda del rischio contagio. Allo studio anche la riapertura di parchi, bar e ristoranti dal 4 maggio

Coronavirus, Fontana: garanzia salute presupposto per riapertura

La task force guidata da Vittorio Colao sta lavorando alla suddivisione delle attività produttive a seconda del rischio contagio. Allo studio anche la riapertura di parchi, bar e ristoranti dal 4 maggio


5' di lettura

Mentre Lombardia e Veneto premono per riaprire dopo il 4 maggio, ovvero il giorno dopo la scadenza prevista dal decreto del presidente del Consiglio del 10 aprile, qualche spiraglio si potrebbe delineare più a stretto giro per l’allentamento del lockdown. Aziende della moda, mobilifici, automotive, cantieri edili sono i quattro comparti produttivi di cui si starebbe valutando la riapertura forse a partire dal 27 aprile, anche considerato che rientrerebbero tra quelle classificate dall'Inail come a basso rischio. Ma una valutazione sarebbe ancora in corso e sul tema dovrebbe esserci a breve, forse già nel weekend, un nuovo confronto con le parti sociali.

Palazzo Chigi: su aperture nessuna ipotesi definitiva
Non a caso fonti di Palazzo Chigi frenano, parlando di possibili ipotesi che sono ancora allo studio e quindi non possono essere in alcun modo
considerate definitive. E precisando che le decisioni sull'allentamento del lockdown saranno comunicate dopo la conclusione dei lavori della task
force sulla fase due.

Fase 2 per macroaree, verifica in 15 giorni
Gli esperti che dovranno fornire al governo gli indirizzi generali per la fine del lockdown starebbero comunque anche lavorando all’ipotesi di riaperture differenziate per macroaree a seconda della diffusione del contagio, con un monitoraggio dopo 15 giorni per verificare la tenuta del
contenimento e, in caso contrario, procedere a nuove chiusure. Stando a questa ipotesi, l'Italia verrebbe sostanzialmente suddivisa in 3 macroaree
(nord, centro e sud) in base alla diffusione del contagio.

A studio riapertura parchi, bar e ristoranti dal 4 maggio
Il 4 maggio potrebbero riaprire, seppur con tutta una serie di limitazioni e divieti, anche bar, ristoranti e parchi. L'ipotesi è sul tavolo degli esperti che dovranno fornire al governo le linee guida per la riapertura del paese. Si tratta di una valutazione in corso, fermo restando che le scelte spetteranno
al governo anche sulla base dei dati epidemiologici che si registreranno nelle prossime settimane.

Zaia: lockdown per noi non esiste più
Intanto il Veneto preme. «Il trend positivo sui positivi ci fa preparare bene alla ripartenza - ha chiarito il presidente delal regione Luca Zaia - : il lockdown non esiste più. Stiamo lavorando alacremente per presentare un progetto di messa in sicurezza per la ripartenza».

La griglia allo studio della task force
In queste ore la task force guidata da Vittorio Colao sta lavorando alla suddivisione delle attività produttive a seconda del rischio contagio, associando a ciascun codice Ateco una “classe di rischio integrato”. Uno schema della tabella, che associa ad ogni codice di attività produttiva un rischio basso, medio o alto ricordando se la stessa attività è stata sospesa o meno a causa dell’emergenza Covid, circola in queste ore nella maggioranza e potrebbe essere una delle basi su cui il governo potrebbe lavorare nei prossimi giorni. Il comitato è al lavoro sulle proposte per la ripartenza della “fase 2”.

La ponderazione del rischio
La tabella, per ogni attività produttiva, assegna una classe di aggregazione sociale - in ordine numerico crescente - e una classe di rischio integrato. Si va ad esempio dalle industrie alimentari, che prevedono una classe di aggregazione sociale pari a 1 e un codice di rischio integrato basso, al settore del trasporto aereo, con un’aggregazione sociale pari a 3 e un codice di rischio integrato alto. Tra le attività con rischio alto, nello schema di lavoro che è ancora ad fase transitoria, c’è quella dell’assistenza sanitaria e quella dell’assistenza sociale non residenziale. Rischio “medio-alto” per attività riguardanti lotterie, giochi e scommesse mentre per le attività di ristorazione, secondo la tabella, il rischio sarebbe “medio-basso”. Non sempre ad un tasso di aggregazione sociale alto corrisponde un rischio contagio elevato. Le attività sportive, di intrattenimento o di divertimento presentano una classe di aggregazione sociale pari a 4 (il massimo previsto) ma una classe di rischio integrato “medio-basso”. Nel complesso, il Governo si muove con gradualità, anche in linea con la posizione espressa dall’Iss, che ha frenato sull’ipotesi, delineata da Lombardia, Veneto e Piemonte di riaprire dal 4 maggio.

