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Fatturato dei big del vino: dopo un buon 2019, rischio Covid per il 2020

Cantine Riunite in vetta alla classifica con 624 milioni di ricavi, ma i fatturati 2019 sono una realtà lontana. Antinori, Santa Margherita e Frescobaldi sul podio premium

di Giambattista Marchetto

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La fascia premium è cresciuta del 20% in fatturato nel 2019 (AdobeStock)

Cantine Riunite in vetta alla classifica con 624 milioni di ricavi, ma i fatturati 2019 sono una realtà lontana. Antinori, Santa Margherita e Frescobaldi sul podio premium


3' di lettura

Il 2020 si è aperto con un carico di aspettative, sulla scia di un 2019 in crescita. L’avvento della pandemia da Covid-19 ha invece orientato l’anno in corso verso performance negative, ancora tutte da quantificare con da un lato la perdita di una quota di circa il 30% del giro d’affari legato a bar e ristoranti, dall’altro l’aumento di vendite nella Gdo (+6% di vendite a marzo secondo un’elaborazione Coldiretti su dati Ismea) e nell’e-commerce (che però rappresenta ancora una quota poco significativa).

E se nei mesi di blocco Confagricoltura e Istituto marchigiano di tutela vini indicano indicano ad esempio una flessione addirittura del 90% nelle vendite di vino in Toscana e Marche, mentre i Consorzi del Chianti e del Gavi un congelamento pressoché totale, è pur vero – anche se non basta a compensare – che denominazioni come Asolo Prosecco e Chiaretto di Bardolino si confermano in crescita (rispettivamente +10,4% e +21% nel primo trimestre 2020).

Letti dunque alla luce dell’incertezza attuale, i dati riferiti ai fatturati del 2019 elaborati dall’ufficio studi Pambianco sembrano esplorare un lontano passato, perché l'anno scorso è stato positivo, con il record storico dell'export italiano pari a 6,4 miliardi.

Cantine Riunite & Civ domina la fascia commerciale
Secondo l’analisi di Pambianco sui fatturati dei primi dieci gruppi del vino tricolore (dati di pre consuntivo), la crescita è stata del 2% per le realtà commerciali e del 5% in fascia premium.

Cantine Riunite & Civ si conferma in vetta alla classifica con 624 milioni di ricavi (8 in più del 2018), trainata dalla controllata Gruppo Italiano Vini (406 milioni contro i 388 dell'esercizio precedente). A seguire compare Caviro, altra realtà cooperativa, con un giro d’affari consolidato sostanzialmente stabile e di poco inferiore ai 330 milioni di euro. Terza in classifica generale (dunque prima nella graduatoria di fascia alta) si conferma Marchesi Antinori, che è riuscita a crescere di altri 16 milioni portandosi a quota 250.

In ambito commerciale, il gruppo veneto Botter è cresciuto di oltre 20 milioni di euro (da 195 a 217 milioni), superando in un colpo Zonin (quinto con 206 milioni) e Fratelli Martini (quarto a 210 milioni). Un altro balzo rilevante è quello di Enoitalia, che salendo da 182 a 199 milioni sorpassa i due big della cooperazione trentina, Cavit e Mezzacorona.

Le posizioni successive sono occupate dalla quotata Italian Wine Brands, cresciuta di 7 milioni, e dalla cooperativa trevigiana La Marca, specialista del prosecco, che chiude la graduatoria con 141 milioni.

Premium: Antinori, Santa Margherita e Frescobaldi sul podio
La top10dei produttori in ambito premium è priva di variazioni, anche se il trend non è omogeneo tra i player. I primi quattro della classe crescono con buona progressione: oltre ad Antinori, avanzano anche l’inseguitore Santa Margherita (da 177 a 189 milioni), Frescobaldi (da 115 a 126 milioni) e Lunelli con 107 milioni (+6%). Dal quinto posto ci sono invece realtà sostanzialmente stabili se non in lieve flessione.

Bollicine penalizzate dai prezzi:  in testa Fratelli Martini
«Nelle performance dei primi cinque gruppi italiani della spumantistica pesa il calo dei prezzi registrato a seguito dell’abbondante vendemmia 2018, commercializzata lo scorso anno», rileva l'analisi Pambianco.

Sommando i fatturati delle aziende nella top5, la crescita è minima: +1% sul 2018 (contro +7% e +13% dei due esercizi precedenti). In testa alla classifica si conferma la piemontese Fratelli Martini con 210 milioni, davanti alla coop trevigiana La Marca con 141 milioni e al gruppo trentino Ferrari/Lunelli che si porta a 107 milioni. A seguire c'è la veronese Contri, stabile con 96 milioni, e Villa Sandi che incalza a quota 95 milioni.

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