SVOLTA VERDE

Fater Spa: a Pescara la prima azienda che ricicla pannolini

Il general manager Teodorani Fabbri: «Con la tecnologia FaterSmart si ricicla il 100% dei prodotti assorbenti usati. Siamo in attesa delle autorizzazioni di Provincia e Regione per avviare l’industrializzazione»

di Enza Moscaritolo


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Tecnologia innovativa. L’impianto Fater Smart consente idi riciclare i pannolini usati per trasformarli sia in nuovi prodotti assorbenti sia in oggetti di uso quotidiano

3' di lettura

«È la prima tecnologia al mondo che ricicla pannolini. Ed è nata in Abruzzo a Pescara». Il general manager della Fater, Giovanni Teodorani Fabbri, parla di FaterSmart (Smart è l’acronimo di Sustainable materials and recycling technologies) la business unit di Fater Spa, (joint venture tra Procter & Gamble e Gruppo Angelini con 837 miloni di euro di fatturato, 5 stabilimenti produttivi e 1.600 dipendenti, tra Italia e estero di cui 1.100 a Pescara) dedicata alla ricerca, sviluppo, industrializzazione di questa tecnologia innovativa che sarà presentata alla prossima fiera di Ecomondo a Rimini dal 5 all’8 novembre. È in grado di riciclare prodotti igienici per la persona usati, come pannolini per bambini, assorbenti igienici femminili e pannoloni per incontinenti, trasformandoli in materie prime seconde ad alto valore aggiunto. Un primato significativo se si pensa che si tratta di prodotti a elevato impatto ambientale (30 milioni di tonnellate all’anno vanno a finire in discarica o negli inceneritori e per decomporsi un pannolino ci impiega ben 500 anni).

«Con la tecnologia FaterSmart siamo in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati – spiega Teodorani Fabbri – per diventare sia nuovamente prodotti assorbenti sia oggetti di uso quotidiano, come appendiabiti e mollette, e arredi urbani». Attualmente in Italia è operativo solo un impianto nel trevigiano, grazie alla collaborazione con Contarina S.p.A., società che si occupa di gestione e di raccolta dei rifiuti che ha utilizzato questa tecnologia, sebbene non del tutto a pieno regime. «A luglio 2019 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto “End of waste” del ministero dell’Ambiente – aggiunge Teodorani Fabbri – che ha stabilito i criteri in base ai quali le materie prime seconde che derivano dal riciclo del pannolino possono smettere di essere “rifiuto” ed entrare sul mercato. È un’innovazione normativa unica al mondo, così come lo è la nostra tecnologia e grazie al decreto potremo avviare la fase di industrializzazione del nostro processo. Siamo in attesa delle autorizzazioni da parte di Provincia e Regione che mi auguro arrivino in tempi brevi».

In Olanda, ad Amsterdam, è in fase di realizzazione un secondo impianto che utilizzerà la tecnologia fornita da FaterSmart, e presto se ne avvierà un altro in India. E anche altri Paesi nell’Unione europea hanno espresso manifestazione di interesse. Del resto, i vantaggi sono sia sul piano economico ( «i ricavi derivati dalla vendita di materie prime seconde - spiega - giustificano sia i costi per operare in impianto sia l’investimento finanziario. Il nostro è un esempio concreto di economia circolare») sia sul piano ambientale, se si pensa che da 1 tonnellata di rifiuti separati, dopo stoccaggio, sterilizzazione, e separazione meccanica delle componenti, si producono 150 kg di cellulosa, 75 kg di plastica e altrettanti di polimero superassorbente, che possono essere utilizzati persino per realizzare i cavi sottomarini.

Attualmente FaterSmart conta una ventina di persone nella sede di Pescara, ma punta a crescere in vista della prossima fase di espansione industriale e di implementazione tecnologica. «FaterSmart ha creato e coordina il consorzio Embraced – conclude Teodorani Fabbri – un’iniziativa finanziata parzialmente dall’Unione europea che coinvolge 12 aziende di ben sette paesi diversi. L’obiettivo è sviluppare un modello integrato di bioraffineria, basato su un ulteriore miglioramento della frazione cellulosica dei prodotti assorbenti per la persona, per la produzione di polimeri e di biofertilizzanti a base biologica». FaterSmart è all’interno di Fater Spa, una delle “100 Innovation Stories: Abruzzo”, raccontate nel rapporto promosso da Symbola Fondazione per le Qualità Italiane e Fondazione Hubruzzo, e presentato a Pescara nei giorni scorsi. Analizzando il sistema produttivo abruzzese, ha messo in luce alcune eccellenze di questa terra che presenta «un’economia estremamente diversificata e una geografia produttiva di qualità aderente alla migliore tradizione del made in Italy», come ha sottolineato il presidente Realacci.

Quella del pannolino in provincia di Pescara, e dei prodotti igienici in carta e ovatta, è un esempio brillante della produttività della regione dei Parchi: una filiera completa che contempla la realizzazione dei macchinari, la produzione dei tessuti e il confezionamento, conta quasi 3mila dipendenti e un giro d’affari di circa 2,5 miliardi di euro.

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