Lombardia punta a via libera cantieri
La Regione Lombardia sta lavorando al via libera per i cantieri pubblici e privati. Gli Stati Generali del Patto per lo Sviluppo (con più di 100 collegati in videoconferenza tra attività produttive, sindacati e università) stanno facendo emergere una generalizzata volontà di arrivare alla “nuova normalità”. Tra le altre cose, la Regione punta proprio alla riapertura delle attività edili per i lavori pubblici e privati. Ascolto e idee, viene spiegato, per riaprire con responsabilità e all’insegna delle 4D Distanza Diagnosi Dispositivi Digitalizzazione. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha spiegato che «nell’ipotesi in cui l’evoluzione del virus dovesse andare in senso positivo e ci fossero le condizioni, noi il 4 maggio dovremo essere pronti per la riapertura, purché non prescinda mai dalla sicurezza dei nostri cittadini e lavoratori». Fontana va avanti pur stando attento a non porre la strategia lombarda in contrapposizione a quella del governo e della Cabina di regia di cui egli stesso fa parte. Tanto da far sapere di aver già iniziato a discutere con il ministro Boccia «di quelle che possono essere le modalità di riapertura» di cui si parlerà sabato 18 o domenica 19 aprile quando ci sarà la cabina di regia per parlare della riapertura del Paese». Niente fuga in avanti dunque, ma solo un contributo alla discussione sulla riapertura frutto del lavoro del comitato dei Saggi insediato in Regione che include i rettori delle università lombarde.

La cabina di regia
Le regole che scatteranno in vista della riapertura delle attività produttive e per i cittadini che frequenteranno spazi pubblici saranno dunque al centro della cabina di regia attesa per domani, 18 aprile. Un criterio potrebbe essere quello che prende in considerazione le fasce di età. Tra le ipotesi c’è quella di spostamenti limitati per chi ha più di 70 anni, con una tutela particolare per chi ha più di una patologia, e per i giovani sotto i 18 anni (divieto di riunirsi in più di due o tre, così da scongiurare per quanto possibile la diffusione del contagio).

Medici sentinella nelle aziende
Dal punto di vista sanitario, il governo valuta l’ipotesi di ricorerre a “medici sentinella” che avranno il compito di assistere e monitorare chi lavora in aziende , ma anche in negozi. Sarà una persona diversa dal medico di base, che potrè fornire chiarimenti e segnalare i casi che registrano sintomi sospetti. Le grandi aziende hanno un medico che segue il personale; le altre dovranno adeguarsi.

Zampa: da maggio riaperture a più velocità
Secondo il sottosegretario alla Salute Sandra Zampa, le riaperture delle attività a partire da maggio «potranno essere a diverse “velocità” sul territorio, perchè ci sono situazioni territoriali più o meno favorevoli, ma non potranno avvenire in modo sparso o incontrollato e sarà necessaria una cabina di regia centrale».

Istat: con lockdown stop attività 2,1milioni di imprese
Secondo l'Istat, «le attività formalmente sospese riguardano 2,1 milioni di imprese (poco meno del 48 per cento del totale), che impiegano 7,1 milioni di addetti (di cui 4,8 milioni dipendenti)». L'ente statistico ha aggiornato i dati sugli effetti economici del lockdown, escludendo i settori come quelli del credito, della P,a e dell'agricoltura. «Tali imprese generano, sulla base dei dati riferiti al 2017, 1334 miliardi di euro di fatturato (il 41,4 per cento del livello complessivo) e 309 miliardi di valore aggiunto (il 39,5 per cento del totale)».

Via libera di Arcuri ad app per tracciamento contagi
Intanto è arrivato il via libera del commissario straordinario Arcuri alla app per il tracciamento, necessaria all’avvio della “fase 2” per superare l’emergenza coronavirus. Arcuri ha firmato l’ordinanza con la quale si dispone «di procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons Spa».

Per approfondire:
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