fiere e sfilate

Fashion week alla prova coronavirus. A Lineapelle calano buyer e aziende

Mipel in controtendenza: nei primi due giorni la fiera della pelletteria ha messo a segno un incremento dei visitatori di oltre il 20% nonostante le assenze dalla Repubblica Popolare

di Giulia Crivelli e Marika Gervasio

default onloading pic

Mipel in controtendenza: nei primi due giorni la fiera della pelletteria ha messo a segno un incremento dei visitatori di oltre il 20% nonostante le assenze dalla Repubblica Popolare


3' di lettura

S’era capito fin dal 4 febbraio che le fiere e i grandi eventi – non solo quelle della moda – sarebbero stati il primo vero test degli effetti del coronavirus sugli spostamenti globali di persone e merci. In quella data Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, presentando la fashion week donna che entra oggi nel vivo a Milano, aveva spiegato che sarebbero mancati circa mille operatori cinesi. Capasa aveva colto l’occasione per annunciare l’iniziativa China we are with you, che, al di là delle parole, significative in sé, mira a usare la tecnologia per permettere a stilisti e buyer cinesi di esserci virtualmente. Su sfilate, presentazioni in showroom e progetti dedicati ai giovani (tra cui il Fashion Hub di Camera della moda, dedicato proprio ai talenti emergenti) si potrà fare un bilancio alla fine di Milano moda donna, il 25 febbraio. Per le fiere di settore e dedicate al pret-à-porter invece si possono già dare alcune indicazioni concrete. Il 19 febbraio si chiudono Micam (calzature) e Mipel (pelletteria) e si apre Lineapelle, mentre dal 20 al 23 febbraio si terranno Super, White e theOne.

L’allarme di Lineapelle

«Due volte all’anno ospitiamo circa 1.200 espositori da tutto il mondo, attirando oltre 40mila operatori dei settori calzatura, pelletteria, abbigliamento, arredamento, design e automotive da oltre 100 Paesi», ha spiegato Fulvia Bacchi, amministratore delegato di Lineapelle e direttore generale di Unic, l’associazione della filiera conciaria che rappresenta 1.200 aziende che danno lavoro a 17.500 persone, con un fatturato di 5 miliardi e un export del 76%. «Il 10% degli espositori sono cinesi e ovviamente in questa edizione mancano – ha aggiunto Fulvia Bacchi –. Ma la preoccupazione maggiore è per l’export verso la Cina, che è da molti anni il primo mercato delle pelli italiane». Lineapelle e Unic hanno confermato però ogni iniziativa collaterale, a partire dalla mostra “Questione di pelle”, che resterà allestita fino al 29 febbraio in via Brisa, nel centro storico di Milano. Resta, a maggior ragione, il focus sulla sostenibilità: oggi sarà presentato il 15° Bilancio sul tema, confermando quanto il settore conciario sia stato pioniere nel certificare l’impegno per l’ambiente.

Mipel ottimista

«La 117esima edizione di Mipel – commenta Franco Gabbrielli, presidente di Assopellettieri e Mipel – ha aperto i battenti registrando un incremento dell’afflusso di visitatori nei primi due giorni di manifestazione, +20% domenica, rispetto a febbraio 2019, e +26% lunedì, nonostante l’inevitabile assenza dei compratori cinesi». E aggiunge: «Il sostegno alle imprese dichiarato dal ministro degli Esteri Luigi di Maio, in visita il giorno dell’apertura insieme al presidente Ice Carlo Maria Ferro, sarà sostanzialmente pianificato ai primi di marzo quando, assieme agli operatori di settore, verrà deciso come spendere i 300 milioni del piano straordinario per il made in Italy a disposizione per il solo anno 2020».

A riguardo Danny D’Alessandro, direttore generale Aimpes Servizi e Assopellettieri precisa: «Abbiamo discusso con Di Maio in relazione al tema e ci ha assicurato grande attenzione alle manifestazioni fieristiche e al supporto alle aziende italiane in un momento di crisi determinato dall’insorgenza del coronavirus. Penso che tutto ciò che possa andare a vantaggio del nostro sistema e, in particolare, a sostegno dell’internazionalizzazione, e sia positivo per garantire uno sviluppo alla pelletteria e al Paese al contempo».

Le aspettative di Milano

Come sempre Milano si aspetta molto dalla settimana della moda, che si prolunga di fatto fino ai primi di marzo perché il 29 febbraio apre Mido, la grande fiera annuale dell’occhialeria. Il turismo, nel suo complesso, genera un indotto che coinvolge 23mila imprese e 160mila addetti dei settori ristorazione, alberghi, shopping, viaggi, prenotazioni, fotografia e traduzione. «La settimana della moda è un’occasione per apprezzare Milano anche come città d’arte, cultura e leisure. È un momento di forte richiamo che contribuisce in modo decisivo alla collocazione internazionale della città», ha spiegato Valeria Gerli, membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi. Auspicando tacitamente che il coronavirus non abbia effetti a medio e lungo termine su Milano.

Intanto in passerella

Oggi Milano moda donna entra nel vivo, con le sfilate di Gucci, Alberta Ferretti, N° 21, Jil Sander e Moncler, che ieri ha annunciato l’ennesima novità, una capsule con Rick Owens, ispirata a un viaggio fatto verso lo stato americano del Nevada. Capi a immagine e somiglianza dello stilista americano, il più “imbrigliabile” della sua generazione: a 58 anni è il ribelle anticonformista che è sempre stato. Un po’ come Moncler.

Per approfondire:

  • Il presente e il futuro della moda nello Speciale del Sole 24 Ore

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti