I FILM DEL FINE SETTIMANA

«Favolacce», l'imperdibile favola nera dei fratelli D'Innocenzo

È arrivato on demand il film presentato in concorso all'ultimo Festival di Berlino, secondo lungometraggio dei registi de «La terra dell'abbastanza»

di Andrea Chimento

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È arrivato on demand il film presentato in concorso all'ultimo Festival di Berlino, secondo lungometraggio dei registi de «La terra dell'abbastanza»


3' di lettura

Uno dei film italiani più potenti e interessanti degli ultimi anni è ora disponibile on demand: si tratta di «Favolacce» dei fratelli D'Innocenzo, presentato in concorso al Festival di Berlino 2020, dove ha vinto il premio per la miglior sceneggiatura.

Ambientato nelle periferie residenziali più isolate di Roma, il film racconta di alcuni nuclei familiari la cui vita sembra scorrere serenamente e senza grandi intoppi: in questo quadretto rassicurante, iniziano a nascere delle tensioni tra genitori e figli, con questi ultimi che appaiono diligenti a scuola, ma nel profondo si sentono totalmente soli e infelici.
Dopo l'esordio con «La terra dell'abbastanza», i due gemelli romani (classe 1988) tornano a ragionare su complesse dinamiche familiari, sottolineando l'ipocrisia e la crudeltà che si nascondono dietro le facciate di tante ville e di tanti quartieri residenziali e analizzando come, nei più giovani, certi comportamenti possano far scaturire una rabbia furiosa e inattesa.

Uno stile personale e coraggioso
Nonostante siano all'inizio della loro carriera, i fratelli D'Innocenzo dimostrano di avere uno stile personale e coraggioso, un tocco registico e narrativo capace di scuotere e proporre riflessioni tutt'altro che banali.
«Favolacce» potrebbe essere definito come una sorta di favola nera, che gioca spesso sopra le righe: in diversi passaggi verrebbe voglia di guardare da un'altra parte, considerata la crudezza di numerose sequenze.
I rischi sono altissimi, ma, grazie a un montaggio impeccabile e a una regia pienamente consapevole e coerente, il film mantiene un eccezionale equilibrio per la sua intera durata, riuscendo a tenere alto il ritmo fino al sorprendente finale.

Visti i temi e le modalità con cui li tratta, potrebbe essere un film che non piacerà a tutti, ma raramente si è visto negli ultimi tempi un prodotto così ambizioso e stratificato, in cui i registi D'Innocenzo confermano anche la loro bravura nella direzione degli attori, dato che l'intero cast svolge magnificamente il proprio lavoro (tra gli interpreti principali c'è Elio Germano).
Con questo film i due giovani autori romani entrano di diritto tra i nomi più significativi del cinema italiano del presente e, soprattutto, del futuro.

D.N.A. - Decisamente non adatti
Chi fosse in cerca di un film italiano senza dubbio più semplice e leggero, può optare per «D.N.A. – Decisamente non adatti», esordio alla regia di Lillo & Greg.
Il noto duo comico è chiaramente anche protagonista di questa commedia degli equivoci, incentrata su un esperimento scientifico capace di scambiare il codice genetico dei personaggi.
La base narrativa di questo lungometraggio (anch'esso disponibile on demand) sa molto di già visto e purtroppo la sensazione si amplifica proseguendo nella visione, decisamente prevedibile.
Non manca qualche siparietto divertente e l'amalgama tra i due attori è ormai consolidata, ma non c'è molto altro da segnalare positivamente in un'operazione che si dimentica in fretta.

The Eddy
Una menzione anche per la miniserie di Netflix «The Eddy», creata da Jack Thorne.
Il nome più importante tra quelli coinvolti è però quello di Damien Chazelle, già regista di «La La Land», produttore esecutivo della miniserie e regista dei primi due episodi.
Al centro un jazz club di Parigi e tutta una serie di disavventure che riguardano i vari personaggi che ruotano attorno al locale.
Divisa in otto parti, «The Eddy» è un'interessante miniserie a più voci, in cui ogni puntata ha il nome di un personaggio diverso che diventa il protagonista di quel determinato episodio. Un esperimento imperfetto (nelle puntate centrali il ritmo cala eccessivamente) ma riuscito, forte di una buona messinscena complessiva, capace di esaltare soprattutto le numerose performance musicali. Da vedere.

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