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Fassino: non mi rassegno a no Bersani.Veltroni: solo macerie se è regolamento conti

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(Ansa)


4' di lettura

Nascerà il 3 dicembre la lista alternativa al Pd con cui Mdp, Si e Possibile andranno al voto. Con la guida, auspicano da più parti, di un profilo come quello del presidente del Senato Pietro Grasso. Ieri Bersani ha annunciato che margini per trattare con Piero Fassino un'alleanza con il Pd non ce ne sono, e che «ci si vede dopo le elezioni». Ma l'ex sindaco di Torino dice di non rassegnarsi al «no» di Bersani e punta all'incontro con i delegati di Mdp, Si e Possibile previsto in settimana.

Veltroni: divisione è demone sinistra
Intanto, iIl ministro della Giustizia Andrea Orlando commenta le dichiarazioni di Bersani: se Mdp «vuol parlare dopo, sarebbe meglio cominciare a farlo adesso». E Veltroni avverte: «Se il problema è regolare i conti a sinistra resteranno le macerie», «la divisione è un demone della sinistra che porta a divisioni e al tanto peggio tanto meglio. Lo si ritiene ineluttabile ma penso sia un errore».

Fassino: candidatura premier sia condivisa
«Se il centrosinistra dovrà avanzare una candidatura, ovviamente, essendo un'alleanza, dovrà essere una candidatura condivisa» ha detto Fassino in un intervento a Radio 24 rispondendo alla domanda se la candidatura di Renzi fosse o meno sul tavolo della trattativa. E nega si tratti di una notizia, «per il semplice fatto che questa legge elettorale non prevede che nessuna coalizione annunci prima del voto chi sarà il premier». E se Renzi aveva invece annunciato la sua candidatura a premier, Fassino precisa che l'aveva fatto «in un quadro di legge elettorale diversa da quella di oggi».

Per Ulivo e Unione non fu più facile
«Non ci sono trucchi, c'è un'unica cosa da fare: ragionare, ragionare, ragionare - continua Fassino - e se si ragiona non c'è nessun motivo per cui non si possano trovare punti di sintesi e di unità per tutto il centro sinistra». Per chiarire il concetto, l'ex sindaco di Torino - e ambasciatore delegato dal Pd ai tavoli per la coalizione - ricorda la sua esperienza nell'Ulivo: «Voglio ricordare che sia quando abbiamo fatto l'Ulivo, nel '96, sia quando si è fatto l'alleanza dell' Unione, nel 2006, la si faceva tra partiti diversi e la complessità non era minore. E allora si arrivò ad un esito positivo perché tutti privilegiarono ciò che ci univa rispetto a ciò che ci divideva».

Assemblement con dentro lista Pisapia e Casini
«Ci sarà certamente una lista - ha detto poi Fassino - stiamo lavorando ad un assemblement di forze democratiche intorno a Pisapia che coinvolga sia Campo Progressista, che è il Movimento a cui ha dato vita Pisapia, sia altre forze come i Verdi, come i socialisti, come altre forze laiche». «C'è poi una convergenza con
la Bonino e i Radicali - ha aggiunto - e c'è da vedere se si sostanzia in una lista oppure in una partecipazione a un'altra lista. E sul fronte, diciamo, più centrista, più moderato c'è un'iniziativa in corso di Casini di costruire un assemblement delle forze moderate».

Pisapia: nulla scontato, serve svolta già ora
Dopo l'appello a «ripensarci» lanciato a Bersani e gli altri, Giuliano Pisapia ha sottolineato che «fare un programma condiviso è importante e fondamentale», «ma se guardo al dopo elezioni dico che bisogna prima vincerle le elezioni. E per vincere le elezioni bisogna dare un segnale immediato di discontinuità e di cambiamento, di una svolta sui temi fondamentali della sinistra». «Ho sempre detto - ha ribadito - che bisogna fare tutto il possibile per l'approvazione dello Ius soli e del biotestamento, una legge tanto aspettata dagli italiani». «Io ho proposto che se ci sarà da decidere un candidato premier, che verrà poi indicato dal Presidente della Repubblica in caso di vittoria delle elezioni, questo sia condiviso - ha aggiunto poi Pisapia - e che venga cancellato almeno in questo periodo il fatto che il segretario del PD sia anche il candidato premier».

Civati: da Possibile ok a lista unitaria, altro che divisioni
Ieri gli Stati generali di Possibile hanno approvato il regolamento per la lista unitaria e "alternativa", che inaugura il percorso verso l'assemblea del 3 dicembre. «Con la giornata di oggi - ha detto il segretario di Possibile, Pippo Civati, - viene clamorosamente smentito chi si augurava che andassimo tutti in ordine sparso. Al di là del racconto mediatico, che parla solo di divisioni e spaccature, nasce un percorso unitario molto ambizioso.

Bonino: nessun accordo con Renzi, siamo lontani
«Con il Pd siamo lontani sui temi della giustizia, sul tema migratorio, non ho preclusioni, ma non ho accordi. Se ne parliamo dopo il voto? Tutti ne parleranno dopo il voto». Così ha detto Emma Bonino in un'intervista. «Noi con il centrodestra? Questo mi sembra precluso» ha aggiunto Bonino, spiegando che «anche se sulla questione giustizia mi sento a disagio anche con il centrosinistra, molto spesso giustizialista». Alleanza con i 5 Stelle? «Condividendo che cosa? Lasciamo perdere» ha continuato. «Migranti? La nostra posizione è certamente lontana e diversa dall'attuale politica del governo, che mi sembra crudele e costosa, soprattutto per queste migliaia di poveracci che respingiamo, o che muoiono in mare o nei lager libici». Bonino ha poi annunciato: «Presenteremo giovedì il simbolo di Più Europa, una lista europeista. Per il resto, io comincio ad essere molto infastidita per la continua attribuzione di questa o quella alleanza. Noi abbiamo avuto un unico incontro reso pubblico, con Renzi e una sua delegazione».


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