FISCO DIGITALE

Fatturazione elettronica, in sei mesi trasmessi quasi un miliardo di dati

Dai dati distribuiti dall'Agenzia delle Entrate emerge che con l’e-fattura i file elaborati sono stati oltre 918milioni da cui sono state memorizzate più di 916 milioni di fatture.

di M. Mobili e G. Parente


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3' di lettura

La fatturazione elettronica in sei mesi sfiora il miliardo di dati trasmessi al Fisco. Partita il 15 gennaio con il primo invio i dati transitati sulla piattaforma Sdi non arrivano a 37 milioni e lo scarto era del 5,54%. Sei mesi dopo, al 20 giugno, sono diventati 946 milioni con uno scarto del solo 2,9%. È quanto emerso dal tavolo istituito al Mef sulla fatturazione elettronica e i corrispettivi telematici avviato dal luglio 2018. Dai dati distribuiti dall'Agenzia delle Entrate emerge che con l’e-fattura i file elaborati sono stati oltre 918milioni da cui sono state memorizzate più di 916 milioni di fatture.

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Dai dati emerge anche che la tanto temuta fatturazione elettronica tra privati nei rapporti B2B ha interessato il 53,77% dei documenti trasmessi, il 44,7% i rapporti B2C e solo l’1,53% i rapporti B2G.Operazioni che in termini di importo totale, Iva inclusa, hanno smosso qualcosa come 16,14 miliardi di euro e visto impegnati oltre 3,3 milioni di soggetti. Dati che per Giovanni Currò e Raffaele Trano, al tavolo del Mef come rappresentanti del Movimento 5 Stelle e membri della Commissione Finanze della Camera, dimostrano come stia terminando rapidamente questa prima fase di rodaggio della fatturazione elettronica con il risultato di ridurre progressivamente una serie di «adempimenti burocratici che asfissiano le imprese», sottolinea Currò. E aggiunge: «il progressivo accoglimento da parte di Sogei dei richieste di sviluppo del software disponibile e gratuito ha portato ulteriori benefici. Sono in molti anche tar i soggetti di regola esonerati come i minimi e i forfettari a utilizzare ed emettere fattura grazie alla facilità di emissione e al calcolo automatico delle imposte di bollo».

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Le novità in arrivo
Al tavolo della fatturazione elettronica Sogei e Agenzia entrate hanno portato anche una serie di novità che saranno rilasciate a breve o entreranno prossimamente in una prima fase di collaudo. Nei prossimi giorni saranno rilasciati per la App sia la procedura per la numerazione automatica della fattura sia il blocco fattura con numero del documento duplicato. Lungo, invece, l’elenco degli interventi che saranno collaudati dal 27 giugno. Si parte con la fattura carburante che potrà transitare sul Portale web. C'è poi l’autofattura anche per chi emette documenti verso la Pa, si ampliano i documenti del trasporto (oggi sono limitati a tre) così come quelli dei dati Ordine e Acquisto (anche questi oggi limitati a soli tre blocchi). Più di forma gli altri tre interventi che vanno dalla gestione del logo su stampa Pdf all'adeguamento dei campi dedicati alle «info» e alle pagine di assistenza.

I sei mesi di e-fattura regione per regione
I dati “buoni” della fatturazione elettronica, ossia quelli ripuliti dagli scarti, sono dunque 916,3 milioni. Di questi 512 milioni arrivano da Lombardia (312 milioni) e dal Lazio (200 milioni), seguono distanziate l'Emilia Romagna con 61,3 milioni e il Veneto con 58,5 milioni di documenti trasmessi. Sono 87mila quelle arrivate da soggetti non residenti, mentre il Molise e la Valle D'Aosta chiudono la classifica regionale, rispettivamente con 1,3 milioni e 1,1 milione di e-fatture recapitate on line al Fisco.

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Le categorie più attive
Gli indirizzi telematici registrati sulla piattaforma del servizio di interscambio (Sdi) al 20 giugno sono oltre 4,1 milioni mentre il numero di servizi delegati è superiore agli 8 milioni contro i 3,3 milioni di soggetti cosiddetti “cedenti”. «Una criticità, quelle della deleghe che va superata» sottolinea ancora Currò. «Il collegamento tra le società di software e l'agenzia delle Entrate, rappresenta ancora uno dei punti deboli del sistema e-fattura e la bulimia di deleghe a seguito delle richieste del Garante – aggiunge il deputato Cinque Stelle - non facilita il lavoro dei professionisti». Da segnalare ancora che sta crescendo via via anche l'utilizzo del QR-Code: a richiederlo sono ormai quadi 2 milioni di partite Iva.

Chi invia più fatture
Ma chi invia più fatture? In termini assoluti 251 milioni di documenti arrivano dai 710mila soggetti registrati e che operano nel commercio all'ingrosso e al dettaglio e nella riparazione di autoveicoli e motocicli. Seguono i servizi di informazione e comunicazione con più di 154 milioni di e-fatture trasmesse in sei mesi . Al secondo posto come numero di cedenti (479.784) i professionisti sia per attività scientifiche sia per quelle tecniche, si presentano alla fine del primo semestre hanno chiuso il primo semestre 2019 con poco meno di 39 milioni di fatture elettroniche inviate, ossia poco più di 81 documenti a professionista.

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