e-passerelle e non solo

Fashion week, a Milano debutta un format digitale a luglio

Webinar, eventi e un’area dedicata agli showroom: così la Cnmi punta a supportare le aziende. A Parigi format simile, ma calendario anticipato che scavalca Milano

di Marta Casadei

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Webinar, eventi e un’area dedicata agli showroom: così la Cnmi punta a supportare le aziende. A Parigi format simile, ma calendario anticipato che scavalca Milano


3' di lettura

Un appuntamento interamente digitale per promuovere le collezioni uomo p-e 2021 e le precollezioni per la primavera 2021. Lo ha appena annunciato la Camera nazionale della moda italiana, che ha deciso di fare un salto nel mondo virtuale per sostenere il settore in difficoltà: la prima Milano Digital Fashion Week - July Issue si terrà infatti dal 14 al 17 luglio per presentare le collezioni uomo primavera-estate 2021 e le precollezioni donna e uomo primavera-estate 2021.

Non è la prima manifestazione interamente digitale annunciata per ovviare alle cancellazioni delle settimane della moda tradizionale: Shanghai ha già fatto un esperimento a marzo; la London fashion week uomo ci proverà a giugno. Parigi ha annunciato un format simile, in calendario dal 9 al 14 luglio: date che “scavalcano” quelle milanesi e per la prima volta portano la fashion week parigina prima di quella di Milano. Che, peraltro, aveva già sperimentato una formula digitale a febbraio, quando aveva raggiunto 25milioni di utenti con lo streaming di “China we are with you”.

Capasa: «Così sosteniamo la ripresa del sistema»

«Lo sviluppo di una fashion week digitale è una risposta concreta al momento che stiamo vivendo, che ci da la possibilità di proseguire il percorso iniziato a febbraio con l’iniziativa “China, we are with you” - ha detto Carlo Capasa, presidente di Camera nazionale della moda, che in un primo tempo si era detto poco favorevole a una fashion week solo digitale
-. In questa situazione di difficoltà è fondamentale dare la possibilità
a tutte le aziende di presentare le collezioni durante la fashion week digitale di luglio. Il nostro obiettivo è sia quello di sostenere la ripartenza dell’intero sistema moda sia di raggiungere i media, i buyers e l'intera fashion comunity attraverso una moltitudine di contenuti,
studiati per tutti gli attori del sistema». Insomma: una pausa di visibilità troppo lunga (da febbraio a settembre) avrebbe danneggiato eccessivamente il settore.

Non solo sfilate: il format punta su webinar, eventi e showroom

In concreto, la Cnmi proporrà una piattaforma digitale in cui saranno
presentati contenuti fotografici e video, interviste e backstage dei momenti creativi in un calendario con slot dedicati ad ogni brand, con l’obiettivo di creare un palinsesto fruibile dagli operatori di settore, arricchito da webinar (previo accredito) di approfondimento su temi dedicati agli operatori, lectio magistralis live ed eventi.

Un’attenzione particolare verrà riservata ai giovani brand che la Cnmi aiuterà sostenendo la produzione dei contenuti digitali. Una sezione della piattaforma sarà interamente dedicata agli showroom, che già durante la Milan fashion week di febbraio avevano sperimentato nuove modalità “da remoto” per tenere i contatti con i compratori cinesi impossibilitati a muoversi: «È per noi un grande risultato unire per la prima volta, all'interno di questa iniziativa anche una sezione esclusivamente dedicata al supporto degli showroom e buyer», conclude Capasa.

Di necessità, insomma, si sta facendo virtù. Come in tanti altri ambiti: dalle campagne pubblicitarie ai lanci prodotto, il fashion system internazionale sta virando sempre di più verso il digital per continuare a lavorare nonostante le difficoltà legate all’epidemia.

Giorgio Armani conferma settembre e porta l’haute couture a Milano

La fashion week digitale di luglio non ha ancora un calendario preciso, ma, fanno sapere dalla Camera della moda, avrà luogo «fermo restando le sfilate fisiche di settembre». Intanto Giorgio Armani, uno dei pilastri della settimana della moda nel capoluogo lombardo, ha confermato che a settembre si terranno le sfilate uomo e donna «secondo modalità in via di definizione», mentre la sfiata Armani Privé - tradizionalmente in calendario a Parigi - non avrà stagionalità e verrà posticipata a gennaio 2021 e si terrà a Palazzo Orsini, a Milano.

Armani ha anche annunciato che «a partire da giugno 2020, lo stilista metterà a disposizione delle clienti i servizi della sua sartoria: un ampio repertorio di modelli, attuali e delle precedenti collezioni, saranno proposti e rivisti in base ai tessuti scelti e alle modifiche richieste. Gli abiti saranno presentati su appuntamento, come già avviene nel corso dell'anno in atelier».

Il Covid-19 ha aperto la crisi dei calendari tradizionali?

Il comunicato di Armani riporta a galla la discussione sulla “tenuta dei calendari tradizionali” che aveva preso piede in seguito all’annuncio che Saint Laurent non rispetterà le date precedentemente stabilite per i suoi show nel 2020, ma ha deciso di «prendere il controllo del suo ritmo e ridefinire il proprio calendario». E che aveva trovato in Zegna un’altra voce: l’azienda, infatti, ha annunciato una sfilata digitale. Per ora, però, nessun altro brand ha seguito il loro esempio.

Per approfondire:

Dalle sfilate virtuali alle adv scattate su Facetime: cosa resterà del boom digitale

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