INDUSTRIA

FattoreR: un unico sistema Romagna è più competitivo sui mercati globali

di Ilaria Vesentini

Porto di Ravenna

3' di lettura

Un sistema economico tra i più performanti a livello europeo, un’ottima educazione di base, un clima imprenditoriale positivo coniugato con un’alta sensibilità ambientale e una buona dotazione di infrastrutture fisiche e virtuali: sono i plus della Romagna emersi nero su bianco nell’analisi condotta da EY in occasione del secondo appuntamento di Fattore R, il Forum dell’economia del territorio organizzato dal leader globale della consulenza assieme a Cesena Fiera e Confindustria Romagna. Ma non tutto brilla. Le aziende romagnole – conferma l’indagine campionaria di EY e l’Osservatorio basato su oltre 200 indicatori e un confronto con le regioni manifatturiere italiane ed europee – soffrono della carenza di competenze tecniche e chiedono un sistema territoriale coeso che le supporti.

Il 55% degli intervistati da EY rileva infatti una carenza di figure specializzate e più di uno su quattro ritiene che, per migliorare l’attrattività dei talenti, occorra puntare su azioni di remunerazione e una migliore comunicazione di progetti e prospettive. Inoltre, seppure soddisfatti del processo di innovazione nelle proprie aziende, gli imprenditori romagnoli chiedono di migliorare la collaborazione con università e start-up e ritengono che le basi per sviluppare la competitività ci siano (sostenibilità economica, talento e imprenditorialità sono i tre pilastri) e che facendo sistema si consoliderebbero: il 30% delle imprese punta in particolare a R&S di nuovi prodotti e soluzioni, il 23% nell’innovazione dei processi e il 22% nell’adozione di tecnologie digitali.

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Analisi che trova conferma nei numeri appena diffusi dalla Camera di commercio della Romagna (che già include anche la provincia di Forlì-Cesena, a differenza del sistema confindustriale che per ora aggrega solo Rimini e Ravenna): il tasso di occupazione è salito al 65% (68,6% in regione, 58% nel Paese), quello di disoccupazione è sceso all’8,5% (6,5% sulla via Emilia, 11,2 in Italia) e le previsioni di assunzioni nonché gli ingressi in azienda da parte delle imprese delle tre province stanno aumentando. Parallelamente aumentano però anche le difficoltà di reperimento di figure cruciali, soprattutto nell’area tecnica-progettazione, ingegneri in primis.

«Lavoro, infrastrutture e innovazione sono le sfide più importanti che deve affrontare la Romagna, anche dal punto di vista sociale. Il nostro territorio è un mosaico di talenti non sempre coeso, un sistema imprenditoriale multiforme che a volte porta ad assenza di coesione», afferma il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi. Dello stesso avviso il primo cittadino di Forlì, Davide Drei: «Le istituzioni territoriali devono strutturarsi su un perimetro romagnolo – rimarca – e Fattore R rappresenta un’occasione di confronto tra sistema territoriale e istituzionale». «La Romagna può stare meglio, ma serve un’azione per passare dalla visione ai fatti di un’unica area coesa per le tre province», aggiunge Andrea Gnassi, sindaco di Rimini. E da Ravenna il primo cittadino Michele De Pascale gli fa eco: «Siamo una terra particolare, con molti campanili e molti aspetti in comune, come la laboriosità, vanno messi a sistema per essere competitivi su scala globale». Fare rete e sinergie è interesse di tutti, tira le somme il presidente di Confindustria Romagna, Paolo Maggioli, richiamando il ruolo di porto, fiere e aeroporti per il rafforzamento territoriale.

Territorio che non ha troppi gap da recuperare, peraltro, rispetto alle altre regioni manifatturiere europee e alla Lombardia, benchmark domestico di competitività, ricorda l’Osservatorio EY: la Romagna è tra le aree più performanti (indice complessivo 1,111 contro l’1,199 dell'area Lombardia/Milano), con una grande propulsione innovativa (1,124 contro l’1,165 dell'area Lombardia/Milano e sale a 1,386 per richieste brevettuali). Il valore aggiunto prodotto e distribuito è elevato (1,286, è a 1,745 dell'area Lombardia/Milano), nonostante la minor presenza di attività finanziarie internazionali. In tema di educazione di base, la Romagna è in linea con gli standard europei (1,003 contro l’1,007 dell'area Lombardia/Milano), inoltre ha una buona dotazione di infrastrutture di facile accessibilità (1,333 contro l’1,395 di Milano/Lombardia) con un’attenzione ad ambiente e diversità superiore alla Lombardia (0,951 contro 0,886) sebbene ancora non in linea con gli standard nordeuropei. Anche l’ecosistema di riferimento (università, private equity e venture capital, fondi di R&S, incubatori e acceleratori d’impresa) della Romagna ha un buon grado di maturità, ma non viene sfruttato in maniera sistematica e sembra mancare il disegno e la realizzazione di iniziative comuni e condivise.

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